Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Scuola, formazione e web 2.0

Che la tecnologia abbia avuto e avrà sempre di più un forte impatto in campo educativo, ormai è un fatto certo. A tal punto che alcuni addetti ai lavori parlano di ‘educazione 2.0’, parafrasando l’altra definizione di ‘web 2.0’. Questo significa che i nuovi strumenti tecnologici introdotti dalla Rete, e tipici del cosiddetto web collaborativo, stanno trovando applicazione anche nel settore dell’educazione e della formazione, a 360 gradi.
Il quadro della situazione è stato offerto di recente da un bell’articolo di John Thompson, assistant professor e coordinatore del programma educativo di pianificazione degli insegnamenti al Buffalo State College. Thompson, che insegna completamente online e che con la modalità a distanza tiene più di settanta corsi, ha scritto ‘Il web 2.0 conquista college e università: nasce l’ educazione 2.0’, pubblicato sul sito MasterNewMedia (
www.masternewmedia.org/it/2007/04/23/
il_web_20_conquista_college.htm
). Il testo era stato pubblicato per la prima volta su Innovate, rivista on line specializzata nell’e-learning, con il titolo: Is Education 1.0 ready for Web 2.0 students? (www.innovateonline.info/index.php?view=article&id=393 )
Il web 2.0 arriva nelle scuole
Con particolare riferimento alla realtà americana delle scuole superiori, Thompson traccia una sintesi di come il web 2.0 metta a disposizione strumenti utili e accattivanti per studenti e insegnanti. E non solo americani, perché la Rete abbatte ogni barriera e supera ogni confine tradizionale.
Da un lato gli studenti hanno voglia di condividere esperienze, documenti, testi e idee con altri loro coetanei, dall’altro i docenti ricorrono al web per proseguire on line il lavoro iniziato in aula. E così entrano in scena piattaforme quali MySpace, Twitter, Facebook, Wikipedia. Per non parlare delle migliaia di blog nati sinora e che ancora popoleranno il web.
La formazione a distanza
E poi c’è l’ampio settore della formazione a distanza, del cosiddetto e-learning: la rete potrà sostituirsi interamente all’aula tradizionale? È davvero possibile studiare e insegnare on line, senza mai spostarsi dal proprio pc di casa o dell’ufficio? Alcuni ottimi esempi esistono già e non solamente in USA. Soprattutto a livello universitario, vari Atenei offrono a studenti e insegnanti la possibilità di integrare i normali corsi in presenza con una piattaforma on line dove tutti possono condividere documenti e dialogare in tempo reale ma ognuno standosene a casa propria.
E non mancano casi di Atenei virtuali, cioè che offrono corsi universitari (corsi di laurea o di specializzazione) organizzati interamente on line. Anche se gli esami finali e la discussione di eventuali tesi devono essere sempre comunque sostenuti in presenza.
E’ ancora tutto un mondo in divenire e da scoprire, anche da parte di molti operatori del settore. Gli strumenti ci sono, alcuni verranno migliorati in futuro e altri saranno sostituiti con versioni superiori.
Ma la questione rimane aperta sul ruolo che verrà giocano dalle persone coinvolte: gli studenti, gli insegnanti, i dirigenti, le famiglie.A questo proposito riporto un breve commento di Thompson, che scrive, ovviamente, da insegnante: “Per portare ad un livello superiore le nostre pratiche didattiche, avremo bisogno di una comprensione maggiore dei nostri utenti e dei loro comportamenti dinamici, di sperimentare nuovi modelli di gestione, e di pensare ad organizzazioni ibride in grado di sfruttare le capacità dei vari attori coinvolti con background eterogenei.
La leadership di una siffatta organizzazione richiederà sia l’apprezzamento di tutti questi attori e del singolo valore di ogni loro contributo, che di una chiara visione del futuro dell’informazione. Non sarà semplice, ma la prossima generazione creerà nuovi modelli di insegnamento e di produzione scolastica, indipendentemente dal fatto che noi decideremo di prenderne parte. La sola questione da porsi è quale sarà il nostro ruolo in tutto questo”.


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