Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

Archivi per il mese di “settembre, 2012”

QR Code

Ormai lo si può trovare un po’ ovunque. Quindi vale la pena conoscerlo più da vicino. Il Codice QR (in inglese QR Code; QR è l’abbreviazione dell’inglese quick response, cioè “risposta rapida”) è un codice a barre bidimensionale  composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Al suo interno vengono memorizzate  informazioni che possono essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone.

In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici.

Come può essere impiegato utilmente? Un ultimo esempio è quello offerto dal Sistema Bibliotecario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha inserito il QR code nel proprio Catalogo delle opere consultabile on line (http://millennium.unicatt.it).

“Le schede bibliografiche del Catalogo d’Ateneo – spiegano in Università – ora sono arricchite con il codice QR, che permette di visualizzare sul proprio smartphone le principali informazioni relative alle opere possedute dalla Biblioteca: titolo, ubicazione, segnatura di collocazione, stato.

Questa funzionalità è particolarmente utile per ritirare senza bisogno di annotazioni manuali i volumi di proprio interesse nelle sale a scaffale aperto, le cui schede non presentano l’abituale pulsante “Richiedi/Prenota”.”

Non si tratta di un’impresa impossibile: “È sufficiente scansionare il codice QR visibile a piè di pagina della scheda e servirsi delle indicazioni visualizzate sul proprio telefono per raggiungere lo scaffale su cui è collocato il volume. Per poter utilizzare i codici QR occorre uno smartphone dotato di fotocamera e di un software di lettura”.

Annunci

Per i nativi digitali è naturale…

Per i nativi digitali è naturale, per noi genitori “emigranti digitali” forse un po’ meno. L’utilizzo dei social network da parte dei giovanissimi è un problema, soprattutto per gli adulti che si trovano a gestire una situazione difficile. Secondo l’ultima ricerca di eMarketer, il 15% dei ragazzini sotto gli 11 anni ha un cellulare di ultima generazione; è ovvio che poi cerchino di navigare, chattare, aprire un profilo su Facebook, condividere con altri le proprie foto o i propri video. Per legge, YouTube, Google, Facebook, Timblr e Twitter dovrebbero essere accessibili solo dopo i 13 anni: e questa non è una grande tutela. Primo perché 13 anni sono sempre e comunque pochi per esser consapevoli dei rischi e dei pericoli di questi strumenti; secondo perché è ovviamente facile aggirare l’ostacolo dichiarando un’età diversa o facendosi aiutare da un amico.

Chi scrive è un genitore alle prese quotidianamente con due nativi digitali che non fanno troppe pressioni (per il momento) ma che sanno bene cosa li aspetta in Rete. E il problema è anche il mio: cercare di contenere la curiosità dei ragazzi oppure lasciare libero accesso a questi strumenti pur mantenendo uno stretto controllo?  Certo, ci sono piattaforme studiate apposta per i giovanissimi, presentate come sicure al cento per cento anche per i più piccoli, come “KidzVuz” (www.kidzvuz.com) o Kibooku (a pagamento, https://www.kibooku.com/). Ma questo a “loro” non basta.

Ecco allora che forse torna un tema che già abbiamo affrontato: l’impegno che viene chiesto ai genitori di esser attenti ma aperti, disponibili ma presenti, cercando di coltivare un dialogo con i propri figli su cosa fanno in Rete, con chi lo fanno e perchè lo fanno. Perché Internet non è solo un pericolo, è anche fonte di opportunità positive. Utili ai nostri ragazzi e anche a noi.

Navigazione articolo