Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Ancora (e sempre) Google

Quando il potere aumenta a dismisura e controllarlo diventa molto difficile, ecco che allora si può diventare addirittura impopolari e soggetti a critiche da ogni parte. E’ quello che sta capitando a Google, il colosso mondiale di internet che in questi ultimi mesi sta collezionando critiche e opposizioni anche pesanti.
Sicuramente infastidisce la sua posizione di monopolista e non piace la prepotenza con cui è capace di ‘pescare’ dati e informazioni su tutte le pagine presenti sul web. La soluzione? Se non si vuole subire, allora ci si può ribellare, ad esempio criptando i propri siti web, che però – in questo modo – diventano irraggiungibili e quindi destinati all’oblio della Rete.
Oggi Google è un’impresa universale, come ha evidenziato anche Massimo Mucchetti in un bell’articolo apparso sul Corriere della Sera in cui traccia un profilo del colosso di Mountain View (l’editoriale ‘La sfida di Google a Fisco e antitrust’ è online all’indirizzo
www.corriere.it/editoriali/index.shtml).
Alcune reazioni eclatanti? Rupert Murdoch, ad esempio, ha annunciato che con ogni probabilità oscurerà i propri siti a Google e così vorrebbero fare anche la casa editrice del Denver Post e di altri 54 quotidiani statunitensi.
Ma non finisce qui. Aspre critiche sono sopraggiunte anche dalla Germania, che ha preso nel mirino Google Analytics (The Inquirer dedica alla notizia un bell’articolo, on line all’indirizzo
www.theinquirer.net/inquirer/news/1563272/germany-google-analytics).
Il punto è che pare che non rispetti le leggi tedesche in tema di privacy. Infatti secondo il governo tedesco potrebbero esserci gli estremi per una multa ai siti che utilizzano questo strumento di analisi dei dati web tanto efficiente che permette informazioni precise e riservate sull’efficacia delle campagne di marketing.
Ma non tutti si schierano contro Google. C’è chi smonta le tesi dei contestatori, come ad esempio Stefano Quintarelli che interviene attraverso il suo blog (
http://blog.quintarelli.it/blog/). Ma veramente Google abusa del monopolio? Oppure tanto potere dà semplicemente fastidio?
Sicuramente la legge va rispettata e laddove non esiste ancora una normativa atta a regolamentare situazioni nuove, come quelle proposte da Google in ambiti come la privacy, bisogna provvedere a colmare le lacune.
E’ pur vero – e chi utilizza internet o addirittura ne è un autore, grande o piccolo, deve necessariamente ammetterlo – che Google ha offerto, e continua a farlo – la possibilità a tanti di avere un’eccezionale visibilità e anche successo in Rete.
I potenti che c’erano prima di Google, come Murdoch o gli editori in generale, temono semplicemente di essere depauperati di una fetta della loro ricchezza. Questo è il rischio della democrazia e ora Google deve fare i conti con il potere e i mali delle multinazionali contro cui è andato a sbattere.

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