Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Chiesa e comunicazio…

Chiesa e comunicazione: una questione di creatività e di qualità
Una pastorale virtuale non è basta solamente sull’utilizzo delle moderne tecnologie, ma soprattutto sulla capacità delle persone di ricorrere a tali mezzi con creatività, originalità, fedeltà al messaggio originale. Mantenendo sempre viva l’attenzione per la ricchezza comunicativa che la Chiesa ha accumulato e sviluppato nei secoli.
Le scorse settimane abbiamo detto della necessità di diffondere una nuova cultura, un nuovo modo di pensare e di fare comunicazione che sappia sfruttare la tradizione artistica e le potenzialità delle moderne tecnologie per difendere il messaggio antico e sempre attuale del vangelo.
Inoltre abbiamo già affrontato il problema della mancanza, talora, e della capacità di gestione delle risorse non solo economiche ma anche umane e professionali nel contesto della comunicazione.
Oltre alla questione della necessità della formazione di gruppi di professionisti che mettano al servizio della propria comunità religiosa il proprio sapere, le proprie capacità e il proprio tempo lavorando in équipe e quindi “in rete”. Un altro elemento legato alla creatività consiste nel saper gestire la parte economica, di marketing, di alleanze con altre compagnie, gruppi, creare una ‘rete’ a livello di diocesano, nazionale e addirittura internazionale.
Le nuove tecnologie impongono anche alla Chiesa di imparare ad andare oltre all’oggi e di proiettarsi verso il domani. Questo significa preoccuparsi non solo di quello che sta avvenendo oggi nel cyberspazio, ma anche di ciò che molto probabilmente accadrà domani.
Si tratta quindi di riflettere sul come usare le nuove tecnologie. Negli Stati Uniti, ad esempio, alcune diocesi usano Internet per comunicare e per distribuire la liturgia, tengono programmi radiofonici tramite Internet, hanno gruppi di discussione su Internet.
Con la tecnologia si evolve anche la comunicazione. Oggi ci viene richiesta la capacità di pensare e di comunicare, ad esempio, secondo dimensioni multimediali. E’ sbagliato ritenere che gli strumenti tradizionali verranno soppiantati o che si dovrà necessariamente operare una scelta precisa e definitiva, o con il nuovo o con il vecchio. La dimensione multimediale impone nuovi modi di vedere il rapporto fra queste due alternative, in un’ottica di collaborazione, supporto reciproco, di valorizzazione dei rispettivi punti di forza.
Un altro aspetto importante della comunicazione virtuale fa riferimento all’educazione a distanza, o educazione virtuale. E’ importante per la Chiesa discutere sulla tecnologia necessaria, i metodi pedagogici, il contenuto, il problema dibattuto dell’educazione pubblica e privata, e gli aspetti giuridici.
Sicuramente un nuovo modo di educare comincia ad entrare nella arena del mondo virtuale. E la Chiesa non può rimanerne esclusa. L’invito di Giovanni Paolo II di fare di Internet il nuovo forum della evangelizzazione è una sfida per la Chiesa del futuro. Però il futuro della comunicazione virtuale dipende della ricchezza artistica del passato.
La Chiesa ha la missione di fare questo bilancio, tra ieri e oggi, nella prospettiva di un futuro che è già presente.










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