Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Lo chiamano social networking o web collaborativo. Più semplicemente è il web 2.0, il nuovo modo di vivere la Rete. Internet è un universo in continua evoluzione e il suo presente è contrassegnato da un approccio nuovo e innovativo. Collaborare, condividere, comunicare, socializzare: oggi usare il web significa soprattutto questo.
Parlare di ‘web 2.0’ è diventato di moda tra gli addetti ai lavori, ma qualcosa di vero c’è. Pensiamo all’ampia diffusione dei blogs, dei siti wiki, alle tecnologie di syndication: chi naviga in Internet non si accontenta più di leggere ciò che altri scrivono, ma vuole creare, partecipare, comunicare, condividere con altri idee, immagini, suoni e documenti.
Alcuni esempi. Iniziamo con My Space (
www.myspace.com ), portale leader del cosiddetto social networking.: qui gli utenti trovano spazio per interagire tra di loro attraverso uno spazio personale e possono condividere informazioni, immagini, pensieri. Lo stesso vale per i famosi Bebo (www.bebo.com ), Flickr (www.flickr.com ) e tanti altri ancora.

Arriva il web 3.0
Ma Internet non si ferma qui. Gli esperti parlano già di web 3.0, una nuova etichetta per identificare una nuova evoluzione, quella basata sulla ricerca semantica. E così si progetta una Rete in cui è possibile cercare informazioni mettendo il significato delle parole in relazione tra loro.
Già in passato abbiamo parlato dei motori di ricerca di nuova generazione, come ad esempio Vivissimo (
www.vivisimo.com ), Teoma (www.teoma.com ), Wisenut (www.wisenut.com ), che utilizzano tecniche di visualizzazione dei risultati quali la cosiddetta document clustering e criteri di ranking completamente nuovi. Ora si cerca di andare oltre. Ci ha già pensato la società italiana Export System, lanciando il nuovo motore Cogito, una piattaforma software (con brevetto depositato) basata su una rete semantica, in grado di comprendere il linguaggio naturale in modo simile a quanto fatto dalle persone. Le applicazioni di Cogito sono molteplici: dal marketing alle ricerche in linguaggio naturale. Il suo punto di forza è la capacità di effettuare approfondite analisi linguistiche ed essere dotato "intelligenza" semantica per elaborare il linguaggio naturale.

Un motore di ricerca simile al cervello umano
Ora anche Xerox Europa ha presentato un motore linguistico indirizzato alle aziende e capace di analizzare i file con un metodo simile a quello utilizzato dal cervello umano. Si chiama FactSpotter e individua i risultati della ricerca non in base alla corrispondenza tra le parole inserite e le pagine schedate ma cercando di interpretare il senso della richiesta dell’utente. Secondo la stessa Xerox, FactSpotter non è destinato al web ma ai clienti business della società. Almeno per il momento.
E’ comunque interessante notare come la ricerca si muove nella direzione di determinare un nuovo tipo di interazione uomo-macchina: nei motori semantici la novità è il modo in cui le parole vengono messe in relazioni tra di loro. Gli stessi termini possono avere significati diversi secondo il contesto in cui vengono utilizzati oppure possono cambiare con il passare del tempo. Il web 3.0 sembra essere (anche) questo: creare motori di ricerca sempre più simili al cervello umano.

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