Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Ci vorrebbe un amico (meglio se virtuale)

A volte il migliore amico può essere virtuale: una persona conosciuta in internet, magari nel contesto di una delle comunità virtuali che si stanno diffondendo in tutto il mondo. E per questa persona si possono nutrire anche sentimenti forti, anche se non lo si è mai visto in viso, se non si è mai sentita la sua voce.
La statunitense University of Southern California ha reso noto di recente i risultati di una ricerca condotta tra un campione di frequentatori delle community web americane (circa duemila persone). Il dato più significativo è che ben il 43 per cento di questi ritiene che in rapporti stabiliti via web siano importanti e profondi tanto quanto quelli reali. Inoltre gli intervistati hanno dichiarato che nell’ultimo anno hanno conosciuto mediamente cinque nuovi amici on line.
Le comunità virtuali
Sono mondi creati dagli utenti della Rete, dove è possibile creare una propria identità digitale, addirittura un corpo virtuale che vive, lavora, gioca e si muove in città, case, strade assolutamente non reali ma presenti solo on line.
E’ uno spazio tridimensionale e persistente al quale hanno accesso solo gli utenti iscritti i quali lì conducono una vera e propria seconda vita, ‘second life’ appunto, tanto per citare una delle web community più famose (Second Life: www.secondlife.com ; esiste anche la versione italiana, Second Life Italia: www.secondlifeitalia.com ).
Le community riproducono in Rete i paesaggi e le situazioni che si ritrovano nella vita reale: ad esempio il nostro alter ego digitale può viaggiare in aereo o in treno, visitare un museo o pregare in una chiesa, fare una passeggiata in campagna o fare shopping in un grande magazzino. Ma in Internet tutto è possibile, anche viaggiare attraverso il tempo e fare una capatina nel passato, più o meno remoto, o nel futuro.
Tornando ai dati della ricerca della University of Southern California, negli Stati Uniti sono molto frequentati portali come MySpace (www.myspace.com) e Bebo (www.bebo.com), dove può capitare anche che le amicizie virtuali si trasformino in incontri reali.
Inutile dire che tutto questo sembra affascinante e incredibile e anche molto allettante, e non solo per i più giovani. Ci sentiamo però di aggiungere un breve commento sui rischi che questo tipo di esperienze virtuali possono avere. Soprattutto in soggetti psicologicamente fragili o non sufficientemente consapevoli dello strumento informatico che utilizzano, la possibilità di creare un proprio alter ego digitale potrebbe causare un pericoloso sdoppiamento di personalità, fino ad arrivare a considerare la vita virtuale più importante di quella reale.
Come sempre, i più giovani dovrebbero essere sempre affiancati da una presenza adulta che funga da guida e da supporto e per tutti, giovani e non, vale il suggerimento di imparare a trarre il massimo beneficio dalle nuove tecnologie senza però confondere la vita reale con quella che esiste solo sul web.
Il web per coltivare i rapporti interpersonali
Riporto alcuni dati interessanti, sempre tratti dalla ricerca americana: il 40 per cento degli intervistati ritiene, ad esempio, che il web sia un ottimo modo per mantenere i contatti con le persone e il 37,7 per cento ritiene che Internet sia stata utile addirittura per migliorare le relazioni con amici e familiari. Ma non solo. Il web rappresenterebbe anche un valido mezzo di comunicazione: rispetto a tre anni fa il numero di blog è raddoppiato.

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