Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “aprile, 2007”

Wikipedia e i suoi fratelli

E’ un vero e proprio modo di vivere la Rete. Il ‘fenomeno wiki’ è figlio di quello che in gergo viene chiamato Web 2.0, cioè la nuova generazione del web: il web collaborativo. Ormai in molti conoscono Wikipedia (www.wikipedia.org ), la prima grande enciclopedia on line a cui tutti i naviganti possono contribuire scrivendo o correggendo anche intere pagine.
E’ disponibile in varie lingue: oltre che in italiano (il progetto è nato nel 2001 e conta più di 100.000 voci), anche in inglese, tedesco, francese, polacco, giapponese, olandese, portoghese, spagnolo, svedese, russo, cinese, finlandese, norvegese. E poi ancora in altre lingue minori, come, ad esempio, l’alemanno, il bavarese, il corso, il latino, il sloveno, oltre che in alcuni dialetti italiani: friulano, ligure, lombardo, napoletano, piemontese, sardo, siciliano, veneto.
Ma Wikipedia è solo la punta di un grande iceberg telematico. Il termine wiki deriva da una parola della lingua hawaiiana che significa "rapido" oppure "molto veloce”. Può fare riferimento o ad un sito che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di aggiungere e modificare i contenuti o anche al software collaborativi utilizzato per creare il sito web.
Alcuni esempi
In principio era il Portland Pattern Repository (o PPR) (
http://c2.com/ppr/ ), il progetto di documentazione per cui fu usato il primo software mai esistito, Wiki Base. Era il 1995. Da allora ad oggi il modello wiki si è moltiplicato in numerose varianti, con siti, repertori, motori di ricerca, che spaziano in tanti ambiti di interesse: documentazione di progetti informatici, progetti collaborativi (ad esempio Tela_Insecta (Network degli Entomologi Francofoni), le Journal International des Quartiers (Giornale Internazionale de Quartieri), Nasgaïa (distribuzione Linux)), enciclopedie generali o settoriali (ad esempio Enciclopedie e più generalmente knowledge based on line, Sensei’s Library, QuestionsSurLAlimentation,Wikiartpedia), knowledge base d’impresa, wiki comunitarie (per consentire a persone che condividono gli stessi interessi di comunicare e interagire virtualmente tra di loro), wiki personali (cioè agende o block-notes personali utilizzabili esclusivamente on line).
Crea il tuo wiki
Dopo i blog, che sono diventati un fenomeno di portata mondiale, ora la nuova frontiera del web sembrano proprio i wiki. Mentre i primi sono più adatti per un diario personale o per un approfondimento giornalistico, i secondi si prestano ad aprire uno spazio (più o meno ampio) alla libera condivisione di idee.
E l’iniziativa, non solo da parte di enti e istituzioni ma anche di singoli naviganti, trova libertà d’espressione grazie alla possibilità di creare un proprio sito wiki in modo semplice e veloce. Ad esempio grazie a
www.pbiwiki.com  oppure wetpaint.com oppure www.wikispaces.com  (sono tutti siti in lingua inglese) si scelgono nome, indirizzo web e categoria. E poi si può decidere se aprire il proprio wiki a tutti i naviganti della rete oppure ad una cerchia ristretta di amici, colleghi o anche parenti.

I cartoni animati dalla tv sbarcano in Rete. Infatti sono numerosi i siti web dedicati ai personaggi beniamini dei più piccoli e alle serie tv che da anni accompagnano il tempo libero dei nostri bambini.
Alcuni esempi.
Il sito Cartoni on line (
www.cartonionline.com ) è nato nel 2001 e propone immagini, giochi, personaggi, fumetti e cartoni on line e musiche tratte dalle principali trasmissioni televisive.
Il sito della Warner Bros (
http://looneytunes.warnerbros.it ) propone personaggi e storie da scaricare. C’è anche un sito dedicato alle ultime serie di cartoni animati di Batman e Superman (www.batman-superman.com/ ). Per quanto riguarda Barman, segnaliamo anche http://www.batmantas.com/.
Anche i mitici Tom e Gerry sono on line all’indirizzo
www.tomandjerryonline.com  così come il supercane Krypto (www.cartoonnetwork.com/tv_shows/krypto ).
Sul sito italiano della Disney (
www.disney.it ) è possibile scaricare immagini, giochi, filmati e musiche tratte dai cartoni più popolari.

La nostra lingua italiana è ricca di parole ed espressioni prese in prestito da altre lingue straniere (soprattutto l’inglese) o da lingue morte come ad esempio il latino. Sono i cosiddetti forestierismi, cioè, secondo la definizione data dall’autorevole dizionario di De Mauro, “parola o locuzione importata da un’altra lingua in forma originale (per es.: sport, bar) o adattata alla pronuncia e morfologia italiana (per es. gioia, forfettario) | estens., calco (per es. il lat. conscientia ricalcato sul gr. suneídesis o l’it. massimalista calco del russo bol’sevik, che dà anche il prestito bolscevico)” (anche on line, alla pagina www.demauroparavia.it/45163 ).
Spesso sono parole che facilmente potrebbero essere tradotte da termini o allocuzioni italiane, talvolta, invece, sono espressioni che solo nella lingua originale riescono a trasmettere il loro vero significato. Le utilizziamo tutti quotidianamente: oltre agli esempi riportati dal De Mauro, pensiamo anche a internet, import, film, mais, meeting, marketing, modem, poster, slogan, staff.
Il settore delle nuove tecnologie con Internet in testa è ricco di termini inglesi di cui non si tenta neppure di trovare un corrispettivo in italiano (anche perché, a volte, non esiste).
Per approfondire questo argomento esistono in Rete alcune interessanti fonti, come ad esempio il portale Achyra (
www.achyra.org ) che si suddivide in quattro interessanti sezioni: Cruscante, un forum dedicato alla lingua italiana; Français notre belle langue, un forum dedicato alla lingua francese [in francese]; Logos & mimesis, un forum dedicato alla letteratura e alla linguistica; Italiano, ci manchi, una lista dei traducenti italiani di molti forestierismi.
In particolare questa ultima, consultabile all’indirizzo
www.achyra.org/forestierismi/ , propone una lista di oltre 1400 termini,ordinati alfabeticamente e accompagnati da una descrizione in lingua italiana. Interessante è la pagina della bibliografia, dove è possibile trovare una selezione di opere dedicate all’utilizzo di termini stranieri nella lingua italiana.
Scorrendo il lungo elenco di parole (elenco, peraltro, in continua fase di revisione ed aggiornamento) sorprende scoprire la grande quantità di parole straniere che, spesso inconsapevolmente, utilizziamo ogni giorno. Ma è interessante notare, soprattutto, che quasi tutte queste possono essere tradotte tranquillamente in altrettante parole autenticamente italiane.
Il nostro sito si rinnova
Novità per il sito di questa rubrica: prima di tutto cambia la veste grafica, pur restando semplice ed essenziale. Cambia anche l’indirizzo di posta elettronica: da oggi è attivo il nuovo villaggiovirtuale@gmail.com. I contenuti del sito sono sempre interrogabili attraverso il motore di ricerca interno e restano riuniti nella sezione Archivio.

Una intranet è uno spazio web chiuso con accesso riservato ai componenti di una determinata comunità: ad esempio le intranet aziendali sono dedicate esclusivamente a dipendenti e collaboratori che possono disporre di uno spazio virtuale per comunicare idee, condividere documenti, gestire progetti.
Tra i siti italiani che aiutano a capire come funziona una intranet aziendale segnalo ‘IntranetFiles’ (
www.intranetfiles.it ), un osservatorio permanente nato nel 2002 per iniziativa del MIP Politecnico di Milano e di Webegg: l’obiettivo è quello di creare e diffondere la conoscenza sulle Intranet in Italia, analizzando le applicazioni dal punto di vista gestionale, strategico, organizzativo e tecnologico. Il sito è ricco di documentazione: la newsletter, che conta oltre 10.000 iscritti, consenti di ricevere ricerche, dati e analisi direttamente nella propria casella di posta elettronica.
La gestione delle comunità aziendali
Tra le risorse on line italiane dedicate alle intranet si distingue ‘Intranet Management’ (
www.intranetmanagement.it ), curato da Giacomo Mason. Si tratta di un portale che propone documenti, approfondimenti, articoli, recensioni, corsi, novità editoriali e link utili. L’iscrizione gratuita alla newsletter garantisce l’aggiornamento costante sulle novità del sito.
In particolare l’ampio capitolo dei link raccoglie riferimenti a risorse on line dedicate al tema delle intranet, della comunicazione aziendale, della scrittura professionale, dell’usabilità, dell’e-business, delle community. Molti siti citati sono in lingua inglese.
E’ interessante la sezione dei Materiali, contenente vari documenti da scaricare raccolti dalla Rete o prodotti appositamente per il sito. Ogni testo è commentato e descritto accuratamente. I capitoli presenti sono: intranet, comunità di pratica e formazione, scrittura professionale, teoria della comunicazione.
La gestione delle intranet è argomento delicato e ampiamente discusso dagli addetti ai lavori. Nella sezione ‘Articoli’ il sito propone una scelta di contributi dedicati alla gestione delle community aziendali e della comunicazione interna in generale.
Lo stesso autore gestire un blog all’indirizzo
http://intranetmanagement.splinder.com .
Scrivere per un’intranet
Lo stesso Mason firma un bel capitolo del sito di Luisa Carrada ‘Mestiere di scrivere’ (
www.mestierediscrivere.com/testi/mason.htm ): l’autore è content manager della intranet di Wireline, la divisione responsabile della rete fissa di Telecom Italia. Qui riporta i dettagli di questo case study.
Ancora sul sito della Carrada un capitolo dedicato alle intranet all’indirizzo
www.mestierediscrivere.com/testi/intranet.htm : qui è possibile trovare preziose indicazioni non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che si interessano di comunicazione e di internet.
In lingua inglese
Infine, tra le risorse straniere dedicate alle intranet, citiamo ‘Good Documents’ (
www.gooddocuments.com ) che si propone come spazio on line di discussione su come creare e gestire una comunità aziendale virtuale, in internet ed in intranet.

Questioni di stile

Saper scrivere bene è anche una questione di stile. Oltre ai contenuti, è di fondamentale importanza curare anche la forma e lo stile che si desidera adottare. Non a caso infatti esistono delle vere e proprie ‘guide di stile’ che riportano i principali dettami linguistici necessari per comunicare in modo corretto, chiaro e anche gradevole.
In Rete è possibile trovare alcuni contributi importanti e utili soprattutto per chi comunica per mestiere. Questa settimana ho selezionato tre risorse on line che, anche se disponibili solo in lingua inglese, possono insegnare molto anche a chi scrive in italiano.
Il famoso settimanale britannico The Economist dedica una sezione del proprio sito web ad un’ampia guida di stile (www.economist.com/research/StyleGuide/ ): regole di scrittura, questioni legate alla forma, grammatica e ortografia. Ma anche spelling, eccezioni linguistiche, punteggiatura, abbreviazioni, modi di dire, metafore. Ovviamente il tutto è riferito alla lingua inglese, ma molte annotazioni possono essere utili anche a chi scrive in altre lingua, italiano compreso.
La BBC insegna
E’ interessante notare l’attenzione del mondo britannico per lo stile della comunicazione scritta. Infatti un altro bell’esempio ci viene dato dall’autorevole emittente BBC, che ha pubblicato on line un libro ben scritto e ricco di osservazioni (www.bbctraining.com/pdfs/newsStyleGuide.pdf ).
Il testo è scaricabile in formato pdf e si presenta come una sorta di eBook, cioè di un libro elettronico: i numerosi capitoli sono facilmente navigabili grazie all’indice sempre presente a video. La lettura di questo documento è davvero piacevole e istruttiva. Anche questa volta il riferimento di base è alla lingua e alle consuetudini linguistiche britanniche, ma molti contenuti possono essere recuperati anche da noi che scriviamo in italiano.
Questo testo nasce dall’esperienza concreta della BBC, punto di riferimento per il giornalismo inglese e non solo. Infatti, come si legge nell’introduzione ‘Perché la BBC ha bisogno di una guida di stile?’, per i giornalisti è importante saper scrivere bene, ma lo è soprattutto per chi lavora in BBC. L’emittente, infatti, viene vista e ascoltata in tutto il mondo ed è considerata, anche dagli stranieri, un esempio di come si scrive e si parla un inglese corretto ed elegante.
La guida del Guardian
E’ inglese anche la terza guida di stile che vi propongo questa settimana: si tratta di quella pubblicata sul sito web del Guardian (www.guardian.co.uk/styleguide/ ). Il testo è navigabile on line come un ipertesto oppure scaricabile nei formati pdf e word. Inoltre viene pubblicato anche in versione cartacea, con il titolo “The Guardian StyleBook” (il libro costa £ 9,99 ed il sito indica come fare per ordinarne una copia). Si tratta di un glossario: tutti gli argomenti sono ordinati alfabeticamente e i testi sono scritti in modo chiaro e asciutto.
Per tutto ciò che non è riportato in questo documento, la guida rimanda alla ventunesima edizione del Collins English Dictionary.

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