Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Storia naturale

Questa settimana dedichiamo la nostra rubrica ad un evento sul web che ci porta a parlare di Piacenza: infatti è stato pubblicato on line il rinnovato sito del Museo di Storia Naturale.
Dopo il trasferimento da via Taverna alla moderna ambientazione dell’Urban Center – avvenuto nel 2008 – si è susseguita una serie di cambiamenti riguardanti l’accessibilità e la fruibilità delle risorse museali ma anche il sito web.
Realizzato dall’Ufficio Comunicazione del Comune di Piacenza, in collaborazione con gli operatori del museo, il nuovo portale è on line all’indirizzo
www.musei.piacenza.it/storianaturale/ . Si tratta di uno strumento dalla grafica moderna, leggera e gradevole, ricco di contenuti e facile da navigare.
I curatori del sito hanno posto in evidenza le iniziative curate dal Museo, come ad esempio la mostra ‘Darwin e la teoria dell’evoluzione’ (rimarrà allestita fino al prossimo 31 marzo). Ma anche tutte le collezioni (zoologia, scienza della terra, botanica, flora reggiana), la didattica (con tutti i progetti e i laboratori) e le pubblicazioni.
Queste ultime sono care soprattutto a tutti gli appassionati e gli studiosi della natura piacentina: si tratta di ‘I quaderni di educazione ambientale’ e ‘Parva Naturalia’ (l’annuario del Museo) e possono essere lette in formato pdf e scaricate liberamente dal sito.
Inoltre attualmente il sito ospita una galleria di immagini dinamiche che accompagna il navigatore in una visita virtuale delle stanze del museo, ma la piattaforma può supportare anche filmati e registrazioni audio.
La privacy è ancora un diritto?
Torniamo a parlare di privacy e di riservatezza dei dati pubblicati sul web. Perché è un problema sempre attuale e che tocca da vicino chiunque di noi acceda al web e si serva dei suoi strumenti di comunicazione. Perché non passa giorno che le nazioni si muovano per ideare strumenti di tutela e cercare di introdurre normative ristrettive.
A gettare benzina sul fuoco ci si mettono anche gli addetti ai lavori, come ad esempio Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che durante un recente incontro a San Francisco ha dichiarato che è orami finita l’era della riservatezza. «Quando ho iniziato a pensare a Facebook – ha dichiarato Zuckerberg – nella mia cameretta di Harvard, in tanti si chiedevano: ‘Perché mai dovrei mettere informazioni online? Perché dovrei avere un sito personale?’ Poi è iniziata l’esplosione dei blog e di tutti gli altri servizi che permettono di condividere informazioni online. Le abitudini sociali evolvono nel tempo».
Intanto però il dibattito continua, come documentano anche i nostri quotidiani. Tra tutti gli articoli più recenti segnalo ‘Zuckerberg: «Finita l’era della privacy» su Corriere.it (
www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_11/finita-era-privacy-internet_e8a18cf0-febe-11de-a5d5-00144f02aabe.shtml ).

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