Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “luglio, 2010”

Cross-mediale

Televisione digitale, web 2.0, blog, sms, Facebook: i nostri giovani nascono e crescono in una società multimediale. Sono definiti nativi digitali, perché fin dalla nascita si trovano a contatto con una realtà che per gli adulti (cosiddetti emigrati digitali) è solo acquisita dopo precedenti esperienze. E i ragazzi sono per natura abituati a districarsi abilmente tra i vari mezzi di comunicazione: chattano e mandano mail dal telefonino, scambiano battute con gli amici tramite Facebook, accendono la tv e navigano tra le proposte on demand delle reti digitali e satellitari. La tecnologia non ha misteri, per loro.
Gli adulti si interrogano sui cambiamenti epocali in fatto di comunicazione di cui le giovani generazioni sono protagoniste. Una recente pubblicazione edita da Vita & Pensiero affronta proprio questi temi. “Crossmedia cultures. Giovani e pratiche di consumo digitali’ è una raccolta di interventi di esperti curata da Francesca Pasquali, Barbara Scifo e Nicoletta Vittadini, tutte ricercatrici in Sociologia dei processi culturali e comunicativi.
A partire da una serie di ricerche empiriche condotte presso l’OssCom – Centro di ricerca sui media e la Comunicazione dell’Università Cattolica – questo libro si concentra sui consumi cross mediali dei giovani italiani e si articola in tre grandi capitoli: le pratiche della comunicazione interpersonale mediata, l’emergenza di nuove pratiche produttive e la ridefinizione del consumo televisivo.
I contributi che sono contenuti nel volume sono firmati da Piermarco Aroldi, Simone Carlo, Claudia Giocondo, Giovanna Mascheroni, Daniele Milesi, Maria Francesca Murru, Matteo Stefanelli e Marco Tomassini.
Questo libro non è certo di ampia divulgazione, piuttosto per addetti ai lavori ma ben si presta a diventare un utile strumento anche per chi lavora con i giovani – pensiamo agli educatori e ai formatori – e alle famiglie. I dati forniti aiutano a conoscere meglio i nostri ragazzi e il mondo in cui vivono. Un mondo fatto di tanta televisione, di tanto computer e internet ma soprattutto un mondo in cui è del tutto naturale utilizzare in maniera trasversale tutti questi strumenti: tv, computer, telefonino.
La prefazione del volume è firmata dal professor Fausto Colombo, ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano, docente di Teoria e tecnica dei media e di Media e politica e direttore OssCom Centro di Ricerca sui media e la comunicazione.

La scuola che funziona

Gli insegnanti italiani si preparano al nuovo anno scolastico appoggiandosi alle nuove tecnologie e adottando la filosofia della ‘rete’: collaborazione e condivisione sono le parole d’ordine che emergono in modo particolare dalle nuove iniziative che animano il web.
Questa settimana segnaliamo ‘La scuola che funziona’, un progetto lanciato da Gianni Marconato, formatore e curatore di questo social network, una rete indipendente che ha raccolto in pochi mesi più di 1000 insegnanti.
Il sito è all’indirizzo
www.lascuolachefunziona.it  ed è basato su piattaforma Ning. Il curatore ha recentemente dichiarato al magazine ‘sophia’: “Il social network è nato nel 2008 ma poi è stato effettivamente lanciato a settembre del 2009. Ora il network permette di condividere le migliori pratiche di insegnamento su tematiche affini o trasversali ma è soprattutto l’identità dell’insegnante, da un punto di vista culturale e professionale al centro del network. Tante tematiche vengono lanciate dagli insegnanti. Alcune si esauriscono in pochi contributi mentre altri temi diventano più trainanti. I membri sono insegnanti di tutta Italia e di tutte le materie che sono attivi nei forum e nelle chat. Non c’è il prevalere di una disciplina o di un tipo scuola. Ci sono insegnanti della scuola dell’infanzia così come professori dei licei”.
Il sito de La scuola che funziona è stato integrato con un Wiki. E’ stata predisposta anche la piattaforma per aula virtuale per autoaggiornamento fra gli insegnanti che aderiscono al network: ciascuno può proporre un tema e vengono poi programmati degli eventi.
Fra gli altri strumenti utilizzati c’è anche la pagina su Facebook, un aggregatore di link su Delicious, uno spazio per mappe concettuali.
L’idea è quella di avere più collegamenti possibili e di usare tutti gli strumenti di social networking. In piena linea con la filosofia del web 2.0 al servizio della didattica e della formazione degli insegnanti.
Interessante è anche l’idea di sviluppare un ‘Manifesto dei nuovi insegnanti”, dedicato al tema dell’identità dell’insegnante. “Ci siamo chiesti – ha dichiarato sempre Marconato – se era opportuno lanciare il Giuramento di Ippocrate per gli insegnanti. Abbiamo proposto ad alcune persone l’idea per attivare il brainstorming e poi l’abbiamo rilanciata al network per la discussione. Abbiamo attivato la discussione, compilato una sintesi che è stata poi rivista ed aggiornata. Infine abbiamo redatto un testo finale che è stato discusso da circa 50-60 insegnanti”. E’ stato quindi definito un testo finale da presentare al network con la sintesi del Manifesto che ora può essere valutato dagli insegnanti. Al momento sono tredici i punti e a breve sarà chiuso il lavoro per la presentazione al BarCamp di Venezia dove si parlerà del Manifesto e del nuovo network che così si intende lanciare.

Popolo di Twitter

E’ dedicato al vicinato globale un interessante libro uscito per i tipi ETAS e firmato da uno dei massimi esperti mondiali di web 2.0. Il volume in questione si intitola ‘Twitterville. Fa crescere il business nel vicinato globale’ e l’autore è Shel Israel, giornalista di social media.
Il libro è anche accompagnato da un sito,
www.twitterville.com , mentre l’autore è presente proprio su Twitter all’indirizzo www.twitter.com/sheisrael .
Il cuore del testo vuole dimostrare come la famosa piattaforma può essere utile alle aziende per incrementare la propria visibilità, per aumentare le vendite e per offrire anche un servizio migliore ai clienti. L’autore riporta vari casi, di aziende grandi e piccole, che sono sbarcate su Twitter e ne hanno tratto un vantaggio interessante.
Twitter è uno degli strumenti di maggiore successo del web 2.0. Deve il suo nome al termine inglese tweet, che significa cinguettare. E’ un mezzo di comunicazione che si basa sulla pubblicazione e sullo scambio di brevi messaggi e attualmente conta oltre 10 milioni di utenti. Anche per questo le aziende non possono più ignorare questa realtà e Israel insegna come conoscere meglio Twitter e utilizzarlo al meglio, sempre dal punto di vista aziendale.
L’economia mondiale sta attraversando ancora un lungo periodo di grave crisi. Ebbe, proprio nel momenti più bui gli esperti consigliano alle aziende di puntare in modo particolare sul marketing e sul migliorare la propria immagine e la propria reputazione sul mercato.
Le nuove tecnologie possono essere di grande aiuto. Questo libro lo dimostra, con fatti concreti. La piattaforma Twitter, ad esempio, permette alle imprese di stare maggiormente in contatto con i propri clienti e di farlo in modo semplice e con costi contenuti. Inoltre l’autore fornisce consigli non solo a chi deve ancora entrare in Twitter, ma anche a coloro che già vi sono ma che vogliono proporsi in u modo mogliore.
L’immagine che ne fuoriesce è quello di un grande villaggio globale che sfrutta le potenzialità di uno strumento mondiale (il web 2.0) per coltivare interessi strettamente locali. Infatti Israel mostra in queste pagine come Twitter può essere utile anche a quelle aziende che operano su un mercato geograficamente limitato. Insomma, non bisogna necessariamente essere delle multinazionali per trarre beneficio daegli strumenti messi a disposizione dalle tecnologie, in particolare dal cosiddetto web 2.0.
Il libro si conclude non una breve ma utilissima postfazione dove viene spiegato in poche righe come si usa Twitter e quali sono i termini che bisogna per forza conoscere per utilizzarlo.

Bullismo

Questa settimana dedichiamo spazio ad un tema purtroppo sempre attuale, quello del bullismo nelle scuole e tra i giovani. In particolare segnaliamo un’iniziativa che viene portata avanti nella non lontana città di Ferrara.
Nel 2008, nell’ambito della Conferenza provinciale permanente della prefettura di Ferrara, veniva firmato un ‘Protocollo d’intesa per la prevenzione e la lotta ai fenomeni del bullismo e delle devianze giovanili’. I primi frutti sono una pagina web per chiedere aiuto via mail, linee guida per scuole e docenti, un piano per l’offerta formativa alle scuole.
L’intesa si era posto l’obiettivo di acquisire documentazione, istaurare canali di comunicazione privilegiata tra i diversi enti, definire le forme di vigilanza, di formazione e informazione sul fenomeno del bullismo e della devianza giovanile nelle scuole.
Si è conclusa la prima fase dell’attività, in cui il gruppo di lavoro interistituzionale ha realizzato un piano per l’offerta formativa alle scuole, svolgendo nello scorso anno scolastico numerosi incontri per la diffusione della cultura della legalità e la prevenzione per contrastare i fenomeni del bullismo e della devianza giovanile.
Ma non solo: sono state inoltre redatte ‘linee guida’, destinate alle scuole e ai docenti: come si legge nelle premesse «Bullismo, linee guida per la prevenzione e il contrasto, una sorta di primo prontuario per riconoscere il bullismo, percepirne gli effetti e i danni sia psicologici che legali nonché orientarsi nel richiedere un’azione di supporto e/o di intervento. Quello realizzato può essere un primo concreto punto di partenza per affrontare e prevenire insieme in modo concreto il bullismo».
La nostra rubrica parla di tutte queste iniziative perché c’è anche un interessante ricorso a Internet: infatti sono state distribuite 4.000 cartoline per pubblicizzare la costruzione di una pagina web attraverso la quale è possibile inviare via mail particolari segnalazioni e richieste di aiuto: «Per facilitare la comunicazione, che non sempre in frangenti quali il bullismo risulta immediata e di facile approccio, è stato creato un apposito spazio web ‘Bull Over’. La scelta dello strumento, peraltro realizzato dagli studenti, è stata dettata dalla necessità di predisporre un approccio semplice, fruibile e soprattutto vicino ai ragazzi nei modi e nel linguaggio della comunicazione».
All’indirizzo
ww4.comune.fe.it/bullover/  si apre un piccolo, semplice ma efficace portale con tutte le indicazioni su cosa fare se si è vittime del bullismo da parte di amici, compagni, conoscenti. Qui è anche possibile compilare una scheda per inviare segnalazioni, ma anche, e soprattutto, trovare tutte le informazioni per imparare a difendersi da chi vuole sembrare più forte e più furbo di noi usando solo la violenza e la stupidità.

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