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Stop allo spamming&n…

Stop allo spamming 


Recentemente il Garante per la privacy ha dettato le regole per l’utilizzo di internet durante il periodo di campagna elettorale (URL: http://escher.drt.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=634369 ). Per proteggere i dati personali dei cittadini ha infatti disposto che si potrà fare propaganda attraverso l’invio di e-mail  soltanto con il preventivo consenso dell’interessato.


La nota diffusa è stata pensata in vista della prossima campagna elettorale per le europee e fissa  le regole per l’uso corretto dei dati personali dei cittadini, tenendo conto delle norme in vigore dal 1° gennaio e dell’ingresso nella competizione elettorale di nuovi mezzi di comunicazione.
Secondo il Garante, la propaganda elettorale potrà essere diffusa per posta elettronica senza preventivo consenso del destinatario solo se saranno utilizzati dati estratti da fonti “pubbliche”, cioè registri, atti e documenti conoscibili da chiunque. Il mittente dovrà però informare i cittadini dell’uso che verrà fatto dei loro dati personali.


Se lo conosci, lo eviti?


La posta elettronica offre innumerevoli vantaggi, ma talvolta il prezzo da pagare può essere il cosiddetto spam. Si tratta dei messaggi-spazzatura: catene di sant’Antonio, pubblicità indesiderata e non richiesta, messaggi prolissi e allegati di dimensioni enormi.


Non sempre si riesce a rimanerne immuni. Ma per combattere il fenomeno sempre più diffuso dello spamming esistono vari strumenti. Prima di tutto esistono dei filtri, disponibili insieme a molti software di posta come ad esempio Eudora. Oppure è possibile ricorrere a particolari software antispam personali o centralizzati, cioè presenti sui server del gestore della nostra casella di posta elettronica. Si tratta di servizi gratuiti (è il caso di Elitel, Hotmail, MC-link) o a pagamento (ad esempio I.Net, Fiscali, Wind).


Per difendersi dallo spamming esistono però anche alcune semplice e  buone norme di comportamento, come esempio non divulgare troppo il proprio indirizzo di posta oppure differenziare le proprie in deità e-mail in base al tipo di attività: un indirizzo per i contatti di lavoro, un altro per gli amici e così via.


Ma vi sono anche altri utili consigli da tenere in considerazione.



Alcune regole di autodifesa



Ecco alcune strategie per cercare di ridurre le possibilità di finire in una lista di spam.




  1. Usare indirizzi e-mail lunghi e complessi. Infatti capita che gli spammer vadano spesso per tentativi quando recapitano i loro messaggi.


  2. Non usare in chiaro il proprio indiretto e-mail si spazi pubblici on line (come ad esempio siti, newsgroup, chatline e blog. Il rimedio più semplice consiste nel pubblicare la propria e-mail deformandola (ad esempio: mariobianchiNONSPAMPERFAVORE@provider.it). In questo modo si riescono ad ingannare i sistemi automatici usati per rastrellare gli indirizzi.


  3. Non farsi mettere in rubrica da altri utenti. Infatti una causa indiretta dello spam sono i worm che si spediscono a tutti i nomi presenti sul computer infetto.

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