Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “dicembre, 2006”

Tutto quello che si deve sapere sui pericoli insiti in Internet: dagli hacker ai virus, alla pedopornografia alle truffe on line. Il rinnovato portale Italia.gov (www.italia.gov.it ) propone una chiara sintesi di dei principali ostacoli che può trovare il navigante della Rete.
Interessante è il capitolo dedicato agli enti di tutela di chi cade vittima dei tranelli telematici. Infatti raramente si ricorda che esistono strutture nate con lo scopo di tutelare, appunto, le attività che gli utenti di Internet possono svolgere in Rete: questi enti vigilano sull’uso delle tecnologie per impedire che diventino veicolo di illegalità.
Chi protegge l’utente della Rete?
Iniziamo con la Polizia Postale, che è impegnata quotidianamente in intercettazioni telematiche, attività sotto copertura, acquisto simulato di materiale pedopornografico e relative attività di intermediazione. Di quali reati si occupa? Principalmente di pedofilia on line, di attacchi a sistemi informatici, di truffe commesse con i codici di carte di credito, di diffusione di virus.
Il navigante vittima di truffe o raggiri può richiedere informazioni, sporgere denuncia o più semplicemente inviare segnalazioni attraverso il sito web del Commissariato della Polizia di Stato on line (
www.poliziadistato.it/pds/ps/sportellonline/index.htm ).
In difesa dei più giovani opera il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla Rete internet. Istituito 2006 presso il Ministero dell’Interno, raccoglie tutte le segnalazioni riguardanti i siti che diffondono materiale pedopornografico e poi comunica tutte le informazioni al Dipartimento per le Pari Opportunità.
Infine il sempre il portale Italia.gov ricorda le attività dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile. Nato nel 2006 presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, si occupa di implementare, monitorare e gestire in una banca dati tutte le informazioni relative alle attività svolte dalla Pubblica Amministrazione nella lotta alla pedofilia.
Un software contro la pedofilia
Si chiama "CETS" (Child Exploitation Tracking System – Sistema di tracciamento contro la pedopornografia) ed è uno strumento davvero innovativo utilizzato dalla Polizia di Stato per tracciare i tentativi di adescamento su Internet. Infatti sono stati gli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni ad utilizzare per primi in Europa questo speciale software, già sperimentato in Canada e Indonesia. Si tratta di un sofisticato strumento di indagine che permette di raccogliere, elaborare e analizzare i dati e le prove e di smascherare coloro che sfruttano l’anonimato che potenzialmente offre la Rete.
Altri pericoli della Rete
Il portale Italia.gov ricorda anche altre insidie, come, ad esempio, gli spyware sono dei software che, una volta installati, catturano i dati della vittima e li inviano a sua insaputa a terzi, in genere per fini commerciali. E poi i dialer, che sono programmi che disattivano l’abituale numero telefonico di connessione a Internet e ne inseriscono un altro, a pagamento e con tariffa maggiorata. Il sito ricorda che per tutelarsi è possibile richiedere gratuitamente al proprio gestore telefonico la disabilitazione di tutti i numeri con prefisso 144, 166, 163, 164, 709, 899 o disabilitare i controlli di Active X. Invece, a truffa avvenuta, l’utente può sospendere il pagamento degli importi della tariffa premium, dopo aver presentato denuncia all’autorità competente, cioè la Polizia postale oppure i Carabinieri.

Sono numerosi i siti web che mettono a disposizione software didattici scaricabili gratuitamente a vantaggio delle scuole e dei giovani alunni. Vediamo insieme alcuni.
Iniziamo con il sito personale di Anna Ronca (
www.lannaronca.it ), un’insegnante che ha deciso di condividere piccoli programmi utili per l’insegnamento della matematica. Il sito propone anche schede didattiche e alcuni interessanti lavori scolastici.
Sempre in tema di matematica, il sito
www.2plus2.prv.pl  propone un software speciale per insegnare questa materia ai più piccoli. Così come anche www.rhoda.it
Davvero ricco di informazioni e di software liberi è TerritorioScuola.com (
www.territorioscuola.com ), dedicato ai bambini in età prescolare e di prima elementare. Agli stessi destinatari è indirizzato il sito Elementari e dintorni (www.elementari-e-dintorni.it ), a cura di un insegnante dei laboratori di informatica. Così come all’indirizzo http://digilander.libero.it/azart/scuolaUmaPalata.html  è possibile trovare tanti giochi on line adatti per i piccolissimi.
Per insegnare la lingua inglese ai più piccoli potrebbe essere utile una visita alle pagine di AmicoPc (
www.amicopc.com/manuali/inglese.asp).
Per avere un elenco di altre risorse didattiche e di software scaricabili dalla Rete è possibile consultare il sito
http://digilander.libero.it/remurelli/ .
Infine segnaliamo che sul tema dei software didattici sono stati compiuti anche studi, ricerche e sono state scritte anche tesi di laurea, come quella scaricabile dalle pagine del sito
http://softdidattico.cjb.net/.  

Annunci

Ci vorrebbe un amico (meglio se virtuale)

A volte il migliore amico può essere virtuale: una persona conosciuta in internet, magari nel contesto di una delle comunità virtuali che si stanno diffondendo in tutto il mondo. E per questa persona si possono nutrire anche sentimenti forti, anche se non lo si è mai visto in viso, se non si è mai sentita la sua voce.
La statunitense University of Southern California ha reso noto di recente i risultati di una ricerca condotta tra un campione di frequentatori delle community web americane (circa duemila persone). Il dato più significativo è che ben il 43 per cento di questi ritiene che in rapporti stabiliti via web siano importanti e profondi tanto quanto quelli reali. Inoltre gli intervistati hanno dichiarato che nell’ultimo anno hanno conosciuto mediamente cinque nuovi amici on line.
Le comunità virtuali
Sono mondi creati dagli utenti della Rete, dove è possibile creare una propria identità digitale, addirittura un corpo virtuale che vive, lavora, gioca e si muove in città, case, strade assolutamente non reali ma presenti solo on line.
E’ uno spazio tridimensionale e persistente al quale hanno accesso solo gli utenti iscritti i quali lì conducono una vera e propria seconda vita, ‘second life’ appunto, tanto per citare una delle web community più famose (Second Life: www.secondlife.com ; esiste anche la versione italiana, Second Life Italia: www.secondlifeitalia.com ).
Le community riproducono in Rete i paesaggi e le situazioni che si ritrovano nella vita reale: ad esempio il nostro alter ego digitale può viaggiare in aereo o in treno, visitare un museo o pregare in una chiesa, fare una passeggiata in campagna o fare shopping in un grande magazzino. Ma in Internet tutto è possibile, anche viaggiare attraverso il tempo e fare una capatina nel passato, più o meno remoto, o nel futuro.
Tornando ai dati della ricerca della University of Southern California, negli Stati Uniti sono molto frequentati portali come MySpace (www.myspace.com) e Bebo (www.bebo.com), dove può capitare anche che le amicizie virtuali si trasformino in incontri reali.
Inutile dire che tutto questo sembra affascinante e incredibile e anche molto allettante, e non solo per i più giovani. Ci sentiamo però di aggiungere un breve commento sui rischi che questo tipo di esperienze virtuali possono avere. Soprattutto in soggetti psicologicamente fragili o non sufficientemente consapevoli dello strumento informatico che utilizzano, la possibilità di creare un proprio alter ego digitale potrebbe causare un pericoloso sdoppiamento di personalità, fino ad arrivare a considerare la vita virtuale più importante di quella reale.
Come sempre, i più giovani dovrebbero essere sempre affiancati da una presenza adulta che funga da guida e da supporto e per tutti, giovani e non, vale il suggerimento di imparare a trarre il massimo beneficio dalle nuove tecnologie senza però confondere la vita reale con quella che esiste solo sul web.
Il web per coltivare i rapporti interpersonali
Riporto alcuni dati interessanti, sempre tratti dalla ricerca americana: il 40 per cento degli intervistati ritiene, ad esempio, che il web sia un ottimo modo per mantenere i contatti con le persone e il 37,7 per cento ritiene che Internet sia stata utile addirittura per migliorare le relazioni con amici e familiari. Ma non solo. Il web rappresenterebbe anche un valido mezzo di comunicazione: rispetto a tre anni fa il numero di blog è raddoppiato.

Copiare è un reato. Anche in un ambiente libero e liberale come Internet, dove tutto sembra essere possibile a tutti. Testi, foto, disegni, tutto in rete è coperto dal copyright, cioè dal diritto d’autore, che in Italia è tutelato dalla recente legge n. 248 del 2000. Ovviamente a meno che l’autore non indichi chiaramente il contrario e, anzi, inviti a diffondere il più possibile i suoi testi e le sue immagini.
“Alcuni diritti riservati”
Internet è lo strumento principe per chi desidera condividere le proprie opere con un grande pubblico. E il diritto d’autore, in questo caso, costituisce un limite e non più una tutela. Per questo motivo sono nate le Creative commons public licences (Ccpl): si tratta di sei modelli di licenza di diritto d’autore che hanno lo scopo di favorire la diffusione dei contenuti riservando agli autori solo alcuni diritti.
Siamo nel 2002 quando fanno la loro comparsa i primi modelli, basati sulla realtà americana, in particolare sul Copyright Act Usa. Oggi sono disponibili licenze per oltre 40 sistemi giuridici diversi.
In Italia il progetto è gestito dall’Ieiit-Cnr presso il Politecnico di Torino: la versione 2.0 è stata pubblicata nel dicembre del 2004, mentre la 2.5 risale allo scorso mese di aprile.
Per capire meglio come utilizzare le CCpl è necessario collegarsi al sito
www.creativecommons.it  ed entrare nella sezione ‘Pubblica’. Qui l’utente è guidato, attraverso alcune semplici domande, alla scelta della licenza che più si addice alle proprie esigenze. In definitiva è sufficiente segnalare, nelle proprie pagine web o in tutti i documenti messi in Rete, a quale licenza si affidala tutela dei propri diritti di autore.
Come si legge nell’home page del sito, “Le licenze Creative Commons offrono un insieme flessibile di protezioni e libertà per autori, artisti e educatori. Partendo dal concetto "tutti i diritti riservati", tipico del diritto d’autore tradizionale, offriamo a chi è interessato degli strumenti per un approccio "alcuni diritti riservati". Creative Commons è un’organizzazione non-profit. Le licenze Creative Commons, come tutti i nostri strumenti, sono utilizzabili gratuitamente”.
Questo sistema si sta via via sempre più integrando nel mondo digitale in quanto rappresenta un sistema semplice ed efficace per gestire e tutelare i propri diritti da parte degli autori che desiderano mettere in Rete i propri scritti o le proprie immagini.
Link utili per approfondire
Sull’argomento suggerisco di visitare, tra i tanti presenti in Rete, questi due siti: Diritto d’autore (
www.dirittodautore.it)  e InterLex (www.interlex.it ): possono essere un valido aiuto per saperne di più su un argomento così complesso e per essere aggiornati sulle ultimo novità in materia.
Interessante è anche il portale StudioCelentano.it (
www.studiocelentano.it ) che propone le novità in materia di diritto delle nuove tecnologie e di internet.
Infine segnalo la pagina di Antonella De Robbio (
www.math.unipd.it/~derobbio/dd/copyr00.htm ), ricca di materiale e spunti di riflessione sull’argomento.

Motori intelligenti

I motori di ricerca sono uno strumento prezioso nelle mani dell’utente che si serve di Internet per cercare dati, informazioni e documenti. La nuova frontiera è rappresentata dai motori ‘intelligenti’: selezionano le pagine web, le ordinano per rilevanza, le classificano per argomento. Suggeriscono i percorsi di ricerca e di approfondimento in base all’argomento desiderato. Supportano il ricercatore come farebbe un esperto del settore in carne ed ossa. O quasi.
Non si tratta di strumenti perfetti ma senza dubbio possono risultare Rischi che, se tenuti in debito conto, possono essere fronteggiati e superati, in modo tale da trarre il massimo beneficio da strumenti di ricerca innovativi ed utili in vari campi: dall’economia alla finanza, dal marketing all’informazione e alla documentazione.
Eccone alcuni.
Vivísimo (http://vivisimo.com )
Fondato nel 2000 da alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University, può essere definito un ‘motore per il raggruppamento di documenti’. Vivísimo è utile soprattutto quando l’utente ha bisogno di farsi un’idea di un argomento o semplicemente di un termine di cui non conosce nulla. Inoltre è utile per trovare tutti i possibili termini e i concetti correlati all’argomento.
Teoma (www.teoma.com)
In gaelico Teoma significa ‘esperto’. Nato come progetto sperimentale nel 1998, è stato acquisito nel 2001 dalla Ask Jeeves Inc., la società che gestisce il più noto motore di ricerca ‘Ask Jeeves’.
Questo motore di ricerca raggruppa in tre sezioni i risultati della ricerca: un gruppo tematico di cartelle (‘Web pages grouped by topic’), i singoli indirizzi web correlati di una breve descrizione (‘Web pages’), una serie di link a siti specializzati sull’argomento richiesto (‘Expert’s Links’).
Teoma è molto simile al più famoso Google, in particolare per quanto riguarda l’algoritmo di ricerca. Il modello è chiamato ‘Subject-Specific Poularity’ e punta a definire i risultati di ricerca in base alla validità delle pagine web riguardanti lo stesso argomento.
Wisenut (www.wisenut.com)
E’ stato lanciato sul mercato insieme a Teoma, nel 2001. Ha un’interfaccia molto semplice, sulla falsariga di Google. Creato in realtà nel 1999, utilizza un sistema di ordinamento delle pagine web in base alla rilevanza. Questo algoritmo misura l’importanza sia delle pagine web in generale sia di quelle trovate all’interno della ricerca. Inoltre valuta il contenuto delle pagine web, analizzandone i link riportati e la provenienza di questi stessi link.
Clusty (www.clusty.com)
E’ un metamotore sviluppato da Vivísimo e si basa sulla funzione di clustering dei risultati di ricerca. Infatti il suo nome deriva proprio dal termine ‘cluster’.
E’ stato lanciato sul mercato con la versione beta nel settembre del 2004, dopo uno sviluppo durato quattro anni. Rispetto a Vivísimo, offre la possibilità di effettuare ricerche anche tra i blogs e tra le news. Ogni pagina web trovata può essere aperta in anteprima, senza dovere accedere al link per visionarne il contenuto.

Navigazione articolo