Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Ancora su Facebook

A metà febbraio erano oltre 175 milioni gli utenti di Facebook. Una vera e propria esplosione di consensi per il social network più popolare nel mondo degli internettiani: infatti sembra essere sempre più facile trovare i nostri amici, colleghi o parenti collegati on line.
Negli ultimi tempi i mass media hanno contribuito notevolmente al successo di Facebook (e anche il nostro settimanale ne ha scritto diverse volte) e piattaforme similari: se ne parla tanto e in tanti ne restano affascinati. Una recente indagine dell’Eurispes riporta che nel nostro Paese almeno un italiano su dieci ha attivato il proprio profilo su Facebook (ma non si sa se poi lo tenga costantemente aggiornato): sono per lo più giovani (al di sotto dei 34 anni) che cercano soprattutto di rintracciare – grazie ad internet – vecchi amici o conoscenti.
Resta costante il timore per la violazione della propria privacy: fino a non poche settimane fa i dati personali degli utenti potevano essere utilizzati liberamente dalla società che gestisce la piattaforma. Poi – a seguito della sollevazione degli utenti stessi e delle pressioni incalzanti da parte dell’opinione pubblica – la stessa società ha fatto marcia indietro. La privacy degli iscritti a Facebook è salva: ma sarà vero? E fino a quando?
Intanto si fanno strada altre questioni legate ai social network: ad esempio una neurologa inglese, Susan Greenfield, ha recentemente dichiarato che Facebook e compagni sarebbero in grado di far regredire i cervelli degli adolescenti e dei giovani che lo utilizzano. Gli adulti sarebbero meno esposti al rischio, perché hanno una maggiore esperienza al di fuori dei social network. La studiosa parla addirittura di regressione allo stadio infantile: "come i bambini sono attratti da luci e rumori, hanno una bassa soglia dell’attenzione e vivono solo il presente".
Inoltre passare tutto il tempo collegati on line porterebbe ad una condizione di disagio nel mondo reale. Ma non solo.
Si parla anche di Facebook-dipendenza, per i più giovani ma non solo. Il rischio – a dire il vero – è stato evidenziato da diverso tempo a riguardo dell’utilizzo di internet in generale: in alcuni soggetti ritenuti psicologicamente ‘fragili’ e nei più giovani, che spesso restano più facilmente affascinati dalle meraviglie delle nuove tecnologie, comunicare via web può diventare quasi un’ossessione. Che rende più facili (e quindi preferibili) i rapporti interpersonali coltivati on line piuttosto che nella vita reale.
Ma il grande successo di Facebook potrebbe presto subire una brusca frenata: infatti corre notizia che la società proprietaria del social network, nonostante dichiari di essere in buone condizioni finanziarie, non riesca più a mantenere i server che permettono al sito di esistere. Tutto sta diventando sempre più oneroso dal punto di vista economico.
Verità o bugia diffusa ad opera dei concorrenti invidiosi o dai detrattori del web? Attualmente è certo che se Facebook, con i suoi 175 milioni di ‘abitanti’, fosse una nazione, allora sarebbe la sesta più popolata al mondo. Sicuramente è un dato che deve farci riflettere, senza allarmismi, ma con occhi sempre attenti alle nuove sfide che il web ci offre ogni giorno.

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