Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “maggio, 2010”

L’innovazione a scuola

Arriva un nuovo strumento telematico per supportare il lavoro quotidiano degli insegnanti delle scuole elementari e medie. Si tratta di Annoscolastico.it (www.annoscolastico.it), un portale avviato l’anno scorso da alcuni insegnanti, producendo i materiali che servono di volta in volta in classe, testandoli in prima persona sul campo.
Al termine di quest’anno conterrà una prima tornata di materiali di Italiano, Storia e Geografia per la prima, seconda e terza media. Al momento nel sito ci sono 304 oggetti: 66 schede, 34 mappe, 36 audio, 15 cartine, 22 cruciverba, 21 esercitazioni, 51 verifiche, 59 soluzioni. Vengono inseriti nuovi materiali con cadenza quotidiana.
Dal prossimo anno inizierà l’integrazione con ulteriori approfondimenti e sarà aggiunto materiale di altre materie e ordini di scuola.
Ogni materia (italiano, storia, grammatica, geografia) viene spiegata attraverso mappe concettuali con schede, file audio, cruciverba, approfondimenti e verifiche corredate dalle relative soluzioni. Il portale propone materiali utili all’insegnante per organizzare la didattica.
Tra i progetti di sviluppo di Annoscolastico.it, vi è anche l’integrazione dei programmi da svolgere e/o svolti da allegare alle programmazioni e stilati sulla base del contenuto del sito stesso, in modo che quest’ultimo diventi sempre più uno strumento di lavoro.

La scuola incontra l’innovazione
C’è un portale istituzionale, promosso dal Governo e dal Ministero dell’Istruzione, che si propone di fare incontrare il mondo delle nuove tecnologie con gli studenti, gli insegnanti, le famiglie. E’ Innova Scuola (www.innovascuola.gov.it), che nasce dall’esperienza del progetto DigiScuola, conclusosi nel mese di luglio 2008. L’intento è quello di coinvolgere un più ampio numero di scuole, “coprire” l’insieme di tutte le discipline previste dagli ordinamenti scolastici e realizzare percorsi didattici elaborati dalle scuole stesse.
Il Progetto DigiScuola (ex Cipe scuola) ha coinvolto 557 scuole secondarie di secondo grado di otto regioni del Centro Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e aveva l’obiettivo di sviluppare e impiegare Contenuti Didattici Digitali (Learning Object) delle discipline di italiano e matematica, al fine di introdurre le nuove tecnologie nel processo formativo e di apprendimento. Dalla sua esperienza è nata l’iniziativa InnovaScuola, ai cui servizi possono accedere anche le scuole di DigiScuola.
Il portale offre documenti, approfondimenti, schede didattiche, informazioni sulle iniziative attive sul territorio nazionale, strumenti concreti per utilizzare le moderne tecnologie informatiche a scuola.
Ad esempio il portale lancia il servizio online ‘Scuola Mia’, una segreteria virtuale che semplifica le relazioni amministrative. «La scuola è arrivata a casa tua!» Così recita lo slogan della nuova iniziativa nata, al pari di InnovaScuola, dalla collaborazione tra il Dipartimento per la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Tecnologica e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Il portale Scuolamia si propone come un vero spazio d’incontro tra scuole e famiglie. Ad esempio è possibile attivare comunicazioni con gli istituti e i genitori, prenotare i colloqui con gli insegnanti, fino a stampare dal proprio computer di casa certificati e pagelle on line.
Si tratta quindi di una vera e propria segreteria virtuale, che semplificherà le relazioni amministrative con le istituzioni scolastiche e permetterà una maggior partecipazione delle famiglie alla vita delle comunità scolastiche e ai percorsi di studio dei figli.

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Impresa 2.0

Le nuove tecnologie hanno modificato il nostro modo di vivere e di pensare, di lavorare e di comunicare. Soprattutto le recenti evoluzioni del web hanno portato una ventata di novità: il cosiddetto web 2.0 è stato accolto con pareri discordanti dagli addetti ai lavori. Come ogni volta che il nuovo avanza, alcuni si sono detti entusiasti delle nuove opportunità che si profilano, altri esprimono perplessità sulla radicalità che alcuni cambiamenti potrebbero portare con sé.
In effetti il concetto sottostante al web 2.0 sta introducendo una nuova filosofia, un nuovo modo di concepire la comunicazione, le relazioni interpersonali, l’informazione. E questo ha risvolti consistenti nella vita privata delle persone, nelle attività lavorative, nei processi di apprendimento e di comunicazione in generale.
Impresa 2.0
Un contributo interessante per dipanare la matassa dei cambiamenti che il web 2.0 sta portando in ambito aziendale è stato offerto da un recente libro pubblicato da Apogeo: ‘Community management’. Gli autori sono Emanuele Scotti e Rosario Sica, due esperti di ‘enterprise 2.0’ e di sviluppo organizzativo. Il sottotitolo scelto indica chiaramente come si sviluppa il testo: ‘Processi informali, social networking e tecnologia Enterprise 2.0 per la gestione della collaborazione nelle organizzazioni’.
Il volume è giunto già alla sua seconda edizione e si avvale della prefazione di Giorgio De Michelis, docente di Informatica teorica e Sistemi informativi all’Università di Milano – Bicocca.
Attraverso utili esemplificazioni, casi pratici e interviste ai protagonisti e agli esperti del settore, i due autori passano in rassegna i principali cambiamenti avvenuti all’interno delle comunità aziendali grazie (o a causa) dell’avvento delle nuove tecnologie del web 2.0.
Stanno cambiando i mercati e le organizzazioni e questa trasformazione apre spazi di innovazione per tutti i processi strategici aziendali, e in particolare per la gestione della conoscenza e dei meccanismi di apprendimento.
I clienti fanno ‘community’
L’impulso a tutte queste novità viene dato soprattutto dal fatto che i mercati e i contesti in cui le organizzazioni operano stanno funzionando come delle conversazioni e delle community di clienti. Da qui inizia un nuovo modo di interagire, di organizzare, di gestire, di comunicare che coinvolge i sistemi manageriali, il marketing, la formazione, tutto il sapere aziendale.
Con questo volume, i due autori intendono offrire non tanto una visione globale teorica, quanto piuttosto strumenti concreti per comprendere la realtà e esempi per constatare direttamente sul campo gli strumenti e le metodologie di lavoro già collaudate.

Federica

Le sue origini sono antiche ma il suo presente è quanto mai proiettato verso un futuro all’avanguardia rispetto a tutte le altre università italiane. Parliamo dell’ateneo Federico II di Napoli, la prima università italiana ad essere sbarcata su iTunes, la famosa piattaforma per la condivisione di file multimediali. Lo scopo è quello di presentare la sua ricca offerta formativa insieme ad università come Stanford, Yale, Oxford. E lo fa attraverso Federica il web learning dell’Ateneo che garantisce accesso libero all’ampia selezione della ricca offerta formativa federiciana.
«La Federico II ha scelto di combinare la sua cultura millenaria con le nuove opportunità dell’era digitale» dice il rettore Guido Trombetti in occasione della presentazione del progetto. «La nostra università, fondata nel 1224, è tra le più antiche in Europa, e oggi si presenta come perfetto connubio di tradizione e innovazione».
«Oggi, con l’apertura del servizio iTunes U, la Federico II fa un altro passo importante per parlare il linguaggio delle “generazioni digitali”» spiega il direttore scientifico di Federica web learning Mauro Calise.
All’indirizzo
www.federica.unina.it/itunes/ è possibile avere accesso a tutto il mondo virtuale che l’università Federico II mette a disposizione gratuitamente non solo dei suoi utenti ma anche di tutti quanti desiderano approfondire tematiche contenute nelle lezioni e nel materiale on line.
Infatti il canale iTunes U è stato via via arricchito con audio-video podcasts delle 13 facoltà dell’Ateneo, con corsi di medicina, architettura, letteratura, scienza, informatica e una selezione di link e risorse scientifiche consigliate dai docenti della Federico II.
E il successo è finora un dato di fatto. Basti pensare che a meno di un anno dalla sua presentazione ufficiale, Federica ha al suo attivo tre milioni di visite, da 192 paesi diversi. «Il nostro Web Learning – continua Mauro Calise – punta su tre fattori: open access, flessibilità e portabilità per raggiungere pubblici sempre più ampi – studenti, docenti, professionisti – che possono esplorare gratuitamente una straordinaria quantità di materiali didattici. Uno strumento unico per l’orientamento, lo studio e la ricerca».
L’interfaccia utilizzata è semplice e accattivante, ad alto impatto comunicativo. E’ stato scelto un unico formato per tutti i corsi, di tutte le facoltà. I corsi in web learning offrono sintesi delle lezioni, materiali di approfondimento, risorse multimediali, audio, video e link a fonti scientifiche in rete selezionate direttamente dai docenti.
Su Federica c’è anche una Living Library: si tratta di una guida all’accesso gratuito ai materiali di studio in rete. E’ possibile trovare un’interessante e utile selezione di biblioteche e archivi online per ogni Facoltà: riviste, e-book, enciclopedie, collane di prestigio e banche dati.
Inoltre la piattaforma Federica offre libero accesso al suo campus virtuale, una sorta di piazza immaginaria che raggruppa tutte le Facoltà dell’Ateneo. E’ l’esperimento dell’università Federico II di portare la propria offerta didattica e tutte le sue risorse direttamente sul web, a disposizione di tutti, gratuitamente.

Digital Kids

C’è un libro non recentissimo che rappresenta secondo noi una guida utile e interessante a capire da vicino il mondo dei giovani e il loro rapporto con le nuove tecnologie. Si tratta di ‘Digital kids’ delle edizioni ETAS, uscito due anni fa e curato da Susanna Mantovani e da Paolo Ferri. Il sottotitolo chiarisce molto bene gli intenti dell’opera: ‘Come i bambini usano il computer e come potrebbero usarlo genitori e insegnanti’.
In effetti si discute molto sul fatto che i giovani utilizzino in maniera consistente le nuove tecnologie e in modo particolare internet. Ma raramente si ha l’occasione (e la voglia) di sforzarsi di leggere queste nuove tendenze in una visione globale: come i giovani usano il web e perché? Quale il ruolo giocato dai genitori, come educatori e come accompagnatori nel percorso formativo e umano dei figli? E come si rapportano gli insegnanti con le nuove tecnologie, che rappresentano una sfida anche per loro stessi e per lo svolgimento della loro attività lavorativa?
Il libro ‘Digital kids’ raccoglie vari saggi firmati da esperti nei settori della pedagogia e delle tecnologie applicate: l’obiettivo è di tracciare il quadro complessivo del rapporto – spesso di difficile lettura – tra chi sta imparando a convivere con le tecnologie (i cosiddetti migranti digitali) e chi è nato conoscendo da sempre e considerando naturale il contatto con i new media ( i nativi digitali).
‘La password per crescere insieme’: è lo slogan con cui il libro si presenta al lettore. Ed in effetti i vari contributi proposti cercano di proporre in modo anche scientifico, ma con un linguaggio semplice e discorsivo, nuove chiavi di lettura del fenomeno in cui siamo tutti immersi, giovani e non.
A che cosa servono le nuove tecnologie? A tante cose: ad esempio per fornire informazioni, per diffondere conoscenza, per archiviare dati. Ma anche per ricercare, approfondire, documentare, testimoniare. Soprattutto comunicare e organizzare azioni e relazioni tra persone, gruppi di persone e intere società. E ancora per commerciare, per divertire, per insegnare. La sfida educativa – si legge nel libro – consiste proprio nel dotare di significato tutte queste possibilità e renderle operative e alla portata dei bambini. Ognuno riveste un ruolo diverso e ugualmente importante.
Gli insegnanti si trovano coinvolti in prima persona anche come fruitori delle nuove tecnologie, che sono sempre più di supporto alle loro attività didattiche. In più devono imparare anche a fiancheggiare le nuove generazioni nel giusto apprendimento dei new media e attraverso i new media.
I genitori sono importanti figure di riferimento. Dai loro comportanti ad esempio nei confronti del computer o dei telefoni cellulari dipende in buona parte l’atteggiamento anche dei loro figli, che il più delle volte adottano un comportamento emulativo nei confronti di mamma e papà.
Attraverso ricerche condotte sul campo e suggerimenti concreti il libro si propone come una lettura utile e semplice per genitori e insegnanti e per tutti coloro che vogliono comprendere meglio come stare al passo coi tempi insieme alle nuove generazioni.

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