Il Villaggio Virtuale

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Chi ha paura del marketing online?

Può sembrare un falso problema, ma chi naviga con una certa costanza in internet e frequenta anche i social network si trova a fare i conti con questo nuovo modo di fare pubblicità. Banner, ma non solo: basta un clic di troppo, magari eseguito per errore, e da quel momento si è tempestati di email di pubblicità, spesso spazzatura.

Il Corriere.it dedica all’argomento una sorta di reportage: in alcune puntate la testata promette di snocciolare il problema. La prima puntata la trovate qui: http://www.corriere.it/tecnologia/13_marzo_18/pubblicita-online-marketing-aggressivo-prima-puntata_a28ca7a0-8ff1-11e2-a149-c4a425fe1e94.shtml.

In realtà, a mio avviso, più che gli articoli, sono interessanti i commenti che i lettori postano.  Commenti talvolta critici addirittura su ciò che scrive il giornalista autore dell’articolo; però alcuni sono utili perché suggeriscono anche alcune soluzioni per uscire da quella che alcuni vivono come una vera persecuzione virtuale. Vi sono ad esempio alcune applicazioni adatte al proprio browser e bannare i mittenti che inviano email fastidiose.

Alcuni suggeriscono molto semplicemente che esistono i filtri e basta impostare a piacere le regole sul proprio client di posta. Altri ancora, tra il critico e l’arrendevole, fanno notare che anche il Corriere.it e altre testate giornalistiche a pagamenti riempiono le proprie pagine con banner di pubblicità: fa tutto parte delle regole del gioco.

L’inchiesta di Corriere.it promette di suggerire trucchi e stratagemmi per difendersi dalla pubblicità on line molesta. Nella seconda puntata, già on line sul sito, si parla anche del rapporto tra e-commerce e marketing on line e di come il connubio possa creare in alcuni soggetti una vera e propria dipendenza.

Seguiamo insieme le prossime puntate e, se volete, sono sempre graditi i vostri commenti sul nostro blog,

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27 lunghe ore

Dopo una lunga pausa (forzata) torna Il Villaggio Virtuale, anche in versione cartacea.
Nell’ultimo numero de Il Nuovo Giornale, da oggi in edicola, parliamo di….. donne, web e altro ancora.

I blog resistono. Nell’era dei social network i diari personale virtuali hanno saputo evolversi nel tempo, aggiornandosi nella forma e nei contenuti. Alcuni sono delle vere e proprie icone del web. Altri vere e proprie rivelazioni che dimostrano l’attualità di questo strumento.
Tra i blog che in rete, in Italia, riscuotono grande successo, c’è la 27ORA (http://27esimaora.corriere.it/), cioè la ventisettesima ora. Si tratta di un blog apparentemente solo femminile, ospitato dal Corriere della Sera online, che racconta come la giornata delle donne, oggi sempre più divise tra lavoro, casa e famiglia, si dilati sino ad arrivare addirittura a 27 ore (altro che le 24 ore dei comuni mortali!).
Il blog viene scritto a più mani, tutto da donne, per lo più “penne” del Corriere. Il successo lo si capisce dai tanti commenti che ogni post raccoglie: commenti non solo femminili, perché ogni giorno ci sono anche tanti uomini che scrivono la loro opinione. Merito soprattutto dei temi trattati dai post, mai scontati, ma sempre originali e di attualità.
Questo blog può diventare una lettura leggera ma interessante, che entra direttamente nelle nostre vite, con realismo e rispetto per le esperienze di ciascuna e ciascuno di noi.  Come scrivono le curatrici del blog nella breve presentazione, “Noi qui cerchiamo di offrire e scambiarci notizie, suggerimenti, riflessioni gravi e leggere. All’inseguimento di una società dove ognuno possa crescere libero, nel rispetto reciproco”.

I bambini ci guardano

Oggi vi suggerisco questa lettura: un articolo su La Stampa dedicato al delicato tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei minori. Alla fine tutto viene ridotto in mercimonio, ma l’argomento è molto importante, troppo per essere relegato ad una battaglia per interessi economici.
I minori sono i cosiddetti nativi digitali. Crescono a pane e nuove tecnologie. Per loro è tutto così naturale. Non pensano ai rischi, ai pericoli, alle insidie e neppure a chi si approfitta di loro. Allora qualcuno deve pensarci. Noi, adulti. Migranti digitali, con una coscienza.
La coscienza del genitore che non può considerare il pc come un’ottima baby sitter a basso costo e ottima resa. La coscienza dell’educatore che deve saper mostrare il buono e il cattivo delle nuove tecnologie (ovviamente diamo per contato che lui per primo ne sia a conoscenza…). La coscienza dei comunicatori, di tutti coloro che a vario titolo fanno comunicazione: i bambini ci guardano, sanno leggere e imparano tutto.
Comunque, vi lascio alla lettura di questo utile articolo de La Stampa.
Buona giornata!

Quando 24 ore non sono sufficienti

Questo può apparire un post un po’ femminista. E forse lo è. Oppure no. Oggi voglio proporre ai lettori del Villaggio la lettura di un blog del Corriere.it: La ventisettesima ora. Si tratta di uno spazio editoriale scritto a più mani, che cerca di raccontare i vari aspetti di cui si compone la vita di una donna di oggi, divisa tra lavoro, casa, famiglia (e magari aggiungiamo anche la necessità di prendersi cura di se stessa). Quando le 24 ore giornaliere non bastano mai per fare tutto e si allungano (virtualmente) fino a 27 (da cui il nome del blog).

Un blog interessante, autentico, per nulla scontato, dove le giornaliste che vi scrivono a volte si raccontano, altre volte danno voce a storie di donne che diversamente voce non avrebbero. Ma, attenzione, non è un blog autocelebrativo; e neppure serve alle donne per piangersi un po’ addosso. E’ veramente un’occasione (anche per gli uomini che lo leggono) per conoscere meglio alcuni aspetti del mondo femminile che a volte restano in ombra o che vengono dati per scontati.

Bello l’ultimo post pubblicato, firmato da Giovanna Pezzuoli: “La tigre e il violino. Si dice donna”. Quando la Rai era femminista.

Rapporti di buon vicinato

Le nuove tecnologie sono arrivate anche lì. Nel gestire i rapporti con le persone che ci abitano accanto. Non era sufficiente avere strumenti per riallacciare amicizie o iniziarne di nuove per ragioni personali o professionali. Adesso abbiamo bisogno di tenere i contatti con i vicini di casa via web. Ma ne abbiamo davvero bisogno?
Leggete l’articolo di Simone Cosmini pubblicato su Wired. E se volete dire la vostra, commentate pure questo post del Villaggio, qua sotto.
E’ interessante dal punto di vista tecnologico vedere le potenzialità degli strumenti virtuali creati dall’uomo. Già, l’uomo. Il rapporto personale. Ci era rimasto forse solo il rapporto interpersonale con i vicini, che salutiamo ogni mattina quando usciamo di casa o che incontriamo alla sera quando portiamo a passeggio il cane.
Peccato che di alcuni di loro a volte non si conosca neppure il nome. Ne conosciamo le sembianze; alcuni li salutiamo (se non altro perchè abitiamo in quel quartiere da 30 anni e quindi sono 30 anni che ci vediamo  più o meno tutti i giorni); altri, nulla. Ci può forse aiutare la tecnologia? Non credo. In questo caso, non credo proprio.
Forse esiste veramente un limite che non è bene superare, per il bene dell’uomo stesso. La tecnologia è al nostro servizio. Non viceversa. Sarebbe meglio tirar fuori il coraggio e finalmente suonare il campanello del vicino, se abbiamo qualcosa da dirgli o da chiedergli, piuttosto che perdere tempo per cercare il suo contatto online. Avremmo un nuovo amico, una persona in più su cui poter contare veramente in caso di bisogno. Saremmo meno soli. O forse no. Comunque avremo recuperato la nostra dimensione umana (quando si può, approfittiamone).

Come cambia il mondo….

Qui trovate una bella lettura su come stanno cambiando il modo di leggere ed il modo di scrivere. Di tutti noi.

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