Il Villaggio Virtuale

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Facebook: vero o falso?

Oggi leggiamo l’articolo del Corriere Ottanta milioni di falsi profili Facebook. Purtroppo è un tema troppo delicato per essere liquidato così velocemente. Qui tentiamo di lanciare qualche idea per la riflessione personale e magari la discussione comune.
E’ davvero importante oggi essere su Facebook? A cosa serve essere su Facebook? Su FB possiamo postare di tutto: dati personali, foto, i nostri pensieri, le nostre idee….che però – dal momento che vengono postati – non sono più nostri. Sono alla mercè di chiunque voglia – per varie ragioni, tutte sbagliate se non addirittura illegali – appropriarsi della nostra identità o di parte di essa.
Facebook è davvero solo il villaggio delle comari, come qualcuno lo definisce, oppure ha una funzione sociale, serve veramente a qualcosa?
Personalmente credo che sia l’uno e l’altro. E’ uno strumento, e come tale dipende da come viene usato. O bene o male.
Esistono le comari (tante) che passano il loro tempo libero (accidenti, come fanno ad averne così tanto?) a curiosare nei profili degli “amici” (dovremo un giorno discutere anche sull’uso e l’abuso della parola “amico”, su Facebook e non solo…) e farsi gli affari degli altri. Esistono però belle inziative che approfittano delle caratteristiche “social” per lanciare progetti di rete, di collaborazione, di scambio. Penso, ad esempio, nel mio caso particolare, ai tanti gruppi che si sono formati dedicati agli hobby tipicamente femminili: lì le persone si incontrano per scambiarsi idee, suggerimenti, per imparare anche qualcosa di nuovo, tutte insieme. A volte nascono delle amicizie vere, che si tasformano da virtuali in reali.
E’ un grosso problema il fatto che chiunque possa creare un profilo falso. Ancora più grave che si tratti di un profilo “scippato” ad un’altra persona, e che tutto ciò resti impunito. E’ grave, è illegale, è diseducativo: cosa imparano i nostri ragazzi da questi esempi? Me lo chiedo pensando ai miei figli, che prima o poi diventeranno anche loro “social”, ma soprattutto a quelli che già hanno un profilo su Facebook: cosa ci fanno? a cosa gli serve? come lo usano? chi li controlla?

E voi, a che tipo di Facebook appartenete?

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Nuoce gravemente alla salute

Prima di spiegare il titolo di questo post, desidero ringraziare tutti i lettori che ogni giorno passano in questo blog. Alcuni lasciano anche un segno del loro passaggio: grazie, davvero.
Da questa settimana (in edicola venerdì) Il Villaggio dovrebbe riprendere anche nella sua versione cartacea (ogni quindici giorni su Il Nuovo Giornale, di Piacenza): speriamo. In ogni caso continuerò gli aggiornamenti on line. Perchè di cose da raccontare ce ne sono sempre tante, il tempo e lo spazio sono pochi, ma la voglia non manca mai.

Ora la spiegazione del titolo di questo post: Facebook mette in guardia dai rischi del “troppo Facebook”. “Birthday cakes are made for people to be together. They give friends a place to gather and celebrate. But too much cake probably isn’t healthy. So birthday cake is a lot like Facebook”. Insomma, le torte sono come Facebook.
Passare troppe ore collegati può nuocere gravemente ai rapporti interpersonali off line. Autodenuncia? Forse. Comunque, niente di nuovo. Non si può vivere di solo web, che è un mezzo, non un fine. Ma già ne abbiamo parlato.

Così come abbiamo più volte parlato di ebooks, ma lo rifacciamo per segnalare l’articolo di Punto Informatico sulla concorrenza nel mercato del libro digitale in Europa. Già, gli ebooks: ma siamo sicuri che almeno i nativi digitali li apprezzino così tanto?
Sicuramente le scuole vanno in questa direzione. Secondo uno studio Ericsson è in atto una vera e propria rivoluzione nel settore educativo. Le nuove generazioni studiano con tablet, pc e cellulari. Una sintesi è anche su La Stampa.
Ma è davvero così per tutti?

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