Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Religioni e formazione a distanza

Le iniziative di formazione a distanza si stanno diffondendo anche in ambiente cattolico, anche se con fatica. Il progetto più interessante al momento è CorsiWeb (
www.corsiweb.org ), che nasce da un’idea di Alberto Amitrani e Raffaella Di Marzio responsabili, rispettivamente, della Direzione Tecnica ed Editoriale. I corsi disponibili sono: ‘Il fenomeno religioso in Italia’, ‘Islam’, ‘New Age’, Satanismo’, ‘Testimoni di Geova’, ‘Fondamentalismo islamico e terrorismo’, ‘Dentro “Il Codice da Vinci” (e “Angeli e demoni”)’.
“L’obiettivo di CorsiWeb – spiegano gli organizzatori – è facilitare l’apprendimento e la comunicazione tra persone interessate a tematiche di vario tipo. Le nuove tecnologie facilitano questo percorso creando un clima di apprendimento collaborativo col vantaggio di annullare il problema della distanza e dei tempi che possono essere diversi per ciascun corsista”.
Il mezzo utilizzato è Internet che favorisce la condivisione di conoscenze e risorse. Ciascuno può scegliere il ritmo di apprendimento e i tempi che più si addicono alle proprie esigenze.
I materiali e le risorse a disposizione dei corsisti sono: le lezioni, che presenteranno i contenuti del corso e saranno distribuite sotto forma di unità didattiche ipertestuali; una banca dati di link e di materiali utili per l’approfondimento e la ricerca personale (tra cui immagini, file audio e file video); ambienti interattivi dedicati esclusivamente al corso: la chat e i forum moderati oltre al glossario e al modulo bibliografie e alla lavagna degli avvisi.
Destinatari principali sono: studenti, docenti delle scuole di ogni ordine e grado (e in particolar modo docenti di religione), persone impegnate nella pastorale, giornalisti, giuristi, forze dell’ordine e chiunque voglia essere aggiornato e competente in queste tematiche.

Nasce il fondo di solidarietà digitale

A Ginevra è stato inaugurato il ‘Fondo di solidarietà digitale’ per la lotta al divario tecnologico tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Il fondo mobilita su base volontaria Stati, imprese private e poteri locali che hanno versato una quota di 300 mila euro come diritto di entrata.
Il meccanismo di alimentazione del fondo prevede che i membri aderenti si impegnino a prevedere nell’ambito delle gare d’appalto relative alle tecnologie dell’informazione (hardware e software) una clausola in base alla quale l’impresa che ottiene l’appalto destinerà l’1% del valore del contratto al Fondo di solidarietà.
Tra i membri fondatori ci sono Senegal, Repubblica Dominicana, Guinea Equatoriale, le città di Dakar, Ginevra, Lione, Parigi, San Domingo, Curitiba, le province di Roma e Torino, la comunità urbana di Lilla e il governo dei Paesi Baschi.

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