Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Le nuove frontiere della Chiesa in internet 
Si può parlare di ‘pastorale virtuale’? Forse sì, a patto, però, che venga vista come uno strumento in più che si affianca o che favorisce il contatto personale, senza mai esserne un’alternativa. Come avremo modo di approfondire nelle puntate nella nostra rubrica, uno dei rischi dell’utilizzo della rete è che si rimanga imprigionati in questa realtà virtuale rifiutando poi ogni rapporto con la realtà ecclesiale vera e propria, fatta di persone.
Internet si affianca ai mezzi tradizionali di evangelizzazione, senza sostituirli, anzi, promovendoli e sostenendoli là dove è possibile e proponendo nuove iniziative di supporto.
Internet è oggi uno strumento nuovo al servizio dell’evangelizzazione. Se utilizzato nella pastorale attiva e ordinaria, sfruttando le sue straordinarie potenzialità, può diventare un canale importante nella trasmissione della fede e della divulgazione della Parola. La rete è ormai un fenomeno molto diffuso, soprattutto in ambiente laico.
Anche la Chiesa si è mossa quasi subito con le prime esperienze on line. Ma il cammino è ancora lungo. Non mancano tanto le competenze o le strumentazioni tecniche opportune. Il problema che sta alla base della diffusione dell’utilizzo di Internet è di natura culturale. 
Si tratta di modificare il modo di pensare la pastorale. Non viene chiesto di sostituire i sistemi già esistenti, bensì di integrarli con nuovi mezzi e nuove opportunità, come ad esempio quelle offerte da Internet.
Così come Internet si affianca agli altri strumenti di comunicazione di massa senza escluderli, allo stesso modo è necessario studiare il modo di sfruttare le potenzialità della rete al servizio dello scopo primario della Chiesa, evangelizzare.
Negli ultimi anni, sia in Italia sia all’estero, sono state avviate esperienze significative, promosse dagli organi centrali della Chiesa ma anche da singole persone o istituzioni. E’ necessario dare organicità all’insieme e incentivare la diffusione dell’utilizzo della rete, creando nuovi strumenti e cercando di diffondere la mentalità nuova soprattutto tra gli operatori impegnati in prima linea nelle diverse attività pastorali.
La rete può ospitare anche servizi che non abbiano nessun legame con esperienze appartenenti al mondo del reale.  Si tratta di iniziative che esistono solo perché esiste la rete che le ospita.

Facciamo qualche esempio di progetto esclusivamente on line già realizzato. Iniziamo con il primo convento virtuale, quello di Frate Sole, all’indirizzo www.fratesole.sicily.it. E’ Padre Pio il protettore di questo sito, che offre la possibilità di una visita guidata, e ovviamente virtuale, al convento, di partecipare ad un forum, di attingere ad un archivio di preghiere, testimonianze di santi (tra cui spicca santa Teresa di Lisiex) e documenti vari.
Ma sono sorte in rete anche le prime parrocchie virtuali, come ad esempio quella che troviamo all’indirizzo http://www.laparrocchia.it o la Parrocchia del Quarto Re Magio (http://xoomer.virgilio.it/gandreoz/4remagio.html), creata da un sacerdote di Lucca. In queste pagine web è possibile pregare, meditare, incontrarsi virtualmente per condividere esperienze di fede.







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