Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Seconda vita (?)

Second Life si prepara ad una ‘seconda vita’? Stando alle notizie rimbalzate nei giorni scorsi sulle pagine di giornali e siti web, la piattaforma famosa in tutto il mondo per offrire una possibile esistenza parallela virtuale in 3D starebbe attraversando un momento difficile.
Gli avatar (cioè le identità virtuale degli utenti registrati) sono oltre diciassette milioni ma solo 400 mila sono attivi. Tra il 2006 ed il 2007 era stato un vero e proprio boom per questo mondo virtuale. Ora i dati raccontano un calo di interesse, a favore soprattutto dei social network (come Facebook) che gli internauti dimostrano di preferire.
Qualche giorno fa Tom Hale, chief product officier di Linden Lab (la società ‘madre’ di Second Life) ha presentato alcuni dati significativi nel corso della Second Life community convention di San Francisco. Eccone alcuni.
Sono attualmente 226 mila le isole di cui è composto Second Life. I login effettuati ogni mese ammontano ad una media di 1,2 milioni, con il 90 per cento del traffico prodotto da meno di un quinto degli utenti: ci sono i fedelissimi, che vanno da quanti si collegano tra le 4 e le 50 ore al mese, ai veri e propri «smanettoni» compulsivi, che possono stare connessi anche 10 ore al giorno.
Inoltre: secondo i dati forniti da Slnn.it, il news network della community italiana (
http://www.slnn.it/second_life_secondo_me/corsera_cita_slnnit_second_life_morta.html), il 90 per cento degli utenti che si registra abbandona l’universo virtuale dopo poche sessioni.
Il grido d’allarme viene però lanciato soprattutto dalla community italiana. Ma questo non è un grido di aiuto, bensì di indignazione. Gli utenti di Second Life non lamentano il fatto di essere rimasti in pochi, piuttosto di essere denigrati: tutti pronti a celebrare la fine (ormai prossima?) della piattaforma e nessuno a denunciare l’arretratezza culturale del nostro Paese, non ancora pronto al ‘salto di qualità’ tecnologico.
Gli utenti italiani di SL sono ‘pochi ma buoni’. E lo spiegano bene alcuni esperti, soprattutto sulle pagine del Corriere della Sera, che nei giorni scorsi ha dato spazio all’argomento e ai commenti (un po’ acidi e cattivi) dei lettori. Secondo Simona Caraceni, docente di New Media alla Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, Second Life è uno strumento “molto meritocratico e per questo precluso ad un pubblico di massa” e comunque “non essere più sotto i riflettori fa bene in primo luogo a Second Life, perché seleziona l’utente. È una sorta di darwinismo informatico”.
Conclusione: Second Life non è affatto morta. Dopo l’interesse di massa riscosso nei primi tempi, ora si sta muovendo verso il periodo della maturità. Gli utenti sono sempre più consapevoli, più attivi e partecipi. La Linden Lab si sta adoperando per migliorare la piattaforma soprattutto sul piano della presentazione grafica. Forse SL sarà destinata ad un pubblico di nicchia, una ‘élite tecnologica’, ma sicuramente non morirà. Almeno per il momento. E noi avremo occasione di parlarne ancora tante volte.

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