Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “ottobre, 2003”

“Io non compro più i giornali. Li leggo solo on line” . Può capitare di sentire amici e conoscenti fare questa affermazione. Basta con la carta. E’ più comodo, semplice, veloce ed economico informarsi on line. A cosa serve acquistare il giornale in edicola, se posso leggerlo in internet, come voglio e quando voglio, magari durante la pausa caffè in ufficio?
Il nostro giudizio è che carta e rete non si sostituiscono, casomai camminano insieme verso la stessa direzione, cioè offrire a ciascun utente l’informazione che richiede. Tanto è vero che spesso on line non si trova la versione integrale del giornale in versione cartacea, mentre vi si trovano servizi aggiuntivi, tipici del linguaggio e delle potenzialità tecniche del web.
Comunque la stampa periodica e quotidiana on line si sta diffondendo a macchia d’olio. Un’indagine promossa dal Circolo della Stampa di Ancona in collaborazione con Fastmedia.it, popone dati molto interessanti sulla presenza (forse inaspettatamente consistente) dei quotidiani locali e regionali on line. I dati della ricerca sono ripresi anche dal sito Ipse.com (http://www.ipse.com/osserva/osserva3.html ), con tanto di numeri, grafici, link alle testate e commenti.
La crescita maggiore l’hanno registrata le webzine (con questo termine si indicano le pubblicazioni solo online, senza corrispettivo su carta, a prescindere dalla loro periodicità).
Quasi tutti i gruppi editoriali sono ora presenti sulla Rete, anche se non tutti hanno sviluppato prodotti originali per Internet, cioè pensati per la Rete e non semplici riproduzioni online di testate cartacee. Continuano anche a fiorire le iniziative “indipendenti”, il che non significa più, come in passato, “a carattere amatoriale”: negli ultimi mesi si sono moltiplicate, infatti, le pubblicazioni realizzate in modo professionale. E’ difficile effettuare una scelta dei siti d’informazione da segnalare in questa rubrica. A livello nazionale possiamo citare due esperienze italiane: Tgcom (http://www.tgcom.it ) e Il Nuovo (http://www.ilnuovo.it). Si tratta di due quotidiani disponibili solo on line e aggiornati 24 ore su 24 in tempo reale.
Per quanto riguarda Piacenza, ricordiamo il portale creato dal quotidiano Liberta (http://www.liberta.it) dove è possibile leggere on line gli articoli della versione cartacea del giornale, oltre a sezioni di approfondimento dedicate a vari argomenti e disponibili sono on line. Anche l’altro quotidiano di Piacenza, La Cronaca, ha un proprio sito web (http://www.cronaca.it/piacenza/ ): qui troviamo solo gli articoli già pubblicati su carta.
Per quanto riguarda l’ambito ecclesiale, sono on line il quotidiano cattolico Avvenire (http://www.avvenire.it) e l’organo della Santa Sede l’Osservatore Romano (http://www.vatican.va/news_services/or/home_ita.html).
Altri quotidiani di ispirazione cattolica on line sono Il Cittadino di Lodi (http://www.ilcittadino.it/) e l’Eco di Bergamo (http://www.eco.bg.it/Ecoonline/index.shtml ). 
Inoltre trova spazio in internet anche l’agenzia di stampa SIR (http://www.agenziasir.it/).
Anche alcuni settimanali cattolici sono in internet: tra quelli locali ricordiamo Gente Veneta (http://www.genteveneta.it/). Un elenco completo è disponibile sul sito della CEI (http://www.chiesacattolica.it) nella sezione “Altri media”.
A livello nazionale segnaliamo infine i periodici delle edizioni San Paolo (http://www.stpauls.it/riviste/default.htm ), Paoline (http://www.paoline.it ) ed ElleDiCi (http://www.elledici.org/ ) , tutti disponibili anche on line con siti speciali.








Annunci


Tutto sui newsgroups
I newsgroups sono gruppi di discussione elettronici gestiti e aggiornati da Usenet (rete di computer separata da internet, ma che risulta perfettamente accessibile a chiunque abbia un accesso completo alla rete) dove gli argomenti e le risposte vengono inviati immettendo del testo in un modulo. E’ un servizio pubblico di scambio di messaggi che è alla base dei gruppi di discussione di Internet.
Nella sostanza appaiono come tante bacheche virtuali, divise secondo i diversi temi su cui si discute. Si tratta di un servizio strutturato, non necessita di registrazione.
Ogni bacheca contiene tutti i messaggi che gli utenti hanno spedito su un certo tema, organizzati in discussioni.

Si accede ai newsgroups tramite un software specifico (per esempio Outlook Express) oppure tramite un sito web che fa da interfaccia (per esempio Google offre un’interfaccia ai newsgroups).
In questo luogo virtuale i messaggi scambiati sono destinati a rimanere consultabili nel tempo. Da non confondere i newsgroups con le mailing-list.
I messaggi delle mailing-list sono diffusi solo tramite e-mail; solo chi si è effettivamente iscritto (ha cioè mandato una e-mail richiedendo la sottoscrizione ed il gestore della lista lo ha accettato, comunicandogli le regole di partecipazione) potrà leggere i messaggi degli altri o pubblicarne di suoi; normalmente le mailing-list ospitano meno persone rispetto ai newsgroups, o perlomeno vogliono limitare la discussione solo a chi espressamente si iscrive e si impegna a rispettare le regole di una civile comunicazione (la netiquette), pena l’estromissione.

Perché si frequentano i newsgroups?
Per partecipare a discussioni, per condividere interessi, per chiedere aiuto, per cercare soluzioni tramite la ricerca nelle discussioni passate.
Anche il mondo cattolico ha creato alcuni spazi virtuali come luoghi di discussione. Questa settimana segnaliamo tre esperienze.

I cattolici e la cultura: offre un ambiente di dialogo e di servizio per i cattolici e per quanti desiderino discutere con civiltà e rispetto di tradizioni, esperienze e ricerca religiosa. Il gruppo è moderato per cercare di arginare provocazioni e mancanze di rispetto (Link per leggere i messaggi: http://mailgate.supereva.it/it/it.cultura.cattolica/ ; Link per conoscere il newsgroup: http://www.geocities.com/Athens/Thebes/5085/index.html).

Docenti di religione: è un gruppo di discussione dedicato a laici e non che si dedicano all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole (URL: http://it.groups.yahoo.com/group/docenti_religione/).

Lo scoutismo in Italia: il mondo scout ha avviato questa interessante esperienza di forum virtuale (URL: http://mailgate.supereva.it/it/it.sociale.scout/ ).

Luogo virtuale di incontro per discutere sul rapporto tra i cattolici e la cultura è il newsgroup it.cultura.cattolica. Offre un ambiente di dialogo e di servizio per i cattolici e per quanti desiderino discutere con civiltà e rispetto di tradizioni, esperienze e ricerca religiosa. Il gruppo è moderato.
Per conoscere il Newsgroup: URL: http://www.geocities.com/Athens/Thebes/5085/index.html. Per leggere i messaggi: URL: http://mailgate.supereva.it/it/it.cultura.cattolica/











Questa settimana la rubrica “Il Villaggio Virtuale” salta l’appuntamento in versione cartacea, ma non quello on line. Vorrei quindi approfittare di questa occasione per offrire alle famiglie cristiane alcuni strumenti di riflessione sulla presenza della Chiesa in Internet.


Il rapporto Chiesa-Internet
Si tratta di un rapporto che ha suscitato interesse e curiosità, ma anche polemiche, incentrate sull’utilizzo che i cattolici sanno (o non sanno) fare del mezzo. A fronte di tutto sta una nascente “cultura della rete” con cui la Chiesa deve imparare a familiarizzare, anche quando si parla di pastorale. In un tempo come questo, in cui avanza nella società e nella Chiesa il fenomeno della comunicazione globale attraverso i milioni di pagine web, e-mail, spazi virtuali, satelliti, immagini, suoni e parole diventano virtuali, dobbiamo dialogare con la nuova scienza della comunicazione, con i comunicatori, gli studiosi, per dare vita a un «forum culturale e sociale» che sia davvero in «favore della globalizzazione e dello sviluppo umano, della solidarietà, e alla missione evangelizzatrice della Chiesa», come sfida Giovanni Paolo II quando apertamente chiama Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo.
Internet è oggi uno strumento nuovo al servizio dell’evangelizzazione
Se utilizzato nella pastorale attiva e ordinaria, sfruttando le sue straordinarie potenzialità, può diventare un canale importante nella trasmissione della fede e della divulgazione della Parola.
La rete è ormai un fenomeno molto diffuso, soprattutto in ambiente laico. Anche la Chiesa si è mossa quasi subito con le prime esperienze on line. Ma il cammino è ancora lungo. Non mancano tanto le competenze o le strumentazioni tecniche opportune. Il problema che sta alla base della diffusione dell’utilizzo di Internet è di natura culturale. Si tratta di modificare il modo di pensare la pastorale. Non viene chiesto di sostituire i sistemi già esistenti, bensì di integrarli con nuovi mezzi e nuove opportunità, come ad esempio quelle offerte da Internet. Così come Internet si affianca agli altri strumenti di comunicazione di massa senza escluderli, allo stesso modo è necessario studiare il modo di sfruttare le potenzialità della rete al servizio dello scopo primario della Chiesa, evangelizzare.
Negli ultimi anni, sia in Italia sia all’estero, sono state avviate esperienze significative, promosse dagli organi centrali della Chiesa ma anche da singole persone o istituzioni. E’ necessario dare organicità all’insieme e incentivare la diffusione dell’utilizzo della rete, creando nuovi strumenti e cercando di diffondere la mentalità nuova soprattutto tra gli operatori impegnati in prima linea nelle diverse attività pastorali.

Internet e pastorale: considerando che la rete serve per comunicare e che compito principale della Chiesa è evangelizzare, appunto comunicare la fede e la Parola di Dio, ecco spiegato il rapporto che può intercorrere tra le due realtà. Anzi, che deve intercorrere. Come ha più volte esortato anche il Papa (e quindi non solo gli addetti ai lavori), la Chiesa non può permettersi di perdere il treno delle nuove tecnologie e delle nuove forme di comunicazione. Nel campo dell’evangelizzazione ogni cristiano ha il dovere di percorrere tutte le strade possibili per raggiungere lo scopo: annunciare la Parola.
Come è possibile utilizzare Internet nella pastorale possiamo vederlo anche dalle prime realtà presenti nel web. Prima di tutto si nota che gli interlocutori principali sono i giovani, perché hanno una maggiore familiarità con il mezzo informatico. Ma non solo loro: in Internet c’è di tutto.
Dal monastero virtuale alla chat line con un gruppo di sacerdoti ; dal sito che propone un nutrito archivio di materiale ad uso di catechisti e operatori pastorali in generale al giornale e alla radio che mettono in rete articoli, servizi e programmi. Tutto aggiornato (o comunque aggiornabile) in tempo reale e accessibile a tutti e in qualsiasi parte del mondo.








Strumenti di comunicazione, di condivisione, di scambio di idee, esperienze.
Le chat line sono luoghi virtuali di incontro appunto per chiacchierare con altre persone collegate in quello stesso momento in rete. In genere si incontrano persone sconosciute e lontane anche geograficamente con le quali è possibile discutere di qualsiasi argomento. Secondo alcuni studiosi, ‘parlare’ attraverso un computer è una forma di comunicazione impropria, in qualche misura ‘alienata’.
D’altra parte, il cosiddetto chat telematico ha delle peculiarità che altri sistemi di comunicazione non hanno e offre perciò prospettive nuove e interessanti. Come pochi altri mezzi di comunicazione, infatti, il chat annulla disparità di età, cultura, sesso e ceto sociale. Vecchi e giovani, belli e brutti, dietro una tastiera (e un monitor) sono tutti uguali. È possibile che, come del resto per altre forme di comunicazione interpersonale, vi siano aspetti negativi e controindicazioni. Ma si tratta senz’altro di un fenomeno sociale, prima che tecnologico, che offre importanti spunti di riflessione.
Generalmente le chat, specie quelle di ispirazione cattolica, sono tematiche. Con le chat line molti, soprattutto giovani, hanno inventato un nuovo modo di fare amicizia e di conoscere persone, che però non incontreranno mai personalmente. E qui stanno non solo gli aspetti positivi ma anche rischi e pericoli.
L’aspetto positivo sta nell’aprire nuovi canali di comunicazione paralleli a quelli tradizionali. Senza mai dimenticare che a prevalere devono essere i rapporti personali diretti.
Il primo rischio è invece che ciò non accada e che in particolare i giovani si chiudano nella loro realtà virtuale senza uscirne mai.
Il secondo rischio, avallato da drammatici fatti di cronaca, è che le stesse persone che si incontrano in chat poi diventino incontri reali: e a volte possono dimostrarsi cattivi incontri, perché uno degli aspetti negativi della rete è che ognuno può inventarsi un’identità, vera o falsa, e utilizzare gli strumenti on line a fin di bene o a fin di male.

In rete: proponiamo la scoperta delle chat line cattoliche. Infatti la chat line si presenta come il ‘telefono amico’ della rete e sta conquistando anche il mondo cattolico. In particolare segnaliamo la Chat Amica (
http://www.puntogiovane.org/chat/), che è un servizio di ascolto per i giovani, cui rispondono gli operatori di Telefono Amico. E’ attivo tutte le sere, tranne i festivi e i prefestivi, dalle 20.30 alle 23.30. Gli stessi operatori rispondono sia sulla chat che al Telefono. Il servizio si impegna anche a far conoscere gli indirizzi relativi alle strutture pubbliche e private che operano sul territorio della provincia di Rimini e Forlì nell’ambito delle dinamiche di disagio giovanile. Per contattare il servizio al di fuori degli orari di lavoro, è possibile lasciare un messaggio sulla segreteria telefonica oppure scrivere via email agli operatori singoli o a chat@puntogiovane.org. 









Navigazione articolo