Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

L’educazione ai linguaggi dei mass media

Educare ai linguaggi dei mezzi di comunicazione è l’invito espresso al n. 51 degli Orientamenti pastorali dell’episcopato italiano per il 2010-2020. Un testo interessante che offre spunti di riflessione e di orientamento fattivo per i sacerdoti, e non solo.
E’ possibile leggere e scaricare il documento anche dal web, all’indirizzo http://www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2010-11/12-3/Orientamenti%20pastorali%202010.pdf.

Formazione e cultura sono al centro di questo testo che si occupa anche del mondo digitale. Appunto al paragrafo n.51 si legge, tra l’altro, la consapevolezza del progresso apportato ma anche i rischi derivanti dal cosiddetto digital divide: “(…) La crescita vorticosa e la diffusione planetaria di questi mezzi, favorite dal rapido sviluppo delle tecnologie digitali, in molti casi acuiscono il divario tra le persone, i gruppi sociali e i popoli.
Soprattutto, non cresce di pari passo la consapevolezza delle implicazioni sociali, etiche e culturali
che accompagnano il diffondersi di questo nuovo contesto esistenziale.
Agendo sul mondo vitale, i processi mediatici arrivano a dare forma alla realtà stessa. Essi
intervengono in modo incisivo sull’esperienza delle persone e permettono un ampliamento delle
potenzialità umane. Dall’influsso più o meno consapevole che esercitano, dipende in buona misura
la percezione di noi stessi, degli altri e del mondo. Essi vanno considerati positivamente, senza
pregiudizi, come delle risorse, pur richiedendo uno sguardo critico e un uso sapiente e responsabile”.
Ecco che entra in campo il tema della formazione e dell’educazione: formare ad un consapevole utilizzo dei nuovi mass media diventa prioritario, anche per la comunità cristiana: “Il loro ruolo nei processi educativi è sempre più rilevante: le tradizionali agenzie educative sono state in gran parte soppiantate dal flusso mediatico. Un obiettivo da raggiungere, dunque, sarà anzitutto quello di educare alla conoscenza di questi mezzi e dei loro linguaggi e a una più diffusa
competenza quanto al loro uso.
Il modo di usarli è il fattore che decide quale valenza morale possano avere. Su questo
punto, pertanto, deve concentrarsi l’attenzione educativa, al fine di sviluppare la capacità di
valutarne il messaggio e gli influssi, nella consapevolezza della considerevole forza di attrazione e
di coinvolgimento di cui essi dispongono. Un particolare impegno deve essere posto nel tutelare
l’infanzia, anche con concreti ed efficaci interventi legislativi”.
Il documento sottolinea anche la necessità di un lavoro complesso che coinvolga vari attori: gli operatori culturali, i comunicatori ma anche le famiglie e l’intera comunità ecclesiale. “L’impegno educativo sul versante della nuova cultura mediatica dovrà costituire negli anni a venire un ambito privilegiato per la missione della Chiesa”. 

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