Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “ottobre, 2008”

Web e TV insieme

Internet e televisione si alleano per dare voce a chi non ce l’ha. Si diffonde in misura significativa il fenomeno della web tv: gli italiani si scoprono un popolo di videomaker, un po’ per passione un po’ per necessità. La necessità è quella di raccontare e di raccontarsi, quando i tradizionali mezzi di comunicazione non offrono più spazio o non dimostrano interesse per le storie ordinarie della gente comune.
Già in passato la nostra rubrica ha affrontato il tema del connubio tra tv e Rete. Questa settimana torniamo sull’argomento con alcune esperienze significative.
Iniziamo con Piacenza con la web tv del quotidiano on line PiacenzaSera.it (
www.piacenzasera.it): il progetto prevede la pubblicazione on line di una scelta di filmati, con accesso on demand. Per la visione è necessario avere installato sul proprio pc il player Adobe Flash Player.
Nel Sud Italia si istingue il progetto di Messina Web Tv (
www.messinawebtv.it), emittente on line che scende in strada per dare voce direttamente ai cittadini che intervengono sui problemi concreti della città. L’emittente è seguita anche dagli emigrati all’estero. Spesso i filmati sono realizzati da persone comune e non da giornalisti.
‘Una voce dalla Sicilia’, ‘la televisione più piccola del mondo’, ‘TV antimafia’: sono tre definizioni che descrivono la stessa web tv, Telejato (
www.telejato.it). Nasce in provincia di Palermo per iniziativa di Pino Maniaci per denunciare lo strapotere della mafia e per dare voce e aiuto a chi ne è vittima.

Alla Pubblica Amministrazione piace la webtv
Anche la Pubblica Amministrazione è approdata on line con la web tv RetePA (
www.retepa.it): il palinsesto contiene un notiziario quotidiano e gli speciali di approfondimento, entrambi con durata massima di 5 /10 minuti e riguardanti l’argomento di maggiore attualità. Nata nel settembre 2002, questa web tv si propone come uno strumento di informazione e comunicazione innovativo, veloce ed efficace in grado di parlare ai pubblici dipendenti e metterli nelle condizioni di acquisire competenze nell’uso delle nuove tecnologie multimediali, integrando il video con il testo scritto, la tv con il sito.

Un wiki per conoscere meglio il fenomeno
Ma esiste anche un wiki dedicato alle web tv. Si chiama Altratv.tv (
www.altratv.tv) e rappresenta un utile punto di partenza alla scoperta di tutte le principali realtà presenti sul territorio italiano. Il sito si arricchisce di approfondimenti, interviste a personaggi autorevoli del mondo della comunicazione, della cultura e della tecnologia.
Nei giorni scorsi si è tenuto a Milano presso l’Università IULM anche il primo meeting sulle microweb tv dei cittadini (vedi il sito ufficiale all’indirizzo
www.paesechevai.tv): sono intervenuti esperti del settore che hanno presentato i progetti in corso. Un tentativo di offrire maggiore visibilità a prodotti e servizi di nicchia che meritano di essere valorizzati e fatti conoscere ad un pubblico più vasto.

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Nuova rubrica (alla radio)

Libri, libri, libri. Ma soprattutto si parlerà del piacere della lettura nella mia nuova rubrica ‘A scaffale aperto’, in onda ogni martedì alle ore 15 in diretta su Radio Città Nuova (FM 88.5).
In realtà proprio nuova non è, questa rubrica, perchè l’avevo ideata e condotta già qualche anno fa, per poi abbandonarla per altri lavori (radiofonici e non).
Non solo carta ma anche web: su RCN parleremo anche di come cambia la comunicazione scritta nel tempo della rivoluzione digitale.
E allora si riparte!

p.s.: questa volta la rubrica ha anche una casella di posta tutta sua: ascaffaleaperto(at)gmail(dot)com. Per il sito web (o blog) … vedremo … Intanto buon ascolto!

Religione 2.0 (?)

Abbiamo già avuto modo di scrivere come gli strumenti del web collaborativo (il cosiddetto web 2.0) siano validi alleati nel campo dell’educazione e della didattica. Le esperienze in Rete sono numerose e alcune sono dedicate anche all’insegnamento della religione nelle scuole. Come testimonia, ad esempio, il bel blog ‘Religione 2.0” (www.religione20.net), realizzato dall’insegnante Luca Paolini di Livorno.
Il sito viene aggiornato ogni giorno con notizie, approfondimenti e segnalazioni di link utili per chi insegna religione, ma non solo. L’autore è fortemente convinto che il web 2.0 rappresenti un valido supporto educativo e didattico. “Ho pensato – scrive Paolini nel blog – che come insegnante di religione potevo sfruttare questo nuovo corso della rete e offrire le mie ‘scoperte’ anche ad altri colleghi. Il blog è ovviamente aperto a proposte e collaborazioni”.

Webinari e mappe concettuali
Davvero interessante è la proposta di due webinari (
http://www.religione20.net/tools/webinari/): si tratta di seminario che vengono seguiti dagli interessati esclusivamente on line, attraverso pagine statiche, immagini e video con audio. Il primo è dedicato a San Francesco d’Assisi; il secondo al monachesimo.
Questi webinari hanno soprattutto una finalità didattica: per questo motivo al termine di ciascuno viene proposto un breve esercizio di verifica delle nozioni apprese.
Paolini sperimenta anche lo strumento delle mappe concettuali per esprimere graficamente concetti complessi. All’indirizzo
http://www.religione20.net/tools/mappe-concettuali/ pubblica alcuni esempi, visualizzabili anche a schermo intero.

Blog e IRC
‘Religione 2.0’ non è un caso isolato nella Rete. Infatti vi sono anche altre risorse animate dalle stesse idee. Alcuni esempi.
Sempre in tema di blog segnalo Orarel (
http://www.orarel.com/blog/) creato dal bolognese Massimo Zambelli. Orarel.com sarebbe il sito ello stesso autore dedicato, appunto, all’ora di religione (materia che insegna in un liceo). Il blog, nato sulla scia del sito, ha conservato lo stesso nickname (cioè orarel), ma con un significato un po’ diverso: come spiega Zambelli “qui Orarel è inteso come ‘Religione Ora’, cioè ‘Religione oggi’. Intendo commentare liberamente l’intreccio di religione e contemporaneità nei vari ambiti che più mi interessano: temi di teologia fondamentale, bioetica, famiglia, sessualità, sfide lanciate dalle scienze sull’origine del mondo e della vita, e dalle neuroscienze sulla costituzione dell’io, rapporto tra ragione e fede, cinema e arte in generale”.
Infine segnalo l’esperienza di Giulia Tombaccini, insegnante di religione nella scuola primaria e dell’infanzia. E’ lei l’anima del sito-blog ‘Maestra Giulia’ (
http://maestragiulia.altervista.org/index.html). La Rete è il luogo di promozione e condivisione dei suoi laboratori didattici. Con uno stile fresco, l’autrice mette a disposizione materiale utile e interessante, pensato per una scuola in cui i veri protagonisti sono i bambini.

Educare ai media / 2

"Lo scopo della media education: offrire alle nuove generazioni non solo le chiavi per la comprensione dei media, ma anche suscitare nuovi ‘artigiani’ per una migliore qualità dei media e per un apporto costruttivo della loro cultura alla civiltà degli uomini." Così leggiamo sul sito nazionale del MED (www.medmediaeducation.it), cioè dell’Associazione Italiana per l`educazione ai media e alla comunicazione.
Questa settimana torniamo sul tema dell’educazione all’utilizzo dei mass media e alla comprensione del loro linguaggio e delle loro tecniche espressive. E lo facciamo attraverso il MED che è presente in rete con un portale ricco di approfondimenti e di strumenti utili. Nato per volontà di un gruppo di docenti universitari, di professionisti dei media, di educatori (soprattutto della scuola), il Med si propone di essere un “luogo ideale di collegamento e di servizio nel dialogo tra esperti e professionisti della comunicazione, insegnanti ed educatori”. Oggi riunisce tante persone interessate ai problemi legati all’educazione ai mass media: insegnanti, educatori ma anche genitori e catechisti.

Approfondimenti e link
Il sito presenta le attività dell’associazione, offre la possibilità scaricare documenti anche in formato audio e video, rimanda alle sezioni regionali per ulteriori approfondimenti, riporta tutte le attività formative organizzate nel corso dell’anno.
Una sezione indica i link alle principali realtà internazioni che si occupano di media education, mentre in un’altra (Risorse e link) vengono riporti i siti italiani dedicati al mondo della comunicazione e dell’educazione.
Per chi si avvicina per la prima volta al tema della media education suggerisco la lettura del documento (scaricabile liberamente in formato pdf all’indirizzo
www.medmediaeducation.it/cosèlamediaeducation.aspx) che propone non solo un’ampia definizione della questione, ma offre anche spunti didattici e presenta la figura del media educator.

La rivista on line
Il MED pubblica ogni tre mesi la rivista Intermed-Media Education. Prima era una sorta di house organ distribuito attraverso una mailing-list. Oggi sono oltre 1500 le copie in Italia solo tramite abbonamento; una sintesi in inglese viene inviata ad un centinaio di media educators esteri.
La rivista pubblica notizie, recensioni di libri, sussidi educativi oltre alla presentazione delle esperienze realizzate ed alcuni dossier. Tutti i fascicoli ora sono disponibili anche on line, nella sezione Intermed del sito.
Sull’ultimo numero (Settembre 2008) si parla, tra l’altro, della scuola nel cinema con un intervento di Carlo Tagliabue del Centro Studi Cinematografici; del World Summit on Media for Children 2010 (
www.wskarlstad2010.se) con un’intervista al suo direttore Per Lundgren; e di media education e diritti dei bambini.

Educare ai media

Il nostro tempo vive di comunicazione. E’ noto. E i mass media occupano un ruolo importante, acquisendo un sempre maggior potere informativo e formativo. Carta stampata, radio, tv e ora internet con tutti new media, senza dimenticare il cinema ed il teatro. Vivere senza di loro è praticamente impossibile.
Ma siamo sicuri di conoscerli a fondo? Sappiamo utilizzarli correttamente? Siamo in grado di comprenderne le tecniche espressive? Il problema si pone per tutti ma soprattutto per le giovani generazioni, che hanno bisogno di essere condotti per mano verso una comprensione critica dei media, delle loro caratteristiche informative, del loro linguaggio e del significato dei loro messaggi.
Per questo motivo è nata la media education, cioè una vasta e complessa attività divisa tra educazione e didattica, che vede impegnati educatori, formatori, pedagogisti e, non ultimi, anche i genitori.

Dalla carta stampata a internet,
fino al cinema e al teatro
Tra le risorse on line dedicate a questo tema questa settimana segnalo il bel portale ‘Il Mediario’ (
www.ilmediario.it), ideato dall’Associazione Culturale Tutor di Milano. Si presenta come un utile riferimento per tutti coloro che desiderano entrare nel mondo dell’educazione ai mass media.
“La centralità dei media, nella nostra società, rende necessario un impegno nei confronti dei minori – si legge nell’Editoriale – che devono acquisire confidenza con la pluralità dei codici espressivi propri di tv, cinema, radio, stampa e Internet. Per rendere effettivo il diritto all’informazione dei futuri cittadini e tutelare i bambini e i ragazzi di oggi è fondamentale fornire strumenti idonei a stimolare la loro capacità critica di lettura dei messaggi provenienti dai media”.

Tanti approfondimenti e link utili

Sono tre le macro aree in cui si concentra l’impegno del Mediario.
La prima è quella dedicata ai sei canali corrispondenti ad altrettanti mezzi di comunicazione: internet, tv, stampa, teatro, radio, cinema. Per ognuno vengono pubblicati articoli e approfondimenti, con numerose rubriche e link a siti significativi.
Vi è poi la sezione degli Speciali, che dedica particolare attenzione ad un tema d’attualità. Mentre scriviamo il Mediario propone un’interessante intervento dedicato al rapporto tra giovani, carta stampata ed editori.
E poi la Terza Pagina, con esperienze, progetti, laboratori e testimonianze.
“Il Mediario – si legge sempre nell’Editoriale del portale – che ha scelto Internet come medium per le sue caratteristiche di interattività, si propone dunque come il primo portale italiano dedicato all’educazione ai media, con l’obiettivo di collegare, far conoscere e partecipare a quel rinnovamento dell’istruzione che deve essere in grado sia di sostenere lo sviluppo della comunicazione, sia di adeguarsi alle esigenze reali degli individui”.
Il portale offre la possibilità di iscriversi alla newsletter gratuita per ricevere direttamente nella propria casella di posta elettronica tutte le informazioni, i suggerimenti e gli appuntamenti dal
mondo della media education.

Non solo musica

Musica e tecnologia incontrano gli studenti italiani nel portale Musiweb (www.e-musiweb.org), uno strumento innovato utilizzato per formare i giovani attraverso la musica culturalmente a loro più vicina.
Come viene spiegato sul sito stesso “questo portale nasce per rispondere alle molteplici esigenze di collaborazione e ricerca creativa proprie delle attività sviluppate nei laboratori di musica elettronica realizzati, in via sperimentale, in venticinque istituti d’istruzione secondaria delle regioni del sud del nostro Paese.
Il Portale Musiweb è un ambiente educativo e formativo progettato per facilitare l’accesso ad informazioni remote, la comunicazione, l’interazione la cooperazione tra soggetti remoti, la costituzione di nuove comunità virtuali collegate alla produzione di musica in ambiente digitale, con condivisione più profonda di obiettivi e finalità”.

Percorsi digitali e seminari virtuali di musica elettronica
Musiweb propone interessanti percorsi digitali di ricerca on line per orientarsi tra siti di settore, magazine, centri di ricerca e produzione, case discografiche ed editrici. Ma non solo. Gli utenti registrati (è tutto gratuito) possono avvalersi di proposte formative a distanza rivolte alla scuola primaria e secondaria, consultare materiali didattici creati ad hoc e accedere alla documentazione relativa alle esperienze realizzate.
Il portale propone anche gli interventi audio e video al seminario virtuale di musica elettronica, realizzato a cura dell’IPIA "Pesenti" di Bergamo: si tratta di un prodotto di autoistruzione nato con funzione di sostegno ed integrazione all’attività di formazione svolta sperimentalmente nella rete di laboratori dedicati alla ricerca, alla produzione ed alla diffusione della musica elettronica.

La musica e la tecnologia nelle scuole italiane
Non si tratta di un progetto recente: una prima valutazione dei risultati raggiunti è stata pubblicata nel 2004 nel volume "Musica e Tecnologia nella Scuola Italiana – Rete Telematica e Musica Elettronica Rapporto 2004", i cui saggi sono scaricabili gratuitamente in formato pdf dal web (
www.e-musiweb.org/primo_monitoraggio.asp). Tuttavia l’idea è assolutamente attuale. E’ addirittura sfociata in altre due iniziative che ne rappresentano una naturale estensione.
Parliamo di Musinet (
www.e-musicnet.net), un progetto ‘Leonardo da Vinci’, realizzato a cura dell’ITCG Deffenu di Olbia, che ha permesso di produrre un modello europeo di portale a supporto della produzione musicale in digitale e avanzati percorsi di formazione a distanza per l’utilizzo di software professionali.
C’è poi Modem (
www.modemproject.org), avviato nel mese di novembre del 2005. Estende il modello realizzato con Musinet proponendo un secondo e più avanzato aspetto della formazione in Rete: la possibilità di produrre e condividere musica in remoto all’interno di comunità di studio virtuali transnazionali.

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