Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Le parrocchie italiane stanno scoprendo i vantaggi dell’informatica e anche di internet. In quasi l’86 per cento delle comunità esiste un computer e nel 70 per cento è attiva una connessione alla Rete. Questi dati si riferiscono ad una ricerca condotta dal WeCa in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali ed il Servizio Informatico della Conferenza Episcopale Italiana e con la consulenza del dipartimento Istituzioni e società dell’Università degli Studi di Perugia.
Lo studio è stato presentato a Perugia in occasione del convegno dedicato alle ‘Nuove tecnologie: una risorsa educativa’, svoltosi lo scorso mese di maggio. Condotto nel periodo marzo-aprile 2007 attraverso 1338 interviste a campione, ha avuto come obiettivo quello di investigare il rapporto fra parrocchie e internet, con particolare riguardo alla possibilità di un utilizzo attivo degli strumenti informatici per usi pastorali.
Riportiamo altri dati significativi. Il 61,7 per cento delle parrocchie ha un indirizzo di posta elettronica: considerando che l’età media dei parroci è piuttosto avanzata (quasi il 50 per cento supera i sessant’anni) questo è un elemento positivo che lascia ben sperare nella diffusione dei mezzi informativi. Si potrebbe affermare che l’età anagrafica non ha un peso così rilevante sulla diffusione delle nuove tecnologie: infatti la ricerca ha rilevato che non esiste una differenza significativa nell’uso di Internet tra parrochi giovani e parroci anziani.
Un dato poco incoraggiante viene dall’utilizzo concreto della Rete. Infatti risulterebbe che poche parrocchie, solo il 16 per cento, hanno un proprio sito Internet: sono soprattutto le parrocchie del Sud ad avere un proprio sito web così come il computer è maggiormente diffuso proprio al Sud.
Dal sito
www.webcattolici.it  è possibile scaricare le slides relative alla ricerca. Oppure scrivendo all’indirizzo di posta ricerca@webcattolici.it si possono richiedere informazioni più dettagliate sullo studio.

Minori in videogioco
Durante lo stesso convegno di Perugia è stata presentata un’altra ricerca, relativa al rapporto tra i giovanissimi ed i videogiochi. Il testo completo dello studio è scaricabile liberamente dal sito
www.webcattolici.it . Realizzato dal Centro Studi Minori e Media di Firenze, segue la precedente indagine, la prima in Italia, dal titolo ‘Crescita in videogioco’, condotta nel 2006.
Il videogioco non è da demonizzare ma, come tutti i media, non deve costituire un pericolo, bensì una risorsa per il minore, come già accade con alcuni videogiochi creati con finalità didattiche ed usati in ambito scolastico.
I dati raccolti sono molto interessanti: il videogioco fa parte della vita quotidiana di almeno un ragazzo su quattro e occupa buona parte del suo tempo libero, addirittura anche fino a tre ore al giorno. La ricerca risulta ricca di dati e di informazioni che possono aiutare a capire anche il coinvolgimento emotivo del giovane e l’influenza che il videogioco ha sulla sua crescita.

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Un pensiero su “

  1. beh era ora. i segni dei tempi vanno pur colti, prima o poi…

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