Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Quando il terrore vi…

Quando il terrore viene dalla rete 
Qualcuno li ha definiti come dei veri e propri combattenti della rete. Sono i ‘cyberterroristi’, i nuovi criminali che in Internet organizzano e portano a termine attacchi rivolti alle infrastrutture tecnologiche.


L’ultimo duro colpo sferrato è stato quello dello scorso dicembre ai danni della NASA. A dire il vero non si è trattato della prima volta che i server dell’Agenzia Spaziale americana cadono vittima di cyber attacchi con motivazioni di tipo politico. Quest’ultimo attacco è però particolare in quanto un gruppo di crackers (hackers “cattivi” ) brasiliani ha preso di mira 13 siti Nasa defacciandoli, sostituendo l’homepage con un messaggio politico contro la guerra in Iraq. A scoprire l’incursione è stato il sito Zone-h.org, un archivio online di attacchi digitali al mondo.


Non solo: sulla stessa homepage dei server Nasa defacciati, campeggiava un link a uno scioccante video in cui un civile iracheno (forse un militare in abiti civili), a terra perché colpito, viene finito da un gruppo di esultanti marines. Lo stesso marine, dopo avere ucciso l’iracheno,  viene inquadrato dalla telecamera e dichiara:”Hey, è stato bellissimo, lo voglio fare ancora”.


Questo tipo di terrorismo informatico a carattere politico si sta diffondendo a macchia d’olio, soprattutto negli Stati Uniti. I cosiddetti ‘defacciamenti politici’  dei siti più famosi hanno una efficacia straordinaria in quanto diffondono i messaggi di protesta in tempi rapidissimi.


Il più completo archivio di attacchi digitali al mondo è conservato nel sito Zone-h.org. Oggi è anche disponibile in versione italiana al link http://www.zone-h.it.


Se cerchiamo di dare una definizione dei crimini informatici, possiamo allora affermare che si tratta di comportamenti illeciti di nuova generazione in cui il computer è allo stesso tempo strumento per la commissione di delitti e oggetto della condotta criminosa stessa. In realtà occorrerebbe attuare una distinzione tra reati telematici veri e propri (cioè crimini impossibili da attuare senza l’ausilio delle tecnologie informatiche) ed i crimini cosiddetti tradizionali o convenzionali in cui l’uso delle tecnologie è solo un supporto in più per il raggiungimento dello scopo. In quest’ultimo caso la normativa è preparata ad affrontarli con la legislazione vigente. Nel caso di reati informatici e telematici veri e propri il riscontro normativa non sempre trova risposte chiare e facilmente adattabili alla nuova realtà tecnologica per tali violazioni.


Per approfondire il tema dei crimini informatici suggeriamo di visitare alcuni siti: http://www.e-jus.it (database aggiornato sulla legislazione e la giurisprudenza italiana inerente al diritto di Internet),  http://www.interlex.it/ (rivista telematica dedicata ai temi del diritto, della telematica e dell’informazione), http://www.diritto.it (in particolare, la sezione ‘Diritto e nuove tecnologie’), http://www.newlaw.it/ .


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