Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “maggio, 2004”

Chiude la prima chiesa on line


La settimana scorsa abbiamo parlati della prima chiesa virtuale, la “Chiesa dei pazzi”, come era stata chiamata (www.shipoffools.com). Purtroppo per parlarne di nuovo dobbiamo usare tutti i verbi coniugati al passato perché, dopo pochi giorni dalla sua apertura, questa nuova chiesa è stata costretta a chiudere i battenti. Preso di mira dagli hacker e da naviganti ben poco devoti e inclini solo a insulti e parolacce, il pulpito on line ha detto addio al web.


Eppure si era trattato di un successo: basti pensare che la chiesa virtuale riceveva circa 20.000 visite al giorno. Oltre ai fedeli che si collegavano per pregare in ginocchio nella chiesa in 3D, però, c’erano anche numerosi hacker che si divertivano a lanciare insulti di tutti i tipi in nome di Satana. Aperta a tutti e libera da controlli efficaci la rete si apre volentieri, certo, ad iniziative-pilota interessanti come quelle avviate in campo religioso, ma al tempo stesso affida al buon senso e all’educazione dei singoli naviganti il compito di rispettare questo immenso spazio virtuale e tutti i suoi occupanti.


A questo proposito vogliamo ricordare i dieci semplici comandamenti proposti da Arlene Rinaldi (www.fau.edu/rinaldi/net/intro.html), relativi all’utilizzo delle moderne tecnologie informatiche:


1.      Non userai un computer per danneggiare altre persone


2.      Non interferirai con il lavoro al computer di altre persone


3.      Non curioserai nei file di altre persone


4.      Non userai un computer per rubare


5.      Non userai un computer per portare falsa testimonianza


6.      Non userai o copierai software che non hai dovutamente pagato


7.      Non userai le risorse di altri senza autorizzazione


8.      Non ti approprierai del risultato del lavoro intellettuale altrui


9.      Penserai alle conseguenze sociali dei programmi che scrivi


10.      Userai il computer in un modo che mostri considerazione e rispetto.



Marta o Maria?


Come conciliare questo doppio ruolo tra le mura domestiche? Una casalinga cattolica, di cui si conosce solo il nome, Laura, ha creato questo semplice sito, composto da poche pagine ma unico nel suo genere. Lo scopo è quello di offrire alle donne che lavorano in casa spunti di riflessione e di preghiera per cercare di conciliare la preghiera con le attività frenetiche di tutti i giorni. All’indirizzo http://digilander.libero.it/carmelitana/ .



S. Giuseppe Operaio è on line


Parliamo del sito inaugurato dalla parrocchia cittadina e presente in rete all’indirizzo http://www.sangiuseppeoperaio.it . Si tratta di uno spazio aperto non solo alla vita della comunità ma di tutta la Chiesa. La grafica è semplice e immediata, la navigazione è piacevole e utile. I gruppi di catechesi, gli avvisi parrocchiali, il calendario con gli appuntamenti aggiornati giorno per giorno, le iniziative (dai campi estivi al torneo di calcetto), gli orari delle messe: tutto trova spazio in questo bel sito.


Interessante è l’idea di proporre in formato .pdf le pagine del bollettino parrocchiale, “Camminiamo insieme”, scaricabili comodamente dal computer di casa. Infine segnaliamo “La voce del don”, lo spazio dedicato agli interventi e ai commenti del parroco don Giancarlo Conte.

La prima chiesa virtuale è on line


Le potenzialità di internet nel campo dell’evangelizzazione sono numerose. In questa rubrica ne abbiamo parlato più volte, presentando interessanti iniziative di singoli o di gruppi di fedeli o delle stesse istituzioni ecclesiastiche. Non mancano però i dubbi sul corretto utilizzo della rete: il confine tra la cosiddetta pastorale virtuale e il feticismo tecnologico può essere molto sottile.


In questi giorni, a fare discutere dei pro e dei contro del ricorso alla tecnologia nella Chiesa è stata l’apertura della prima chiesa on line in 3D, nata per iniziativa di una comunità metodista di Londra. E i mass media laici non hanno mancato di darne risalto, battezzandola con il nome di Church of fools, cioè la chiesa dei pazzi. Ma vediamo di che cosa si tratta.


Il modello di chiesa virtuale


La basilica in questione è visibile in versione tridimensionale ed è visitabile all’indirizzo www.shipoffools.com. Al suo interno i cyber-fedeli possono ascoltare sermoni, inginocchiarsi, pregare o accendere ceri virtuali in tutta libertà comodamente seduti davanti al computer di casa.


Le regole sono ben precise: ad esempio, non è ammesso passeggiare tra i banchi o chattare con altri fedeli durante la funzione religiosa.


In sostanza si tratta di un esperimento per valutare se e come è possibile praticare un culto religioso avvalendosi esclusivamente del supporto tecnologico della rete. Tale iniziativa è stata benedetta anche dal vescovo di Londra, Richard Chartres, il quale ha tenuto anche il sermone inaugurale, naturalmente on line.


Ma come è possibile accedere a questa particolare chiesa virtuale?


Spinti dalla curiosità, abbiamo tentato l’avventura: ci siamo registrati sul sito e abbiamo creato il nostro avatar (cioè un alter ego digitale) che graficamente appare come un personaggio di un cartone animato; poi abbiamo iniziato ad interagire con l’ambiente circostante, muovendoci liberamente nella chiesa virtuale.


Quando la Chiesa è solo on line


La “chiesa dei pazzi” inglese non è però il primo tentativo di digitalizzare il culto religioso. Infatti più volte la nostra rubrica si è occupata di altri interessanti esperimenti, tutti italiani. Si tratta di servizi che non hanno nessun legame con esperienze appartenenti al mondo del reale.


Ricordiamo solo qualche esempio. Iniziamo con il primo convento virtuale, quello di Frate Sole, all’indirizzo www.fratesole.sicily.it. E’ Padre Pio il protettore di questo sito, che offre la possibilità di una visita guidata, e ovviamente virtuale, al convento, di partecipare ad un forum, di attingere ad un archivio di preghiere, testimonianze di santi (tra cui spicca santa Teresa di Lisiex) e documenti vari.


Ma sono sorte in rete anche le prime parrocchie virtuali, come ad esempio quella che troviamo all’indirizzo http://www.laparrocchia.it o la Parrocchia del Quarto Re Magio (http://xoomer.virgilio.it/gandreoz/4remagio.html), creata da un sacerdote di Lucca. In queste pagine web è possibile pregare, meditare, incontrarsi virtualmente per condividere esperienze di fede.

I media in famiglia: un rischio e una ricchezza


In vista della 38a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebrerà domenica 23 maggio 2004 alla luce del Messaggio proposto da Giovanni Paolo II, si svolgerà a Roma il 21 e 22 maggio, presso la Pontificia Università Lateranense, il Convegno dal titolo “I media in famiglia: un rischio e una ricchezza” organizzato dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia in collaborazione con altre realtà universitarie e associative.
Destinatari di questa importante occasione di approfondimento e di confronto sono gli operatori culturali e pastorali che si occupano di comunicazione e di pastorale familiare: l’opportunità di affrontare insieme un tema così delicato, ci darà lo slancio per una più stretta collaborazione e per una più mirata progettualità.


Il programma del convegno, insieme ad ulteriori informazioni organizzative, è disponibile on line all’indirizzo www.chiesacattolica.it/mediainfamiglia.



GraficaPastorale


Questa settimana torniamo a parlare di siti web che cercano di aiutare catechisti, educatori e formatori nel difficile compito di trasmettere il Vangelo attraverso le immagini, i suoni, i colori.


Le pagine web di Graficapastorale.com (http://www.graficapastorale.com) tentano di sollecitare gli operatori pastorali su questa linea. Comunicare la Parola di Dio attraverso le immagini sia in abito liturgico che catechetico: manifesti domenicali che diano con un disegno e una frase il sunto della liturgia che si va a celebrare, sfondi adatti a varie celebrazioni, depliant e fogli per i sacramenti, disegni che facciano intuire immediatamente il significato principale delle cerimonie, oggetti grafici per ricorrenze e anniversari.
Una sezione specifica del sito poi è dedicata alla catechesi dal momento che è irrinunciabile trasmettere attraverso la grafica e il disegno.


Una particolare attenzione è rivolta ai disegni da colorare per i più piccoli: dall’Antico Testamento alla vita di Gesù, dalle parabole ai momenti più salienti dell’anno liturgico, ai manifesti per rendere le aule di catechismo meno anonime. Le scene colore e disegni biblici, gli itinerari e le presentazioni aiutano il bambino a conoscere e vivere la Parola.
In definitiva il sito offre un ventaglio completo, quindi, di materiale grafico per la pastorale.



Passione di Cristo nell’arte


Presentiamo un sito in cui sono state raccolte alcune raffigurazioni artistiche della passione di Gesù Cristo, tra cui la crocifissione, la deposizione, la resurrezione. All’indirizzo http://digilander.libero.it/crpd/ vengono riportate raffigurazioni di opere d’arte più o meno famose che arrivano a noi attraverso i secoli e sono l’interpretazione di vari pittori, scultori, mastri vetrai, miniatori del grande mistero della fede cristiana.



Famiglie per le famiglie


Tra i portali dedicati alla famiglia e alle coppie di sposi o di fidanzati segnaliamo questo “Famiglie per le famiglie” (all’indirizzo http://www.portalefamiglie.it). Fidanzati, sposi, famiglie sono qui protagonisti della propria pastorale. Questo grande sito si propone come occasione per condividere, conoscere, raccontare esperienze, offrire spunti di riflessione.




Quando internet diventa una droga


Internet è diventato un fenomeno di massa. E così, come avviene spesso quando le opportunità si evolvono velocemente (ci si collega da casa a costi concorrenziali, dal lavoro e anche dai numerosi “internet-point” sparsi nei vari centri commerciali) si può arrivare ad un bisogno irrefrenabile, una specie di mania.



La “internet-dipendenza”


Secondo gli esperti massmediologi, sociologi e psicopatologi, si può parlare oggi di “Internet-dipendenza” (all’inglese “addiction”). 


L’espressione Internet Addiction Disorder è stata introdotta nel 1995 dal dottor Ivan Goldberg. Da allora si è scritto molto sull’argomento, ma non si è ancora giunti ad una definizione univoca del fenomeno. In inglese, ad esempio, esistono due termini per definire la dipendenza: ‘dependence’, per riferirsi ad una dipendenza da sostanza chimica e ‘addiction’, quando tale condizione non è presente. In italiano si usa, invece, solo il termine dipendenza, ma per definire tale fenomeno sono state utilizzate anche altre espressioni: uso distorto, abuso, trance dissociativa.



Che cosa sono le “cyber-manie”


Tanti sono gli itinerari frequentati ossessivamente da chi comincia a perdere il controllo durante la navigazione, altrettante sono le tipologie di questi disturbi che differenziano un caso dall’altro. 
Il pericolo costante è quello che l’utente, si senta in principio affascinato, poi trascinato ed, infine, dipendente da una serie di “situazioni virtuali” che possono essere di diverso genere.


Il bisogno ossessivo di “collegarsi” molte volte al giorno, in alcuni casi. estremi, totalizzando un tempo complessivo che supera le 5-6 ore, rappresenta il primo segno, il più grossolano, per formulare almeno un sospetto.


Il “navigatore disturbato” può arrivare ad una dedizione quasi totale così da trascurare tutte le altre attività. Si mettono da parte la famiglia, gli affetti, il lavoro, gli svaghi, le relazioni sociali e persino alcuni fabbisogni essenziali per la salute (per esempio ci si dimentica di mangiare). Si finisce per isolarsi davanti al computer e per soffrire di vere e proprie crisi d’astinenza quando non è possibile collegarsi per i motivi più disparati.


Si possono individuare differenti “cyber-manie”:


          il sesso in rete. Questi navigatori non lo cercano altrove e comunque non lo ritengono possibile, se non virtualmente


          il gioco d’azzardo on-line. Una fobia ben nota agli psicopatologi e che appare accentuata grazie alla telematica 


          il video-gioco. Gare solitarie ambientate in scenari virtuali, mostruosi e violenti e che prevedono l’ingresso al gioco solo dopo autoidentificazione con un personaggio pure fantastico e virtuale


          le relazioni solo via e-mail (le famose chat -line)


          l’eccesso nella ricerca d’informazioni on-line. Si tratta di una tipologia piuttosto comune anche negli ambienti di lavoro. Tutti coloro che ne soffrono si collegano anche per una banale informazione e “scaricano dalla rete” tutto ciò che capita senza distinguerne l’utilità.



Come prevenire il fenomeno


Come si può prevenire il disordine psichico o per lo meno proteggere i cybernauti più giovani?


Per una navigazione sicura in famiglia, adatta a grandi e piccoli, meglio affidarsi ai “filtri per bambini”. E per gli adulti, basta spegnere il computer prima che comincino a comparire l’ansia o l’eccitazione. In fondo, in rete, tutto è virtuale. 


Navigazione articolo