Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “dicembre, 2007”

‘Galateo overo de’ costumi’ è il titolo della storica opera didattica di monsignor Giovanni Della Casa ed è il testo di riferimento per l’uso delle buone maniere. Oggi con il termine ‘galataeo’ intendiamo più comunemente l’insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione. Si parla anche di bon ton, cioè di ‘buon tono’.
All’opera letteraria dedica un’ampia scheda l’enciclopedia ondine Wikipedia (
http://it.wikipedia.org/wiki/Galateo_overo_de%27_costumi), mentre il testo completo può essere letto o scaricato da alcuni siti, tra cui Classicitaliani.it (www.classicitaliani.it/index022.htm ) e LiberLiber (www.liberliber.it/audioteca/d/della_casa/index.htm, disponibili anche l’audiolibro per non vedenti).
A seguito di una rinnovata sensibilità verso le buone maniere e la necessità di ritrovare alcune regole di base per un corretto comportamento in società, il galateo è tornato di gran moda. Numerosi sono i siti web e i blog dedicati all’argomento.
Esiste anche un galateo di internet, con i suggerimenti per utilizzare i servizi della moderna tecnologia nel rispetto dei diritti di tutti i naviganti. In questo caso si parla di Netiquette, termine derivante dalla contrazione del vocabolo inglese net (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione). Dal famoso decalogo di Arlene Rinaldi (ne abbiamo parlato anche in questa rubrica,
http://villaggiovirtuale.splinder.com/archive/2004-05) a siti più seri e articolati: in rete riusciamo a trovare tutte le indicazioni e i suggerimenti.
L’Università di Padova dedica, ad esempio, una scheda sintetica all’argomento (
www.bio.unipd.it/local/internet_docs/netiq.html) specificando le regole comportamentali quando si comunica con la posta elettronica, nei gruppi di discussione, nel web in generale. Anche il sito Gandalf (www.gandalf.it) offre una bella pagina, all’indirizzo http://gandalf.it/net/netiq.htm. Interessante anche la lettura del capitolo 42 de ‘L’umanità dell’Internet’, sempre di Giancarlo Livraghi (autore del sito Gandalf.it), disponibile alla URL: http://gandalf.it/uman/42.htm .
Consultando Wikipedia ci imbattiamo nella voce alla URL
http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette, con specificate tutte le principali regole per un corretto comportamento on line.
Indicazioni di riferimento
A cura della Internet Society è stata redatta un’ampia guida, disponibile all’indirizzo
http://tools.ietf.org/html/rfc2635, al fine di limitare i danni causati dagli abusi commessi in rete.
Anche il NIC – Network Information Center per l’Italia, (
www.nic.it) dimostra grande attenzione al tema. Alla pagina www.nic.it/NA/netiquette.txt riporta una sintesi tratta dai documenti base, già citati: ‘Netiquette Guidelines’ e ‘A Set of Guidelines for Mass Unsolicited Mailings and Postings’ (disponibili anche presso: ftp://ftp.nic.it/rfc/rfc1855.txt e ftp://ftp.nic.it/rfc/rfc2635.txt).

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Lo chiamano tecnostress, termine coniato dallo psicologo americano Craig Broad (autore, tra l’altro, del volume Technostress: the uman cost of computer revolution, edito nel 1984). Propriamente consiste in quell’insieme di disagi e disturbi, psichici e fisici, derivanti dall’utilizzo massiccio, e forse a volte anche improprio, delle nuove tecnologie.
Questo tema viene affrontato da pochi studiosi. Per lo più si è parlato sinora soprattutto di net-dipendenza (anche il Villaggio virtuale se ne è occupato in passato). Ma il cosiddetto tecnostress è altro. Come spiega Enzo Di Frenna, giornalista e scrittore, autore del volume fresco di stampa "Tecnostress in azienda: Mobil Work Life Management e rischio d’impresa".
Di Frenna è artefice del sito netdipendenza.it (
www.netdipedenza.it ), dove affronta tutti i problemi legati ai moderni mezzi di comunicazione (dalla tv al computer). Inoltre cura un interessante blog (www.enzodifrennablog.it/dblog/ ), dedicato sempre a questi argomenti.
Il libro di Frenna è la prima ricerca sul tecnostress in Italia: riporta i risultati di un sondaggio sul tecnostress effettuato su un campione di 224 operatori di comunicazione mobile e Ict e ospita interviste a importanti imprenditori italiani.
Intervistato da Punto Informatico (
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2121644 ), Di Frenna spiega i rapporti tra tecnologie, stress e aziende e ipotizza anche alcune soluzioni al problema, come ad esempio “una formazione mirata e innovativa. E soprattutto, come scrivo nel mio libro, bisogna comprendere i meccanismi di funzionamento della mente umana e l’impatto che il sovraccarico informativo può avere sulla salute”.
In Internet possiamo trovare alcune fonti utili per approfondire l’argomento. Di tecnostress parla, ad esempio, anche Wikipedia, dedicando una (piccola) scheda alla pagina
http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnostress . Si parla anche di computer rage (cioè di rabbia da computer) in moti siti, come ad esempio in www.inter-ware.it/cgi-bin/articoli.exe/?id=15474  e www.euro2001.com/tecnostress/index.htm .
‘La nuova insidia per la salute dei lavoratori italiani”: in questi termini si esprime il sito Tantasalute.it, che nell’articolo dedicato all’argomento (
www.tantasalute.it/articolo/tecnostress-ecco-la-nuova-insidia-per-la-salute-dei-lavoratori-italiani/591/ ) offre anche alcuni collegamenti con altre ‘malattie’ a cui può essere soggetto chi lavora per tante ore al computer.
Rabbia, ansia e deficit di attenzione: questi sembrano i rischi maggiori. E il numero dei ‘tecnostressati’ è destinato ad aumentare. Come ha spiegato Enzo Di Frenna intervistato nei giorni scorsi da ADNKRONOS SALUTE (
www.adnkronos.com/IGN/Salute/ ), “circa l’80% degli intervistati è risultato tecnostressato: si sente soverchiato dall’overdose di tecnologia. Si tratta di persone che usano internet, pc o video dalle 9 alle 12 ore al giorno". Non solo, poco meno dell’80% ritiene il problema in crescita in futuro. Ma le soluzioni ci sono, e vengono suggerite soprattutto da esperti stranieri: la meditazione, molto usata nei corsi di stress management in America, l’attività sportiva, l’abitudine a pause rigeneranti.

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