Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

La prima chiesa virtuale è on line


Le potenzialità di internet nel campo dell’evangelizzazione sono numerose. In questa rubrica ne abbiamo parlato più volte, presentando interessanti iniziative di singoli o di gruppi di fedeli o delle stesse istituzioni ecclesiastiche. Non mancano però i dubbi sul corretto utilizzo della rete: il confine tra la cosiddetta pastorale virtuale e il feticismo tecnologico può essere molto sottile.


In questi giorni, a fare discutere dei pro e dei contro del ricorso alla tecnologia nella Chiesa è stata l’apertura della prima chiesa on line in 3D, nata per iniziativa di una comunità metodista di Londra. E i mass media laici non hanno mancato di darne risalto, battezzandola con il nome di Church of fools, cioè la chiesa dei pazzi. Ma vediamo di che cosa si tratta.


Il modello di chiesa virtuale


La basilica in questione è visibile in versione tridimensionale ed è visitabile all’indirizzo www.shipoffools.com. Al suo interno i cyber-fedeli possono ascoltare sermoni, inginocchiarsi, pregare o accendere ceri virtuali in tutta libertà comodamente seduti davanti al computer di casa.


Le regole sono ben precise: ad esempio, non è ammesso passeggiare tra i banchi o chattare con altri fedeli durante la funzione religiosa.


In sostanza si tratta di un esperimento per valutare se e come è possibile praticare un culto religioso avvalendosi esclusivamente del supporto tecnologico della rete. Tale iniziativa è stata benedetta anche dal vescovo di Londra, Richard Chartres, il quale ha tenuto anche il sermone inaugurale, naturalmente on line.


Ma come è possibile accedere a questa particolare chiesa virtuale?


Spinti dalla curiosità, abbiamo tentato l’avventura: ci siamo registrati sul sito e abbiamo creato il nostro avatar (cioè un alter ego digitale) che graficamente appare come un personaggio di un cartone animato; poi abbiamo iniziato ad interagire con l’ambiente circostante, muovendoci liberamente nella chiesa virtuale.


Quando la Chiesa è solo on line


La “chiesa dei pazzi” inglese non è però il primo tentativo di digitalizzare il culto religioso. Infatti più volte la nostra rubrica si è occupata di altri interessanti esperimenti, tutti italiani. Si tratta di servizi che non hanno nessun legame con esperienze appartenenti al mondo del reale.


Ricordiamo solo qualche esempio. Iniziamo con il primo convento virtuale, quello di Frate Sole, all’indirizzo www.fratesole.sicily.it. E’ Padre Pio il protettore di questo sito, che offre la possibilità di una visita guidata, e ovviamente virtuale, al convento, di partecipare ad un forum, di attingere ad un archivio di preghiere, testimonianze di santi (tra cui spicca santa Teresa di Lisiex) e documenti vari.


Ma sono sorte in rete anche le prime parrocchie virtuali, come ad esempio quella che troviamo all’indirizzo http://www.laparrocchia.it o la Parrocchia del Quarto Re Magio (http://xoomer.virgilio.it/gandreoz/4remagio.html), creata da un sacerdote di Lucca. In queste pagine web è possibile pregare, meditare, incontrarsi virtualmente per condividere esperienze di fede.

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