Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Rifiuti tecnologici

La spazzatura elettronica ha ben poco di virtuale. Al contrario, rappresenta un enorme problema, presente e futuro, per tutto il mondo. Ne produciamo tanta ma ne ricicliamo poca. Non puzza, ma inquina parecchio.
Scrive Green Peace in un suo recente documento (
www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/rifiuti-tecnologici.pdf) che ‘il boom dei consumi dei prodotti tecnologici ha infatti determinato un incremento proporzionale di rottami elettronici ad alto contenuto di metalli pesanti e di composti chimici pericolosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. L’utilizzo di queste sostanze nocive rende difficile lo smaltimento e il riutilizzo in condizioni di sicurezza di tali prodotti.
Ogni anno centinaia di migliaia di vecchi computer e di cellulari finiscono nelle discariche o vengono bruciati negli inceneritori. Molti altri vengono esportati, spesso in modo illegale”.
In Italia c’è ancora tanto da fare
Negli Stati Uniti viene chiamata e-waste. In Italia è stata introdotta una sigla per identificarla: Raee, cioè rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Televisori, frigoriferi, lavatrici, cellulari, lampadine a basso consumo, ma anche computer e addirittura iPod. Nel nostro Paese contiamo circa 800 mila tonnellate l’anno di questa spazzatura moderna. Purtroppo ne ricicliamo pochissima: dei 14 chili l’anno che ne sforna ognuno di noi, il recupero si ferma a due chili. Contro un obiettivo fissato dalla legge a 4 e la solita, umiliante, media europea che arriva a 6.
La normativa in materia c’è, ma è carente su molti fronti e comunque poco applicata. La direttiva europea risale orai a sei anni fa; in Italia è stata recepita tre anni più tardi ma manca sempre qualcosa. Scarseggiano i mezzi di raccolta per questi rifiuti (soprattutto nel Sud Italia), anche se è stata introdotta una tassa che paghiamo ogni volta che compriamo un apparecchio nuovo. Lo scopo è quello di finanziare la costruzione di un sistema virtuoso di smaltimento e riciclo. Alcuni esempi: paghiamo 5 euro per una lavatrice, 3 e mezzo per un televisore fino ai 25 centesimi per l’iPod e i 28 per le lampadine a basso consumo. In questo modo per smaltire questo tipo di rifiuto paga solo chi compra una tv nuova, ad esempio, e quindi ne deve buttare via una vecchia.
Manca ancora il cosiddetto ritiro uno contro uno. Compro un pc nuovo e il commerciante, gratis, ritira quello vecchio. All’estero questo sistema esiste già. In Italia l’obbligo doveva essere introdotto già un anno fa ma il decreto è ancora fermo al Consiglio di Stato per il parere previsto dalla legge.
In ogni caso abbiamo fatto piccoli ma significativi passi in avanti: oggi raccogliamo due chili pro capite di spazzatura tecnologica, contro il 1,15 di due anni fa.
Per saperne di più
Ecco alcuni link utili per approfondire la questione dei rifiuti tecnologici. Interessante è l’articolo con video di Altroconsumo (
www.altroconsumo.it/smaltimento/dove-finiscono-i-rifiuti-elettronici-guarda-il-video-s224763.htm). E’ del 2006 il documento della nostra Regione all’indirizzo www.ermesambiente.it/wcm/ermesambiente/primo_piano/2007/06giu_raee/gestione_RAEE.pdf. Sempre l’Emilia Romagna – nelle pagine del portale ErmesAmbiente – dedica ampio spazio alla questione smaltimento/riciclo (www.ermesambiente.it/wcm/ermesambiente/primo_piano/2006/28feb_raee/articolo1.htm).

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