Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “aprile, 2012”

Novità in libreria :-)

Novità in libreria :-)

In anteprima il mio ultimo libro pubblicato da EDB.

Oltre a Facebook….

Facebook? Resta il social network più frequentato e discusso. Ma c’è chi guarda oltre e ha pensato di realizzarsi da sé un prodotto simile ma con caratteristiche originali. Questo qualcuno è italiano, è Claudio Cecchetto, grande dj e ora produttore radiofonico  di successo, che ha lanciato sul web il suo “Faceskin” (www.faceskin.it).

Per ora in fase beta, ha comunque raccolto le adesioni di numerosi personaggi italiani del mondo dello spettacolo che nella loro pagina condividono i loro percorsi di Rete preferiti, notizie e contenuti. E qui c’è già anche Fiorello, di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi per aver abbandonato all’improvviso il suo account su Twitter (tra l’altro seguitissimo dal pubblico).

Su “Faceskin” si ritrovano vip e gente comune e gli iscritti sono già oltre 18 mila. Nella home page del sito sono riassunte proprio queste caratteristiche: “Ricerca, organizza, condividi” ovvero ROC. Cecchetto si definisce “un innamorato di internet” e rimanda la prima intuizione all’anno 2000: creare “Una lista di siti che può essere aggiornata e “soprattutto può essere condivisa con gli altri utenti in modo tale da velocizzare la ricerca che un utente si accinge a fare perchè in Rete certo non mancano i contenuti, quello che manca è il tempo per cercarli. In questo modo si mette a disposizione di altri utenti il know-how di ciascuno dove la velocità di ricerca fa la differenza. Questo sistema, spiega Cecchetto, si basa “sull’algoritmo più intelligente del mondo: l’uomo”.

Vedremo sulla distanza che sviluppi avrà questa nuova creatura del web. Se volete sperimentarla e farci sapere la vostra opinione scriveteci. Avremo modo senz’altro di parlarne ancora in futuro.

Chiesa 2.0

Chiesa e social network, un legame sempre più stretto, una realtà sempre meno virtuale. Perché, stando ad una recente ricerca, è soprattutto Facebook il social network preferito in modo particolare da sacerdoti e seminaristi italiani.

Dati e considerazioni provengono da una ricerca condotta dal Cremit dell’Università Cattolica di Milano e dal Dipartimento Istituzioni e Società dell’Università di Perugia. I ricercatori di queste due Università hanno indagato per conto di WeCa (Associazione Webmaster Cattolici Italiani) l’uso di Facebook da parte di sacerdoti, religiosi e seminaristi. Emerge che il 20 per cento dei diocesani e dei religiosi ha un profilo su Facebook: si tratta senza dubbio di dati considerevoli se li si confronta con quelli generali riferiti alla popolazione italiana nel suo insieme.

Ma non è tutto. Addirittura i seminaristi presenti su “Faccialibro” sono quasi il 60 per cento, dimostrando di prediligere la frequentazione di ambienti dove i giovani la fanno da padroni.

Quindi non è un caso che la ricerca abbia preso il titolo “Churchbook”, proprio parafrasando il nome del più famoso (e frequentato) social network.

“Sono questi alcuni dati di una ricerca che mette in luce un mondo estremamente attivo e dinamico. Dati che suggeriscono alcune domande: perché i seminaristi fanno ricorso massiccio a Facebook? E i sacerdoti usano Facebook per la pastorale? In che modo? Quali peculiarità di utilizzo da parte dei religiosi?- si chiede il Sir-. Nelle fasi successive della ricerca si cercherà di fornire risposte a questi interrogativi attraverso l’analisi e l’interpretazione di questi dati e un approfondimento qualitativo che si baserà sulla social network analysis e sullo studio semiotico e comunicativo dei singoli profili”.

Il web è alla ricerca di senso

Si fa largo il cosiddetto web 3.0, cioè il web semantico: i motori di cerca classici verranno presto soppiantati da nuovi strumenti che riusciranno a fornire risposte più complete e dati e informazioni riferite al significato delle parole chiave in relazione al contesto. E’ un po’ quello che è già stato lanciato dal progetto Wolfram Alpha (http://www.wolframalpha.com/), il motore di conoscenza computazionale: analizza ed estrae trend, dati e statistiche dalle informazioni curate dal team di Wolfram piuttosto che ricercarle sui siti web con apposito algoritmo di crawling. Il servizio Pro è a pagamento, mentre è possibile iscriversi gratuitamente per accedere alla versione di base.

Il Wall Street Journal anticipa che presto anche Google si avvicina al web semantico. Pare infatti che BigG si stai preparando a diventare “semantico”, fornendo risultati aggiuntivi accanto a quelli tradizionali. La tecnologia è quella già acquisita con Bing. Così nei prossimi mesi dobbiamo aspettarci che il motore di ricerca di Mountain View sia in grado di fornire risposte molto simile a quelle attualmente offerte da Wolfram Alpha.

Il web semantico si propone di dare un senso a tutte le pagine presenti in Rete e aiutare l’utente a ricevere le informazioni più pertinenti alle proprie esigenze. Questo in estrema sintesi. Una scheda anche più tecnica con molti particolari (per addetti ai lavori e non) è presente su Wikipedia all’indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico.

Emilia (Romagna) digitale

La nostra Regione è senza dubbio all’avanguardia per quanto riguarda la digitalizzazione dei servizi. E anche per l’informazione, che compie puntualmente e con dovizia di particolari (anche per i non addetti ai lavori) attraverso il portale E-R (http://www.regione.emilia-romagna.it/).

I canali da navigare sono numerosi, si va dalla scuola al lavoro, dalla mobilità all’agricoltura e altro ancora. Questa settimana vorrei richiamare la vostra attenzione sulle pagine del canale “Digitale” (http://www.regionedigitale.net/). Si tratta di un utile strumento creato e gestito dalla Regione Emilia Romagna prima di tutto per offrire un punto di accesso unificato ai servizi on line forniti sui siti istituzionali degli enti locali dell’Emilia-Romagna.

Ma non solo. Questo “sotto-portale” propone dati e informazioni sulla situazione della digitalizzazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione a livello locale e offre anche approfondimenti e spunti di riflessione.

Ormai le Pubbliche Amministrazioni tendono a mettere on line tutte le informazioni che riguardano le innovazioni ai servizi al cittadino: per chi è attento al web, questo è normale, anzi doveroso. Alle persone invece che non si collegano a internet o che hanno problemi con la navigazione, allora possono sfuggire preziose opportunità.  Opportunità che riguardano la semplificazione dell’accesso ai servizi come quelle alla salute, alla scuola, al lavoro.

Certamente lo sforzo compiuto nella creazione e nell’aggiornamento del portale della Regione è notevole e consiglio a tutti i nostri lettori di provare a farci un giretto (virtuale, si intende!).

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