Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Ma i libri elettronici entreranno davvero nelle scuole?

Si torna a parlare di libri elettronici e del loro utilizzo nelle scuole e nelle università, anche in Italia.
E’ di questi ultimi giorni la presentazione da parte di Amazon del nuovo Kindle, l’eBook reader di Amazon pensato per giornali e libri di testo.
Si chiama Kindle DX, grande quanto basta ed economico: chi vuole leggere un libro o un giornale, semplicemente lo compra in formato digitale, o la singola copia o l’abbonamento mensile. In questo modo si eliminano la carta e i costi di distribuzione, con una visualizzazione a video migliore. E si è scatenato un gran fermento, sia prima sia dopo il lancio ufficiale: più grande (9,7 anziché 6 pollici), più costoso (quasi 500 dollari anziché 350), più flessibile (legge anche Pdf e fa più grafica). Il nuovo Kindle sembra andare a braccetto con una nuova strategia che si sta velocemente delineando: grandi giornali, editori di libri per la scuola, produttori di manuali sono molto interessati a come questo o lettori simili possono cambiare faccia al settore.

La scuola italiana adotta il libro di testo digitale
A casa nostra dall’anno scolastico 2011-2012 i collegi dei docenti dovranno adottare solo e-book mettendo nel cassetto i tradizionali libri di testo. O – se proprio vogliono – potranno ricorrere alla versione mista, carta più digitale. Lo ha stabilito un decreto ministeriale emanato lo scorso aprile dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini: si tratterebbe di un atto dovuto in linea con «l’evoluzione delle tecnologie e la necessità di rimanere al passo con i tempi». In questo decreto si legge anche che «i “nativi digitali” hanno un rapporto con la realtà e un approccio alla conoscenza diverso dai loro predecessori».
Secondo le direttive del ministero il processo di sostituzione sarà graduale: partirà dal prossimo settembre per concludersi entro l’anno scolastico 2011-2012. Per quanto riguarda le scuole materne ed elementari la transizione sarà differita e i libri di testo già adottati continueranno ad essere utilizzati per i prossimi cinque anni.
E’ in questo quadro che si inserisce il progetto del libro di testo digitale realizzato interamente dagli insegnanti, dagli studenti e dai loro genitori, dai semplici cittadini. Un libro di testo accessibile gratuitamente da parte di chiunque vi abbia interesse. L’Italia si pone così all’avanguardia rispetto al resto del mondo.
Il libro di testo digitale in questione si chiama ‘DIDASknol’, ed è ospitato nel sito
www.didasknol.it. Si tratta del primo risultato visibile prodotto dalla DidasForce, la Task Force for Innovation in Education creata e supportata da DIDASCA – The First Italian Cyber Schools for Lifelong Learning.
L’obiettivo degli oltre trecento insegnanti che partecipano all’iniziativa è quello di realizzare il "Piano d’Azione 4 ‘C’: Collaborare per Creare e Condividere la Conoscenza". Con la tecnologia di Google Knol infatti tutti possono contribuire al progetto, arricchendo il contenuto di DidasKnol.
E’ possibile scrivere nuove unità didattiche, esprimere valutazioni, fare commenti, suggerire agli autori miglioramenti o ampliamenti.

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