Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “marzo, 2010”

San Giuseppe 2.0

Non solo chiacchiere. Il web 2.0 può anche essere strumento di riflessione, di condivisione, di approfondimento. Sui temi più vari, anche quelli legati alla spiritualità e la fede. Questa settimana vogliamo parlare della recente iniziativa del portale per comunicatori cristiani Nobell.it (http://nobell.it/) che tramite Facebook (www.facebook.com) ha lanciato un’interessante iniziativa: un incontro virtuale, che è durato dal 15 al 21 marzo e che ha dato l’occasione ai partecipanti di pubblicare interventi e articoli dedicati alla figura di San Giuseppe. Hanno aderito una trentina di operatori della comunicazione, inviando a Nobell.it interessanti spunti di riflessione proprio in concomitanza con la Festa del Papà.
Marilena Marino è tra i fondatori e curatori di Nobell.it: a lei abbiamo chiesto un bilancio di questa iniziativa. “Gli autori degli articoli hanno fatto riferimento sia ad eventi storici, locali e biografici, sia a delle riflessioni bibliche sul personaggio San Giuseppe – ci spiega – infatti lo sviluppo dei temi ruotano intorno o a notizie storiche o bibliche o esperienziali. Il personaggio di san Giuseppe ha suscitato grande interesse per la riflessione, anche perchè è stato sempre una persona nascosta e vissuta all’ombra di Maria, invece ha assunto nella storia della salvezza grande importanza. Lo stimolo più interessante nello sviluppo di quest’uomo è stata la sua attualizzazione e cioè il riconsiderare Giuseppe come la figura d’uomo ideale accanto ad una donna, anche di oggi, cioè discreto quanto basta e rispettoso della vocazione di donna e discepola del Signore che Maria ha ricoperto nel piano salvifico dell’umanità”.
Abbiamo già avuto modo di parlare del portale Nobell.it nelle scorse settimane. La stessa Marino ci parla con entusiasmo di questo progetto, che sta riscuotendo grande interesse nel mondo della comunicazione. “Nobell.it non costituisce una èlite giornalistica – sottolinea Marilena Marino -, ma una comunità di animatori della comunicazione che utilizzano questi spazi proprio per testimoniare in modo digitale l’annuncio di Cristo in internet: dare spazio a riflessioni, tematiche profonde da sviluppare, incentiva proprio la creatività di chi scrive suscitare riflessioni e provocazioni su argomenti che spesse volte, nel nostro mondo passano inosservati, proprio perché sottoposti a pericolose secolarizzazioni di pensiero. Spazio dunque a eventi a tema, come san Giuseppe ed atri che seguiranno, proprio perché Nobell.it è un contenitore di idee che si condividono, piuttosto che un assemblaggio di cronache scritte freddamente senza suscitare curiosità o stimolazione di pensiero”.

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Inv-Factor

Nuovi inventori cercansi. Giovani e amanti del web. Perché è proprio alle nuove tecnologie che il Consiglio Nazionale delle Ricerche si è affidato per lanciare un concorso. Sulla scia del famoso programma televisivo che si occupa di scovare nuovi talenti canori, nasce così Inv-Factor, una competizione dedicata ai giovani talenti dell’innovazione tecnologica. Destinatari sono gli studenti con un’età compresa tra i 15 e i 19 anni, che sotto la guida degli insegnanti abbiano realizzato tecnologie, scoperto nuove idee, sperimentato nei laboratori.
‘Inv- Factor’ fa seguito al successo ottenuto l’anno scorso dalla ‘vetrina delle invenzioni’ realizzate da ragazze e ragazzi di alcuni Istituti tecnici industriali di Roma e provincia, allestita nell’ambito di ‘Light-accendi la luce sulla scienza’, l’evento organizzato annualmente a Roma dal Cnr per avvicinare i giovani alla ricerca scientifica.
Sono interessati soprattutto gli studenti di tutti gli istituti tecnici italiani. Entro il 30 marzo i ragazzi, con l’aiuto dei docenti, collegandosi al sito web, potranno iscriversi alla gara, descrivendo la tipologia dell’invenzione da presentare. Gli iscritti dovranno produrre, entro il 15 maggio e sempre on line, un filmato di pochi minuti e una scheda più dettagliata per illustrare le tecnologie realizzate. Saranno i ricercatori del Cnr, poi, a selezionare una rosa di ‘inventori’ che parteciperanno ad una giornata di presentazione che si terrà in settembre a Roma.
Durante quest’esposizione la stessa commissione ‘eleggerà’ le tre invenzioni migliori, che saranno premiate nel corso della conferenza stampa di ‘Light 2010’.
"Catturare e coltivare talenti e intelligenze giovanili per immetterli quanto più precocemente possibile nel sistema-ricerca italiano" – ha spiegato Rossella Palomba, responsabile del progetto ‘Light’ del Cnr – "è un’azione importante nell’ambito della ricerca scientifica nazionale, penalizzata non solo dall’insufficienza delle risorse finanziarie, ma anche dal progressivo allontanamento dei ragazzi dalle discipline scientifiche. Iniziative in grado di dare fiducia alle potenzialità inventive dei giovani appaiono dunque quanto mai opportune".
‘Inv-Factor’ sarà veicolato anche tramite le reti sociali per raggiungere i ragazzi e gli istituti che abbiano voglia e capacità di partecipare. Il sito web è all’indirizzo
www.invfactor.cnr.it : qui è possibile avere tutte le informazioni per iscriversi all’iniziativa.
“In Italia la ricerca scientifica appare penalizzata non solo da una storica insufficienza di investimenti – così si legge nell’home page del sito ufficiale – ma anche dalla carenza di giovani che scelgono percorsi formativi e carriere a contenuto scientifico. Inv-Factor rappresenta un momento importante per dare spazio e visibilità alla creatività giovanile, fornire valore e fiducia a ragazzi e ragazze sulle loro potenzialità e catturare talenti ed intelligenze utili per il mondo scientifico”.

Globale

Il meglio della globosfera internazionale. Così si presenta Voci Globali, la nuova rubrica pubblicata su La Stampa.it (www.lastampa.it/vociglobali). Si tratta di una rubrica/blog curata dalla redazione italiana di Global Voices (http://it.globalvoicesonline.org/), il network di citizen journalism che aggrega e offre visibilità alle voci di blogger attivi nei paesi più dimenticati dai grandi media occidentali.
Voci Globali nasce dal lavoro di una redazione virtuale, coordinata dagli Stati Uniti da Bernardo Parrella: ogni giorno vengono fatti passare in rassegna numerosi blog e siti di citizen media (in diverse lingue oltre all’inglese) e poi scelti, tradotti e pubblicati quelli più significativi. All’inizio verranno seguito venticinque blog. Gli articoli verranno diffusi con licenza Creative Commons e saranno aperti ai commenti dei lettori.
Come si legge nel comunicato che ha annunciato l’iniziativa, si tratta di “un progetto esclusivo, in partnership con Global Voices Online in Italiano, mirato ad ampliare e approfondire la portata delle molte voci indipendenti online, non filtrate e in presa diretta, rendendole fruibili al pubblico italiano ed estendere così la conversazione globale sui temi d’attualità.
(…)Voci Globali si affianca alla versione italiana del blog di Yoani Sanchez, già disponibile giornalmente su lastampa.it(
http://www.lastampa.it/generaciony) e rilancia al meglio l’attività di Global Voices Online, progetto non-profit tra i più riusciti nell’ambito del giornalismo partecipativo. Un’iniziativa unica non solo per l’Italia, a riprova di come sia possibile – anzi necessario – fare giornalismo di qualità e condiviso unendo le forze tra l’ambito tradizionale e il citizen journalism dei nostri giorni”.
Notizie dal mondo
Un’altra voce importante che riporta e traduce in italiano quanto viene pubblicato prevalentemente line nel mondo è Internazionale. Il settimanale ha un sito web (
www.internazionale.it) che negli ultimi mesi si è trasformato in blog, con aggiornamenti costanti: tutte le notizie più curiose che spesso non trovano spazio nei mass media tradizionali trovano rilievo con immagini e link.
In questo caso però i lettori non possono interagire in quanto non sono autorizzati a lasciare messaggi ai vari post pubblicati.
Alcuni collaboratori della redazione di Internazionale hanno ognuno un blog, ospitato sempre tra le pagine web del settimanale (
www.internazionale.it/interblog/interblog.php): molti non vengono aggiornati ormai da qualche tempo, alcuni però vengono ben curati e riportano fatti e curiosità dal mondo.

Museo del Novecento
Questa settimana vogliamo segnalare anche l’apertura al vasto pubblico della rete del Museo del Novecento che verrà inaugurato il prossimo autunno a Milano. All’indirizzo
www.museodelnovecento.org è possibile fare anche un tour virtuale che mostra la disposizione delle sale interne prevista dallo studio Rota & Partners.

Minori

Molto tecnologici, versati per tutto quello che è internet, affascinati dai social network, poco consapevoli delle insidie che la rete nasconde: questa è la fotografia dei minori che navigano così come è stata scattata da Microsoft (www.microsoft.com/it/it/default.aspx ) in 11 paesi europei, Italia compresa. I risultati della ricerca, condotta su un campione di 14mila utenti, sia genitori sia minori, è stata presentata in occasione del Safer Internet Day 2010 (www.saferinternet.it ), la giornata europea per la sicurezza in Rete organizzata da InSafe, la rete europea di cooperazione per la promozione dell’uso sicuro di Internet costituita e cofinanziata dalla Commissione europea.
I dati emersi presentano una generazione molto tecnologica ma poco attenta e consapevole dei rischi che Internet porta con sé. E i genitori, purtroppo, non sono da meno. Per questo è sempre urgente una continua campagna di sensibilizzazione verso un utilizzo responsabile dei new media, da parte dei piccoli ma anche dei grandi.
Ma ecco alcuni dati relativi alla ricerca di Microsoft.
Il 79 per cento dei teenager europei oggi ha almeno una propria pagina su un social network e il 43 per cento ritiene – più a meno a ragione – che sia sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media. Infatti non è un caso che siano proprio i più giovani a inserire online dati e riferimenti particolarmente sensibili. Ad esempio in Italia il 26 per cento dei ragazzi condivide il proprio indirizzo di casa, il 56 per cento indica il nome della propria scuola, il 76 per cento si scambia foto e video anche di amici e il 59 per cento l’indirizzo di posta elettronica o di instant messaging.
Ecco quindi che non è un caso che poi accada che quasi due terzi dei teenager europei (63 per cento) vengano contattati online da sconosciuti, una percentuale che sale al 73 per cento in Italia, la più alta tra i diversi paesi. Ma questo non basta, perché più del 46 per cento dei ragazzi spesso risponde a persone non fidate.
Questi dati non sono affatto confortanti, ma ciononostante il 59 per cento dei genitori afferma di essere sereno sulla navigazione in rete dei propri ragazzi: è infatti convinzione diffusa che sappiano adottare tutte le precauzioni per proteggere e condividere le informazioni online in modo responsabile. Un altro dato: il 40 per cento dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati.
Ma questo non sorprende più di tanto se si pensa che nel 66 per cento dei casi i genitori non fanno nulla per limitare o controllare il loro utilizzo di Internet. Solo una famiglia italiana su 10 ha un sistema di parental control installato sul proprio computer (12 per cento) o utilizza Internet in soggiorno anziché nella propria camera da letto (15 per cento).
La verità è che né i ragazzi né i genitori evidentemente conoscono sufficientemente la Rete per poterla usare in modo responsabile. E’ per questo che una delle conclusioni della ricerca è stata proprio quella della necessità di continuare il lavoro di informazione e di sensibilizzazione non solo dei vantaggi ma anche dei rischi che Internet porta con sé.

Mix

Si chiama XMEDIA ed è un concorso giunto ormai alla sua ottava edizione. Protagonista la poesia. Ma c’è molto di più.
Si tratta di un’iniziativa di carattere internazionale, inclusa dal MIUR tra i concorsi di eccellenza "IoMerito". Nata nel 2002 da un’idea dei professori Gianni Degli Antoni e Dianora Bardi, è aperto agli allievi delle scuole di ogni ordine e grado (studenti universitari compresi). Il concorso è promosso dall’Università Statale di Milano, dal CSA di Bergamo e dal Liceo Scientifico "Lussana" di Bergamo, appartenente alla rete ENIS – European Network of Innovative Schools.
Così la poesia incontra le nuove tecnologie. Il concorso prevede una sezione dedicata alle composizioni realizzate in forma di MMS e le composizioni per podcasting, partendo dal presupposto che la messaggistica cellulare ha ormai rivoluzionato le potenzialità espressive e comunicative, soprattutto quelle dei più giovani.
La giuria ha come presidente il prof. Derrick De Kerckhove (Mac Luhan Institute) e vede tra i giurati Francesca Burgos (MIUR), Dianora Bardi (ENIS Italia), Caterina Gasparini (ENIS Italia), Eleonora Gerundo (Nova Multimedia), Marco Padula (CNR Milano – Istituto Tecnologie delle Costruzioni), Vincenzo Piuri (Università degli Studi di Milano), Amanda Reggiori (Università Cattolica del Sacro Cuore – Brescia), Alfredo Ronchi (Politecnico di Milano).
Il termine ultimo d’iscrizione al concorso è il 31 marzo 2010. La giuria selezionerà 12 opere e tra queste indicherà i quattro vincitori, uno per ogni categoria (Scuola Elementare, Scuola Media inferiore, Scuola Media superiore, Università). La cerimonia di premiazione si terrà a Crema il prossimo ottobre.
Tutte le informazioni sul concorso sono anche on line sul sito
www.nova-multimedia.it .

Scuola e competenze digitali
Al via una campagna informativa a sostegno delle competenze digitali. Infatti la Commissione Europea – DG Imprese ed Industria ha lanciato una campagna informativa a sostegno delle “e-Skills” con l’intento di favorire l’accesso al mondo del lavoro di professionisti che possano vantare qualificanti competenze digitali. DIGITAL EUROPE (
www.digitaleurope.org ) e European Schoolnet (www.eun.org/web/guest ) coordinano i partner presenti in 21 paesi a sostegno della campagna informativa che avrà il suo culmine nella prima settimana di marzo 2010.
L’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ex Indire;
www.indire.it ) coordina le iniziative per l’Italia. L’invito ad iscriversi è esteso a tutte le scuole attraverso il sito europeo eSkills Week 2010: si prevede una fitta rete di incontri ed eventi a livello locale/regionale, che vedranno coinvolte istituzioni, associazioni, università, imprese, società informatiche.

La privacy è morta?

Questa settimana torniamo a parlare di web 2.0, di social network, di privacy e riservatezza dei dati personali. Tutti argomenti strettamente correlati tra di loro che in questo ultimo periodo sono al centro di accese discussioni.
Gli strumenti del web 2.0, social network in testa, hanno abituato l’utente della rete a vivere un’esistenza in continua esposizione. Per motivi non solo personali, ma anche professionali. Infatti sembra proprio che chi si è costruito un consistente gruppo di contatti su social network quali Twitter o Facebook può contare su risorse preziose da spendere con i datori di lavoro. Per non parlare poi di piattaforme come LinkedIn nate appositamente per favorire i contatti lavorativi.
In questo contesto è quindi indispensabile condividere più informazioni possibili su sé stessi. Quindi privacy addio? “La privacy è morta e la pistola ancora fuma in mano ai media sociali” Queste erano parole pronunciate qualche tempo fa da Pete Cashmore, il fondatore di Mashable.com, uno dei blog più alla moda sulle nuove tendenze del web. Il concetto di base è questo: ci si preoccupa tanto della riservatezza dei nostri dati personali dati in pasto alla rete, ma quale sarebbe il prezzo da pagare se non condividiamo la nostra vita e la nostra attività online?
Più o meno su questa linea si muoveva anche il fondatore di Facebook, Marck Zuckerberg.
Si può legittimamente non essere d’accordo con queste affermazioni, soprattutto se la nostra esistenza non si poggia su Internet e se la nostra attività lavorativa va a gonfie vele anche senza appoggi sul web.
Sta di fatto però che i protagonisti della rete si stanno attivando per rendere più fruttiferi possibili i dati affidati al web attraverso i social network. Pensiamo ad esempio i motori di ricerca quali Bing di Microsoft e Google hanno preso accordi con Twitter e Facebook per includere i loro aggiornamenti in tempo reale nei propri risultati. Ma non solo.
Sempre Google sta lanciando Social Search (
http://www.google.com/experimental/index.html ), una funzione di ricerca che scandaglia tutto quanto viene prodotto e segnalato dalla propria lista di amici on line e che oltre a Twitter include FriendFeed, Google Reader, e altri servizi online.
E un’ulteriore picconata alle barriere di protezione alla nostra privacy proviene da nuovi servizi on line, volti a segnalare ad esempio dove ci si trova in tempo reale o a fotografare tutto quanto ci sta intorno. Foursquare (
http://foursquare.com/ ) si scarica sul telefonino e permette di comunicare istantaneamente dove ci si trova. C’è poi un’azienda inglese, la Vicon, che sta per commercializzare la SenseCam, una fotocamera indossabile in grado di scattare immagini ogni 30 secondi.
L’impressione è che l’evoluzione tecnologica proceda ad un passo più veloce di quello della protezione della nostra privacy, sia personale sia professionale. Sta di fatto che, nel momento in cui si mette piede nel web, ci vengono richiesti sempre e comunque alcuni dei nostri dati personali. Di questo dobbiamo esserne sempre più consapevoli. In questa direzione si sta muovendo, ad esempio, la Federal Trade Commission, l’agenzia antitrust che si sta preoccupando della scarsa consapevolezza degli utenti online riguardo al modo in cui possono essere usati i dati forniti a siti e servizi web.

Storia naturale

Questa settimana dedichiamo la nostra rubrica ad un evento sul web che ci porta a parlare di Piacenza: infatti è stato pubblicato on line il rinnovato sito del Museo di Storia Naturale.
Dopo il trasferimento da via Taverna alla moderna ambientazione dell’Urban Center – avvenuto nel 2008 – si è susseguita una serie di cambiamenti riguardanti l’accessibilità e la fruibilità delle risorse museali ma anche il sito web.
Realizzato dall’Ufficio Comunicazione del Comune di Piacenza, in collaborazione con gli operatori del museo, il nuovo portale è on line all’indirizzo
www.musei.piacenza.it/storianaturale/ . Si tratta di uno strumento dalla grafica moderna, leggera e gradevole, ricco di contenuti e facile da navigare.
I curatori del sito hanno posto in evidenza le iniziative curate dal Museo, come ad esempio la mostra ‘Darwin e la teoria dell’evoluzione’ (rimarrà allestita fino al prossimo 31 marzo). Ma anche tutte le collezioni (zoologia, scienza della terra, botanica, flora reggiana), la didattica (con tutti i progetti e i laboratori) e le pubblicazioni.
Queste ultime sono care soprattutto a tutti gli appassionati e gli studiosi della natura piacentina: si tratta di ‘I quaderni di educazione ambientale’ e ‘Parva Naturalia’ (l’annuario del Museo) e possono essere lette in formato pdf e scaricate liberamente dal sito.
Inoltre attualmente il sito ospita una galleria di immagini dinamiche che accompagna il navigatore in una visita virtuale delle stanze del museo, ma la piattaforma può supportare anche filmati e registrazioni audio.
La privacy è ancora un diritto?
Torniamo a parlare di privacy e di riservatezza dei dati pubblicati sul web. Perché è un problema sempre attuale e che tocca da vicino chiunque di noi acceda al web e si serva dei suoi strumenti di comunicazione. Perché non passa giorno che le nazioni si muovano per ideare strumenti di tutela e cercare di introdurre normative ristrettive.
A gettare benzina sul fuoco ci si mettono anche gli addetti ai lavori, come ad esempio Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che durante un recente incontro a San Francisco ha dichiarato che è orami finita l’era della riservatezza. «Quando ho iniziato a pensare a Facebook – ha dichiarato Zuckerberg – nella mia cameretta di Harvard, in tanti si chiedevano: ‘Perché mai dovrei mettere informazioni online? Perché dovrei avere un sito personale?’ Poi è iniziata l’esplosione dei blog e di tutti gli altri servizi che permettono di condividere informazioni online. Le abitudini sociali evolvono nel tempo».
Intanto però il dibattito continua, come documentano anche i nostri quotidiani. Tra tutti gli articoli più recenti segnalo ‘Zuckerberg: «Finita l’era della privacy» su Corriere.it (
www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_11/finita-era-privacy-internet_e8a18cf0-febe-11de-a5d5-00144f02aabe.shtml ).

Galileo

Finalmente sono consultabili online tutte le opere di Galileo Galilei (http://pinakes.imss.fi.it:8080/pinakestext/home.jsf ) . L’operazione è possibile attraverso il software Pinakes, un’architettura software, progettata da Rinascimento Digitale e dall’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, che consente di accedere in maniera integrata a dati di archivi diversi.
Accanto a Pinakes c’è anche Pinakes Text: si tratta di un software particolare ideato per realizzare edizioni critiche digitali di manoscritti, codici e libri antichi. E’ proprio grazie a questa applicazione che è stata pubblicata sul web l’edizione digitale dell’opera omnia di Galileo Galilei.
La Fondazione Rinascimento Digitale (il sito è all’indirizzo
www.rinascimento-digitale.it ) sta anche lavorando ad altri interessanti progetti. Ad esempio con l’Università di Pisa e l’Istituto di Linguistica Computazionale del CNR, ha messo mano alla pubblicazione digitale dei diari che il padre dell’egittologia italiana, Ippolito Rosellini, produsse nel 1828-1829 durante la spedizione franco-toscana in Egitto e Nubia con Jean Francois Champollion, il celebre scopritore della stele di Rosetta.
Ma non è tutto. In cantiere c’è anche il catalogo storico delle fotografie del Centro Romantico dell’Istituto Vieusseux. “Magazzini Digitali” è invece un progetto realizzato in collaborazione con le Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma: un’architettura hardware e software ideata per conservare nel lungo periodo i documenti digitali, tra cui anche le tesi di dottorato di tutte le università italiane.
Sono numerosi i progetti realizzati dalla fondazione negli ultimi anni, anche grazie al supporto di enti esterni, nazionali ed internazionali (un elenco è disponibile on line all’indirizzo www.rinascimento-digitale.it/progettirealizzati.phtml). Tra questi citiamo la riproduzione digitale delle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, che richiedevano una sistemazione particolare e che avevano la necessità di essere utilizzate di più e meglio, non solo a fini di studio e ricerca.

Giri di vite
Torniamo a parlare della possibilità di regolamentare la Rete attraverso un’opportuna legislazione. Lo facciamo segnalando l’iniziativa francese: dal 1° gennaio 2010 è in vigore in Francia la cosiddetta Hadopi (dal nome dell’autorità chiamata a vigilare sui comportamenti degli utenti d’Oltralpe), accompagnata da numerose contestazioni. In buona sostanza il provvedimento prevede che gli utenti accusati di file sharing illegale vengano avvisati prima con una email, poi con una lettera, per poi passare alla disconnessione da Internet.
Tutta la storia della normativa e il testo sono online (
http://fr.wikipedia.org/wiki/Loi_Cr%C3%A9ation_et_Internet ).

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