Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Talvolta la Chiesa viene accusata di accogliere in ritardo il progresso tecnologico. In parte è vero, ma non sempre è così. In alcuni casi la Chiesa ha dimostrato di saper anticipare riflessioni e scelte concrete. E’ a questo proposito che questa settimana vorrei ricordare un documento che ha permesso alla Chiesa di fare incontrare l’arte e la tecnologia in modo assolutamente originale ed innovativo. Mi riferisco alla ‘Lettera agli artisti’ firmata da Giovanni Paolo nel 1999. Il Pontefice, grazie alla sua esperienza di grande comunicatore, apriva un’importante dialogo con le nuove scienze della comunicazione e con i comunicatori-artisti che lavorano con il suono, con l’immagine e con la parola nella televisione, in radio, nel cinema, in Internet.
Il testo di questa Lettera è on line nell’archivio del sito del Vaticano, all’indirizzo
www.vatican.va . Al punto n. 14 si legge: “Io faccio appello a voi, artisti della parola scritta e orale, del teatro e della musica, delle arti plastiche e delle più moderne tecnologie di comunicazione”. Si tratta di un invito profetico di ecumenismo e di apertura della Chiesa alla comunicazione di oggi, con una ripercussione pratica sia per la Chiesa sia per la comunicazione in se stessa e per la società in generale.
A questi temi è stato dedicato anche un libro, ‘A tempo di bit. Chiesa, arte e comunicazione virtuale’, che nel 2003 è stato edito dalle Paoline e che ho avuto il piacere di firmare insieme allo studioso brasiliano padre Gildasio Mendes dos Santos. Purtroppo la Lettera di Giovanni Paolo II non viene ricordata spesso; eppure è uno splendido esempio di come la Chiesa cattolica abbia avviato la riflessione sull’arte che unisce aspetti umani e tecnici, oggettivi e soggettivi, etici e tecnologici. In questo modo si apre un dialogo con i comunicatori moderni, superando anche i conflitti che storicamente la Chiesa ha avuto con gli artisti.
Come riportato nel volume ‘A tempo di bit’, “La Chiesa, con la sua ricchezza di comunicazione artistica, offre alla società dell’informazione valori estetici di bellezza e metodologie di comunicazione tra le persone e le istituzioni che hanno a disposizione il potenziale della tecnologia. La Chiesa impara dal mondo della tecnologia il linguaggio, i metodi della comunicazione virtuale. Questo dialogo è basato sugli antichi e sempre nuovi aspetti della comunicazione, quelli usati da Michelangelo nella realizzazione dei dipinti della Cappella Sistina, quelli tipici degli artisti di oggi che utilizzano nuovi strumenti per riprodurre le immagini attraverso mezzi virtuali.
Temi, questi, che ritroviamo anche nei suoni della musica cristiana, nei simboli utilizzati dalla Chiesa per comunicare, nei mezzi multimediali dei mass media moderni; sia nel ricorso immersivo del rituale della Chiesa, sia nel concetto di comunicazione virtuale sull’utilizzo dell’immersione come elemento fondamentale di comunicazione virtuale”.
Così la Lettera di Giovanni Paolo II porta all’interno della Chiesa un nuovo modello di comunicazione basato sulla integrazione tra tecnologia e arte: una sfida a riscoprire la ricchezza dell’arte (musica, pittura, architettura, letteratura) sia a livello tecnico, sia a livello estetico ed etico.

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