Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “novembre, 2003”

Chiesa e comunicazio…

Chiesa e comunicazione: una questione di creatività e di qualità
Una pastorale virtuale non è basta solamente sull’utilizzo delle moderne tecnologie, ma soprattutto sulla capacità delle persone di ricorrere a tali mezzi con creatività, originalità, fedeltà al messaggio originale. Mantenendo sempre viva l’attenzione per la ricchezza comunicativa che la Chiesa ha accumulato e sviluppato nei secoli.
Le scorse settimane abbiamo detto della necessità di diffondere una nuova cultura, un nuovo modo di pensare e di fare comunicazione che sappia sfruttare la tradizione artistica e le potenzialità delle moderne tecnologie per difendere il messaggio antico e sempre attuale del vangelo.
Inoltre abbiamo già affrontato il problema della mancanza, talora, e della capacità di gestione delle risorse non solo economiche ma anche umane e professionali nel contesto della comunicazione.
Oltre alla questione della necessità della formazione di gruppi di professionisti che mettano al servizio della propria comunità religiosa il proprio sapere, le proprie capacità e il proprio tempo lavorando in équipe e quindi “in rete”. Un altro elemento legato alla creatività consiste nel saper gestire la parte economica, di marketing, di alleanze con altre compagnie, gruppi, creare una ‘rete’ a livello di diocesano, nazionale e addirittura internazionale.
Le nuove tecnologie impongono anche alla Chiesa di imparare ad andare oltre all’oggi e di proiettarsi verso il domani. Questo significa preoccuparsi non solo di quello che sta avvenendo oggi nel cyberspazio, ma anche di ciò che molto probabilmente accadrà domani.
Si tratta quindi di riflettere sul come usare le nuove tecnologie. Negli Stati Uniti, ad esempio, alcune diocesi usano Internet per comunicare e per distribuire la liturgia, tengono programmi radiofonici tramite Internet, hanno gruppi di discussione su Internet.
Con la tecnologia si evolve anche la comunicazione. Oggi ci viene richiesta la capacità di pensare e di comunicare, ad esempio, secondo dimensioni multimediali. E’ sbagliato ritenere che gli strumenti tradizionali verranno soppiantati o che si dovrà necessariamente operare una scelta precisa e definitiva, o con il nuovo o con il vecchio. La dimensione multimediale impone nuovi modi di vedere il rapporto fra queste due alternative, in un’ottica di collaborazione, supporto reciproco, di valorizzazione dei rispettivi punti di forza.
Un altro aspetto importante della comunicazione virtuale fa riferimento all’educazione a distanza, o educazione virtuale. E’ importante per la Chiesa discutere sulla tecnologia necessaria, i metodi pedagogici, il contenuto, il problema dibattuto dell’educazione pubblica e privata, e gli aspetti giuridici.
Sicuramente un nuovo modo di educare comincia ad entrare nella arena del mondo virtuale. E la Chiesa non può rimanerne esclusa. L’invito di Giovanni Paolo II di fare di Internet il nuovo forum della evangelizzazione è una sfida per la Chiesa del futuro. Però il futuro della comunicazione virtuale dipende della ricchezza artistica del passato.
La Chiesa ha la missione di fare questo bilancio, tra ieri e oggi, nella prospettiva di un futuro che è già presente.










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Comunicare al meglio con la posta elettronica
E’ un sistema potente e versatile per comunicare con gli altri. La posta elettronica ha però regole e caratteristiche che è buona cosa conoscere per utilizzarla in modo efficace e per evitare di urtare la sensibilità dei destinatari. Vediamone alcune. La posta elettronica richiede messaggi brevi e chiari: leggere su un monitor è più faticoso che leggere un foglio di carta ed è dimostrato che l’attenzione si attenua più velocemente. Inoltre: anche se la comunicazione on line è informale, non è un buon motivo per trascurare le regole di sintassi e di ortografia.
E’ necessario inserire un oggetto, coerente con il tema del messaggio, per rendere più semplice per il destinatario capire a colpo d’occhio il contenuto della mail e tenerne conto. La scrittura in caratteri maiuscoli indica il rafforzamento di un concetto, ma utilizzare unicamente caratteri maiuscoli è considerato maleducato. Un po’ come se gridassimo ciò che scriviamo. Per evidenziare un concetto si usa spesso inserire la parola o la frase tra asterischi (*) o tra underscore (_).
Inoltre sarebbe meglio evitare l’uso di sfondi e di immagini in formato html. Il destinatario potrebbe trovarsi in difficoltà nel leggere il messaggio e, in ogni caso, si aumenterebbe sensibilmente la banda occupata durante la trasmissione. Lo stesso discorso vale per le lettere accentate e per gli altri caratteri non standard. Infatti il nostro interlocutore potrebbe usare un sistema che non visualizza correttamente questi caratteri, sostituendo, ad esempio, la lettera “à” con un’incomprensibile “E%20”. La soluzione consiste nell’usare gli apostrofi per accentare una lettera (cioè: a’).

Consigli sulla privacy in rete

La tutela della privacy è sicuramente uno dei problemi più attuali  della Rete. Il tema riguarda molti aspetti della nostra società (ad esempio, l’uso del telefono o della carta di credito): in internet assume aspetti nuovi e critici. Il testo della legge n. 675/96 sulla privacy è un punto centrale per il cittadino italiano per capire il quadro di insieme. Questa legge è disponibile on line, insieme ad altre risorse per approfondire il tema della privacy all’indirizzo http://www.garanteprivacy.it.
Oltre agli aspetti giuridici, vi sono regole dettate dal buon senso che si trasformano in tanti piccoli atti di civiltà per rendere la vita in rete più efficiente e piacevole.
Prima di tutto è necessario assicurarsi, iscrivendosi a servizi on line, che il fornitore del servizio si impegni a trattare i dati personale degli utenti nel rispetto della legge sulla privacy /legge n. 675/96). Bisogna inoltre registrarsi sempre personalmente ai servizi che richiedano la scelta di un nome utente e di una password  e assicurarsi che nessuno sia a conoscenza della password utilizzata. Infine non si deve comunicare mai la propria password ad un’altra persona e tanto meno a chi la chiedesse via e-mail.








I piccoli naviganti giocano anche on line 
Non è vero che internet costituisce solo un pericolo per i più piccoli. In realtà la rete offre numerose opportunità di studio e di svago: si tratta di risorse sicure, che non presentano nessun rischio  e che non riservano spiacevoli sorprese. Fermo restando che ai genitori viene sempre richiesto di vigilare sulle attività on line dei propri figli.
E come abbiamo già avuto modo di dire in questa rubrica, spesso il computer può diventare un divertente espediente non per allontanare ma piuttosto per avvicinare grandi e piccoli.

Questa settimana parliamo di un sito web che spiega ai bambini come si utilizza internet in modo corretto. E’ interessante infatti la Cybernetiquette Comix della Disney (all’indirizzo http://www.disney.it/CyberNetiquette/): grazie all’ausilio dei personaggi più famosi del mondo dei fumetti, viene spiegato in modo semplice ma diretto il problema della sicurezza on line. Insomma, come divertirsi in internet senza correre rischi.

Internet è anche il regno delle fiabe e dei giochi, tutti dedicati ai più piccoli.
C’era una volta un pezzo di legno. E’ l’inizio di Pinocchio (http://www.pinocchio.it/ ). In rete è possibile trovare tutto il testo in italiano (http://www.liberliber.it/biblioteca/c/collodi/index.htm9 oppure http://www.linguaggioglobale.com/Pinocchio/). A disegnare Pinocchio ci hanno provato in tanti, come ci insegna una scuola materna francese che ha messo on line la propria produzione all’indirizzo http://perso.wanadoo.fr/ecole.mat.hilard/pino.htm. E poi non sarà difficile trovare entusiasmante il Pinocchio Game in Flash (http://perso.wanadoo.fr/ecole.mat.hilard/pino.htm): un po’ lento da caricare, ma di sicuro divertimento. E per chi vuole colorare il proprio computer con le immagini del simpatico burattino un’intera raccolta di clipart dedicate a lui e agli inseparabili amici (http://clipart.disneysites.com/display.php?catID=197 ). Infine è possibile trovare on line anche le marionette dei personaggi da costruire (all’indirizzo http://www.igiochidielio.it/Marpinocchio.htm).
Non è difficile trovare in rete numerosi siti che contengono giochi facilmente accessibili. Il problema più evidente purtroppo è la mancanza di velocità, ma così è la rete…. Il più facile e tutto in italiano è all’indirizzo http://www.virgilio.it/canali/ragazzi/giochi/index.html :
giochi, storie, disegni e animazioni che permettono anche ai giovanissimi utenti di interagire gradualmente con il mezzo telematico. Segnaliamo anche altri due siti, ben fatti, ma disponibili sono in lingua inglese: questo significa che la presenza dei genitori a fianco dei piccoli naviganti è assolutamente necessaria. Parliamo di Mamamedia (all’indirizzo http://www.mamamedia.com/) e di Kids Games (all’indirizzo http://www.worldvillage.com/kidz/games/games.htm ).







Le nuove frontiere della Chiesa in internet 
Si può parlare di ‘pastorale virtuale’? Forse sì, a patto, però, che venga vista come uno strumento in più che si affianca o che favorisce il contatto personale, senza mai esserne un’alternativa. Come avremo modo di approfondire nelle puntate nella nostra rubrica, uno dei rischi dell’utilizzo della rete è che si rimanga imprigionati in questa realtà virtuale rifiutando poi ogni rapporto con la realtà ecclesiale vera e propria, fatta di persone.
Internet si affianca ai mezzi tradizionali di evangelizzazione, senza sostituirli, anzi, promovendoli e sostenendoli là dove è possibile e proponendo nuove iniziative di supporto.
Internet è oggi uno strumento nuovo al servizio dell’evangelizzazione. Se utilizzato nella pastorale attiva e ordinaria, sfruttando le sue straordinarie potenzialità, può diventare un canale importante nella trasmissione della fede e della divulgazione della Parola. La rete è ormai un fenomeno molto diffuso, soprattutto in ambiente laico.
Anche la Chiesa si è mossa quasi subito con le prime esperienze on line. Ma il cammino è ancora lungo. Non mancano tanto le competenze o le strumentazioni tecniche opportune. Il problema che sta alla base della diffusione dell’utilizzo di Internet è di natura culturale. 
Si tratta di modificare il modo di pensare la pastorale. Non viene chiesto di sostituire i sistemi già esistenti, bensì di integrarli con nuovi mezzi e nuove opportunità, come ad esempio quelle offerte da Internet.
Così come Internet si affianca agli altri strumenti di comunicazione di massa senza escluderli, allo stesso modo è necessario studiare il modo di sfruttare le potenzialità della rete al servizio dello scopo primario della Chiesa, evangelizzare.
Negli ultimi anni, sia in Italia sia all’estero, sono state avviate esperienze significative, promosse dagli organi centrali della Chiesa ma anche da singole persone o istituzioni. E’ necessario dare organicità all’insieme e incentivare la diffusione dell’utilizzo della rete, creando nuovi strumenti e cercando di diffondere la mentalità nuova soprattutto tra gli operatori impegnati in prima linea nelle diverse attività pastorali.
La rete può ospitare anche servizi che non abbiano nessun legame con esperienze appartenenti al mondo del reale.  Si tratta di iniziative che esistono solo perché esiste la rete che le ospita.

Facciamo qualche esempio di progetto esclusivamente on line già realizzato. Iniziamo con il primo convento virtuale, quello di Frate Sole, all’indirizzo www.fratesole.sicily.it. E’ Padre Pio il protettore di questo sito, che offre la possibilità di una visita guidata, e ovviamente virtuale, al convento, di partecipare ad un forum, di attingere ad un archivio di preghiere, testimonianze di santi (tra cui spicca santa Teresa di Lisiex) e documenti vari.
Ma sono sorte in rete anche le prime parrocchie virtuali, come ad esempio quella che troviamo all’indirizzo http://www.laparrocchia.it o la Parrocchia del Quarto Re Magio (http://xoomer.virgilio.it/gandreoz/4remagio.html), creata da un sacerdote di Lucca. In queste pagine web è possibile pregare, meditare, incontrarsi virtualmente per condividere esperienze di fede.







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