Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Giovani e web sociale

E’ di questi ultimi giorni la notizia: la Commissione Europea si schiera dalla parte dei social network ed esorta gli Stati della Comunità a sensibilizzare i giovani all’uso responsabile delle nuove tecnologie. Non essere in grado di utilizzare i nuovi media porterebbe i nostri ragazzi in una situazione di svantaggio se non addirittura di disagio sociale.
«Interagire con i media, al giorno d’oggi, significa molto di più che scrivere ad un giornale», ha osservato il commissario per i Media e la Società dell’informazione, Viviane Reding, aggiungendo: «Grazie ai media, e soprattutto alle nuove tecnologie digitali, sono sempre di più i cittadini europei che possono partecipare al mondo della condivisione, dell’interazione e della creazione». Tuttavia, per Reding, «le persone che non possono usare i nuovi media come le reti sociali o la televisione digitale avranno difficoltà a interagire con il mondo che li circonda e a prendervi parte».
I nuovi strumenti del web aiuterebbero i ragazzi a crescere come cittadini maturi e responsabili e servirebbero per coltivare la loro competenza e la creatività. L’educazione ai media può migliorare il modo in cui il pubblico utilizza i motori di ricerca, può insegnare agli alunni come si realizza un film o come funziona la pubblicità.
Tutto questo in Svezia, Irlanda e Gran Bretagna, fa già parte dei programmi scolastici. Ad esempio, il sito internet britannico kidSMART (
www.kidsmart.org.uk) insegna ai giovani come usare i siti di socializzazione in rete in modo sicuro.
Ma non solo. Uno degli argomenti più importanti e cari alla Commissione riguarda la conoscenza di come i nostri dati personali vengono trattati. La questione della tutela della propria privacy deve essere chiara anche ai più giovani; sapere utilizzare bene i new media porta anche ad una maggiore conoscenza in questo ambito o comunque ad una maggiore propensione ad informarsi e ad adottare tutti i sistemi possibili per difendersi da possibili abusi.
La Commissione Europea ha diffuso anche alcuni dati numerici interessanti. Eccone alcuni. Il 60 per cento dei cittadini dell’Unione sa usare gli strumenti informatici e il 56 per cento si connette a internet almeno una volta alla settimana. Tra questi rientrano anche coloro che hanno un basso livello di istruzione: dal 53 per cento del 2005 al 62,5 per cento nel 2008 (nota bene: il 100 per cento corrisponderebbe all’utilizzo di internet da parte dell’intera popolazione).
Anche i disoccupati usano sempre di più la rete: l’80,3 per cento nel 2008 contro il 74,4 per cento nel 2005. Dal 2006 le competenze in materia di computer e di internet tra le donne, i disoccupati e le persone con più di 55 anni sono cresciute di almeno il 3% rispetto alla popolazione totale. Ciononostante, anche se le connessioni a banda larga sono sempre più economiche, il 24 per cento dei cittadini europei senza internet a casa afferma di non averlo poiché non sa usarlo.

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