Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Questione di cinguettii…

Dopo una lunga assenza torna la nostra rubrica. E lo facciamo prima di tutto con una curiosità. Due sociologi della Cornell University di New York, Michael Macy e Scott Golden, si sono presi la briga di analizzare 509 milioni di cinguettii su Twitter da parte di 2,4 milioni di persone distribuite in 84 Paesi differenti. Il risultato? Utilizzando uno speciale software che ha analizzato le parole dei ‘cinguettii’ hanno scoperto gli stati d’animo prevalenti da parte delle persone che li hanno scritti e hanno identificato anche le differenze secondo il momento della giornata. E’ emerso che al mattino ci si sveglia felici e ottimisti; man mano che si procede nella giornata il buon umore scema (soprattutto durante l’orario di lavoro) per poi avere uno slancio nel tardo pomeriggio. Non parliamo del fine settimana: tutti più felici e gioiosi rispetto agli altri giorni della settimana. A questo si può aggiungere che gli inglesi al mattino sono più raggianti dei francesi e dei portoghesi, ma meno degli americani e degli australiani. Tutto scontato e inutile? Forse. Certo è che studi come questo hanno uno scopo ben preciso: monitorare le condizioni emotive degli utenti della Rete per cercare di prevedere anche fenomeni di elevata portata, come ad esempio l’andamento delle Borse. “Siate affamati. Siate folli” In assoluto un genio. Ha rivoluzionato la nostra vita e ha segnato il nostro futuro. Lo scorso 5 ottobre è scomparso Steve Jobs, fondatore della Apple. Un genio, un guru, un grande imprenditore, chiamatelo come volete. Di sicuro le sue idee hanno fatto la rivoluzione tecnologica. Considerato fra i maggiori innovatori nell’era del computer, è scomparso all’età di 56 anni, dopo aver lottato contro un tumore al pancreas. Era il 1985 quando dichiarava: ‘L’irresistibile motivo per cui la gente compra un computer è che vuole essere connessa a una rete di comunicazione globale. Siamo ai primi passi di quella che sarà una svolta incredibile, quanto quella del telefono’. Qualcuna ha scritto che Jobs ha inventato il futuro. Ma non lo ha mai fatto da solo, ha sempre creduto nel lavoro di squadra:’ Il mio modello di business sono i Beatles. Si bilanciavano l’uno con l’altro e il totale era molto meglio della somma delle parti. E’ così che vedo gli affari: le cose migliori non sono mai fatte da una sola persona, ma da un gruppo’. E ai giovani suggeriva di non accontentarsi, di fare di tutto per trovare la propria vera strada: ‘Non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro destino, chiamatelo come volete. Questo ha fatto la differenza nella mia vita’.

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