Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “dicembre, 2009”

Treccani

La conoscenza è un bene di tutti. E allora perché non condividerla? Con questa obiettivo nel 2008 è stata lanciata sul web la nuova versione del portale della Treccani (www.treccani.it), ricco di percorsi tematici e aperto alla partecipazione anche da parte dei lettori. Tutti i contenuti sono ricercabili per parole chiave all’interno e consultabili poi direttamente dal browser del computer o dal tuo sito. E’ possibile poi creare un proprio profilo personale, salvare i percorsi di navigazione e i link utili, scambiare amicizie e inviare messaggi ad altri utenti, nonché proporre nuovi temi per le videointerviste della WebTv, proprio come in un vero e proprio social network.
Tutta la cultura a 360 gradi
Scienze sociali, arti e letteratura, sport e tempo libero, matematica, chimica e fisica, ma anche lingua italiana, scuola e diritto: gli ambiti di approfondimento ci sono proprio tutti e le firme che pubblica i propri contributi sono autorevoli. Insomma, in questo portale è possibile navigare in vari percorsi culturali alla ricerca non solo di definizioni (come in una comune enciclopedia) ma anche di approfondimenti.
Tra gli ultimi inserimento segnalo volentieri il dossier su Letteratura e informatica (
www.treccani.it/Portale/sito/scuola/dossier/2009/letteratura_informatica/
mainArea.html
): si tratta di una raccolta di interessanti contributi riguardanti la parola scritta e comunicata nelle varie forme della letteratura. I saggi pubblicati cercano di rispondere ai quesiti sottostanti il rapporto tra nuove tecnologie e il binomio lettura-letteratura.
La cultura in formato WebTv
Il portale Treccani.it offre anche l’accesso alla Treccani WebTV (
www.treccani.it/Portale/sito/comunita/webTv/) cioè uno spazio dedicato a video riguardanti interviste a personaggi importanti del mondo della cultura, presentazione di libri appena pubblicati, itinerari alla scoperta di fatti di attualità o della nostra storia. Alcuni eventi possono essere seguiti anche in diretta, secondo un calendario disponibile sul sito.
Newsletter e widgets
Il portale viene arricchito dalla newsletter gratuita che aggiorna sulle novità pubblicate e da alcuni widgets, cioè strumenti da installare nel proprio browser, sito o blog. Si tratta di un toolbar di ricerca, della parola del giorno con la definizione tratta dalla celebre enciclopedia e di ‘Accade oggi’, un piccolo tuffo nei fatti avvenuti un anno prima.

Il parlamento dei bambini

E’ nato da pochi giorni un nuovo sito che intende avvicinare i nostri bambini al mondo delle istituzioni politiche. Il Parlamento dei bambini (http://bambini.camera.it/)  è uno spazio virtuale all’interno del quale è possibile esplorare da vicino la Camera dei deputati, “un luogo che appartiene a tutti gli italiani”.
Il portale è stato inaugurato lo scorso 2 dicembre. «Lo spirito dell’iniziativa – ha spiegato il presidente della Camera, Gianfranco Fini in occasione del lancio ufficiale – è far capire ai giovanissimi, sotto forma di gioco e attraverso Internet, che cosa è il Parlamento. Non sono molti i Parlamenti che hanno adottato in Europa queste modalità per colloquiare con i più giovani, soltanto il Parlamento tedesco ha un’iniziativa analoga, quindi anche questo è un piccolo motivo di orgoglio».
Il Parlamento dei bambini è stato pensato in modo moderno e molto vicino al mondo dei bambini, sia sul piano della grafica sia quello dei contenuti. La navigazione è molto semplice immediata, i colori sono gradevoli e vivaci, il linguaggio è semplice.
«Questa iniziativa – ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini- si innesta molto bene nella novità che abbiamo introdotto nell’ordinamento scolastico che è rappresentata dalla nuova materia Cittadinanza e Costituzione. Credo che il senso civico ci debba spingere a conoscere le modalità con cui si approvano le leggi e i luoghi dove si svolge il dibattito politico».
Insieme al nuovo sito è stato presentato anche un concorso nella sezione “Parlawiki”, che gli studenti potranno arricchire con immagini e filmati legati a parole chiave quali voto, deputato, Aula, Assemblea, legge, partecipazione, maggioranza e opposizione, discussione, Costituzione e democrazia. I cinque migliori elaborati verranno pubblicati sul sito per essere votati dagli utenti e quelli che otterranno il maggior numero di preferenze saranno premiati alla fine dell’anno scolastico.
Davvero molto bello è il gioco interattivo che viene proposto ai giovani naviganti i quali vengono così coinvolti nell’iter di preparazione di una legge. Il tutto inizia con la scelta da parte del bambino di un proprio avatar (proprio come i grandi quando navigano negli ambienti tridimensionali online): naso, bocca, occhi, capelli … una volta scelta la propria immagine, inizia il gioco vero e proprio.
Non manca poi uno spazio dedicato alla spiegazione, in sintesi e con parole semplici, di che cosa è la Camera dei Deputati e in che cosa consiste il suo lavoro.
Novità anche per i liceali
La riforma dei licei sbarca sul web: il ministro Gelmini ha voluto aprire uno spazio online aperto ai commenti e ai suggerimenti per migliorare la riorganizzazione della scuola superiore in Italia. In questo senso il dialogo avviene attraverso il sito
http://nuovilicei.indire.it , da cui è possibile scaricare i documenti approvati in prima lettura, commentarli on line articolo per articolo, seguire il “cantiere del cambiamento” passo a passo attraverso la rassegna stampa, gli appuntamenti di confronto e di comunicazione e i relativi video, relazioni o abstract, i documenti.

Ancora (e sempre) Google

Quando il potere aumenta a dismisura e controllarlo diventa molto difficile, ecco che allora si può diventare addirittura impopolari e soggetti a critiche da ogni parte. E’ quello che sta capitando a Google, il colosso mondiale di internet che in questi ultimi mesi sta collezionando critiche e opposizioni anche pesanti.
Sicuramente infastidisce la sua posizione di monopolista e non piace la prepotenza con cui è capace di ‘pescare’ dati e informazioni su tutte le pagine presenti sul web. La soluzione? Se non si vuole subire, allora ci si può ribellare, ad esempio criptando i propri siti web, che però – in questo modo – diventano irraggiungibili e quindi destinati all’oblio della Rete.
Oggi Google è un’impresa universale, come ha evidenziato anche Massimo Mucchetti in un bell’articolo apparso sul Corriere della Sera in cui traccia un profilo del colosso di Mountain View (l’editoriale ‘La sfida di Google a Fisco e antitrust’ è online all’indirizzo
www.corriere.it/editoriali/index.shtml).
Alcune reazioni eclatanti? Rupert Murdoch, ad esempio, ha annunciato che con ogni probabilità oscurerà i propri siti a Google e così vorrebbero fare anche la casa editrice del Denver Post e di altri 54 quotidiani statunitensi.
Ma non finisce qui. Aspre critiche sono sopraggiunte anche dalla Germania, che ha preso nel mirino Google Analytics (The Inquirer dedica alla notizia un bell’articolo, on line all’indirizzo
www.theinquirer.net/inquirer/news/1563272/germany-google-analytics).
Il punto è che pare che non rispetti le leggi tedesche in tema di privacy. Infatti secondo il governo tedesco potrebbero esserci gli estremi per una multa ai siti che utilizzano questo strumento di analisi dei dati web tanto efficiente che permette informazioni precise e riservate sull’efficacia delle campagne di marketing.
Ma non tutti si schierano contro Google. C’è chi smonta le tesi dei contestatori, come ad esempio Stefano Quintarelli che interviene attraverso il suo blog (
http://blog.quintarelli.it/blog/). Ma veramente Google abusa del monopolio? Oppure tanto potere dà semplicemente fastidio?
Sicuramente la legge va rispettata e laddove non esiste ancora una normativa atta a regolamentare situazioni nuove, come quelle proposte da Google in ambiti come la privacy, bisogna provvedere a colmare le lacune.
E’ pur vero – e chi utilizza internet o addirittura ne è un autore, grande o piccolo, deve necessariamente ammetterlo – che Google ha offerto, e continua a farlo – la possibilità a tanti di avere un’eccezionale visibilità e anche successo in Rete.
I potenti che c’erano prima di Google, come Murdoch o gli editori in generale, temono semplicemente di essere depauperati di una fetta della loro ricchezza. Questo è il rischio della democrazia e ora Google deve fare i conti con il potere e i mali delle multinazionali contro cui è andato a sbattere.

Oltre gli eBooks

Un nuovo tentativo di minare gli equilibri, mai precari a dire il vero, del buon vecchio libro su carta. Dopo gli ebooks (i libri elettronici) il cui mercato sembra decollare lentamente, ecco in arrivo una novità: sono i vooks (cioè video + books).
Si tratta di una commistione tra carta, web e telefonino.
A dare il via a questo esperimento è stato il digital- thriller “Level 26: Dark Origins” (
http://www.level26.com/ ) ad opera di Anthony E. Zuiker, creatore della serie televisiva CSI. I vooks sarebbero in buona sostanza dei libri che contengono link a clip pubblicate online a completamento della storia e che possono essere lette su qualsiasi dispositivo.
Altri esempi: nel giallo Embassy è un frammento di video a rivelare la vittima. E ancora, Jude Deveraux in Promises inserisce un video con dialoghi aggiuntivi. The 90-Second Fitness Solution sul web mostra come svolgere gli esercizi, mentre Return to Beauty insegna a creare prodotti di bellezza fai da te.
Inoltre HarperCollins ha pubblicato il primo della serie mistery The Amanda Project e ha invitato i lettori a discutere indizi e personaggi su un sito web.
Sembra anche che l’editore Simon&Schuster sia al lavoro per realizzare ben quattro nuovi vooks per iPhone o iPod touch..
Nelle ultime settimane la nostra rubrica ha parlato di numerose novità multimediali, che sembrano voler togliere non solo fette di mercato all’editoria tradizionale ma anche l’attenzione e l’affetto dei lettori del vecchio ma sempre attuale libro su carta. Stiamo forse assistendo all’inizio del declino della carta a favore dei nuovi media?
Secondo Mr. Doetsch il libro tradizionale non verrà sostituito anche perché alcuni romanzi, come il suo The 13th Hour, risultano troppo lunghi per il formato video. Inoltre, secondo dati diffusi in occasione del recente salone di Francoforte, l’editoria tradizionale tiene e alcuni settori sembrano non soffrire più di tanto neppure per la generale crisi economica.

Il nuovo progetto di Google
E a proposito di Francoforte, proprio in occasione della 61esima Frankfurt Book Fair Google ha lanciato la nuova piattaforma Google Editions che sarà operativa entro l’anno prossimo. Gli editori potranno depositare i propri libri, concedendo a Google una percentuale sulle vendite. Una vera e propria vetrina che già si preannuncia come forte concorrente di realtà già presenti come ad esempio Amazon.
Google Editions sarà consultabile da qualsiasi da qualsiasi postazione internet. Si inizierà con un catalogo contenente circa 500 mila libri, ma l’estensione sarà possibile soprattutto se dovesse andare a buon fine il progetto di digitalizzazione dei libri scannerizzati nelle biblioteche. Progetto che- a dire il vero – sta incontrando alcune critiche e in alcuni solleva dubbi soprattutto sul fronte del diritto d’autore sulle opere da digitalizzare.

iPhone

Non si fa in tempo a familiarizzare con l’innovazione introdotta dall’e-book (di cui abbiamo parlato tanto anche in queste colonne) che subito fa la sua comparsa una nuova vera e propria rivoluzione. Si tratta di un nuovo progetto studiato da Enhanced Editions. Protagonista è l’ultimo libro di Nick Cave, ‘The Death of Bunny Munro’, che in veste del tutto inaspettata sbarca sull’iPhone.
Un libro assolutamente multimediale, che si legge, si guarda, si ascolta.
Come è possibile tutto questo? Acquistando il relativo software attraverso l’Apple App Store è infatti possibile leggere il libro sul dispositivo portatile, ascoltare la versione audio direttamente dalla voce dell’autore, accompagnata da una colonna sonora in sottofondo, ovviamente prodotta dallo stesso Cave. E’ possibile anche guardare lo scrittore-musicista mentre recita, capitolo dopo capitolo, tutte le vicende del suo ultimo romanzo.
La versione completa è disponibile a circa 25 dollari, solo l’audiolibro costa invece 21 dollari.
Il trailer del libro è anche su Youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=zOCJRt6Pgt0 .
Insomma, anche se la tecnologia dell’e-book non è ancora matura ma soprattutto anche se la cultura generale non è forse ancora del tutto pronta ad accogliere simili cambiamenti epocali, la tecnologia ci travolge con ulteriori novità.
Lo stesso Cave parla di “un vero e proprio audio-viaggio pionieristico che permette all’ascoltatore-lettore di vivere il libro attraverso dimensioni finora sconosciute”.
Il libro di Nick Cave è destinato ad essere il primo di una lunga seria perché la casa editrice ha programmato altre. Tra i titoli e gli autori in calendario: Dreams From My Father e The Audacity of Hope del Presidente Barack Obama, Life of Pi di Yann Martel, Homicide e The Corner di David Simon, SUM: Tales from the Afterlives di David Eagleman e The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ di Philip Pullman.
L’innovazione entra
nella scuola piacentina

Tutto questo può sembrare fantascienza. Ma la tecnologia invece è realtà, come dimostrano interessati applicazioni anche nella scuola piacentina. Pensiamo, ad esempio, al Liceo Gioia che ha iniziato il nuovo anno dotando venticinque alunni di una classe prima con indirizzo scientifico di un Eee PC messo a disposizione da ASUS.
Questa sperimentazione si inserisce in un processo più ampio di digitalizzazione. Già nel 2002 , grazie all’applicazione web MasterCom, il liceo piacentino ha introdotto il registro elettronico per la gestione della didattica (assenze, voti, giustificazioni, pagelle e comunicazioni scuola-famiglia).
Inoltre da tre anni a ciascun studente viene consegnato un badget utile per la registrazione degli ingressi e delle uscite: in questo modo è più facile controllare le presenze a scuola degli studenti, non solo da parte degli insegnanti ma anche dei genitori.
I nuovi mini pc messi a disposizione degli studenti verranno utilizzati sia nelle attività didattiche a scuola, sia per lo studio individuale degli studenti, in aula e a casa.

Gdocu

Come fare per avviare una ricerca a tappeto in tutti i documenti word, pdf, e-book presenti in Rete? Da oggi ci pensa un motore ideato da un gruppo di programmatori italiani. E’ Gdocu (www.gdocu.it ), che richiama la grafica di Google e che promette di diventare un punto di riferimento importante per studenti, ricercatori e professionisti della comunicazione.
Gdocu utilizza le funzioni di ricerca del colosso di Mountain View, ma predispone in automatico la tipologia dei file che si vuole recuperare. All’utente basta perciò scegliere il formato, inserire il nome del documento che si sta cercando e premere il tasto invio.
In questo modo si ottiene un notevole risparmio di tempo a tutti coloro che hanno bisogno di vagliare una gran quantità di documentazione (ad esempio tesisti, giornalisti e ricercatori).
Gdocu è anche il primo motore che permette la ricerca di file per le nuove estensioni Office 2007 (oltre che Open Office e molte altre). Inoltre offre la possibilità di condividere i propri risultati, cioè di postarli su Facebook, Twitter o Delicious e molti altri social network.
Il modello di business di Gdocu, legato a Google, si sviluppa tramite gli annunci pubblicitari Adsense.
Ma quale è la filosofia di Gdocu? Lo leggiamo direttamente nella pagina web creata ad hoc dai curatori del motore di ricerca:
“La conoscenza, quando condivisa, è un bene preziosissimo, sia per le persone sia per le organizzazioni che ne usufruiscono.
La conoscenza condivisa rende più facile ottenere le informazioni più utili ed in minor tempo.
Le conoscenze e le esperienze raccolte, quando trasmesse alle nuove generazioni, innescano un processo fondamentale nello sviluppo sociale.
(…) Il filtraggio delle conoscenze diventa dunque un fattore cruciale insieme all’affidabilità della fonte, da tenere in considerazione prima di iniziare il processo di accettazione e la condivisione dell’informazione stessa”.

Il motore Gdocu è attualmente disponibile in italiano ed in spagnolo.

Tutti al Nord!
In Finlandia la banda larga è diventato un diritto legale. Infatti il governo di Helsinki ha approvato un provvedimento secondo cui a partire dal prossimo luglio i cittadini potranno contare su almeno 1 Megabit per secondo di connessione, che diventerà di 100 Mbps entro il 2015.
Nel nostro Paese le cose vanno però diversamente. Intanto la classifica internazionale del “Broadband quality index” posiziona l’Italia al 38esimo posto per quanto riguarda la qualità delle connessioni in banda larga. Infatti ci viene assegnato un valore di 28, il minimo sindacale per poter accedere decentemente alle applicazioni oggi disponibili.
In Europa il Paese con la migliore qualità di connessione è la Svezia (con un punteggio pari a 57).

Attendibilità

Accendo il computer, mi collego alla Rete, consulto la posta e leggo le ultime notizie, da Piacenza e dal resto del mondo. Chissà quanti di voi che state leggendo fanno come me: leggere le notizie on line è una delle attività on line principali.
Una recente indagine commissionata dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia spiega anche che la maggior parte delle persone che si comportano come me vorrebbe però poter leggere notizie più attendibili e veritiere. Infatti secondo i dati presentati durante il convegno Il Futuro del Giornalismo, tenutosi il primo di ottobre all’Università Statale di Milano, ben il 63 per cento degli intervistati ritiene che le notizie reperite in Rete siano "inaffidabili" o "dubbie".
Il campione di indagine comprendeva persone con un’età compresa tra i 15 e i 55 anni. Per l’82 per cento di loro le news arrivano prima di tutto dalla Rete. Poi c’è la televisione (63%) e poi cellulari e radio (48%). Infine i quotidiani (36%).
Ma se la qualità delle notizie on line non viene considerata di buona qualità, cosa fare? Durante il convegno il dito è stato puntato soprattutto contro gli aggregatori di informazioni. Già da tempo il malumore serpeggia negli ambienti dei principali quotidiani stranieri: questo aggregatori sono accusati di contribuire alla crisi attuale dell’editoria on line.
Un certificato di garanzia
per le notizie on line
Eppure i vantaggi delle news sul web sono tante: arrivano prima delle altre, le immagini fanno in pochi istanti il giro del mondo, le notizie possono essere aggiornate in tempo reale. Tutte cose che gli altri mass media non riescono a fare allo stesso modo. Eppure non tutto sono soddisfatti. Il problema è la qualità e l’attendibilità di quanto si legge e vede in Internet.
All’Università di Milano è stata proposta una soluzione praticabile: l’istituzione di un "certificato di garanzia" per i creatori di contenuti degni di fede. Primo requisito richiesto dovrebbe essere l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. Questo sarebbe una ulteriore garanzia di professionalità , di rispetto di una precisa deontologia professionale, nonché di una maggiore esperienza e competenza. Infine la capacità di esprimersi in modo più chiaro e corretto.
Il web fa concorrenza alla carta
Il web da sempre viene considerato una minaccia reale per l’editoria tradizionale. I giornali su carta soffrono della presenza di concorrenti digitali. Il futuro del mercato editoriale è spesso oggetto di discussioni, di critiche e di proposte.
Anche nel corso del convegno di Milano si è discusso di come la tradizione può sopravvivere al nuovo che avanza e che è già una realtà attuale. Giornali su carta più agili, più snelli, aggiornati quasi all’ultimo (è stato proposto di cercare di far chiudere il lavoro delle redazioni dei giornali il più tardi possibile), con sempre più spazio dedicato all’approfondimento. C’è poi l’opzione carta più on line che sempre più giornali stanno adottando. Con l’idea predominante di fare pagare le notizie pubblicate sul web, grazie anche all’assenso dei lettori intervistati.

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