Il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

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E ora si cambia veramente (?)

Siamo davvero arrivati ad un punto di svolta. Oppure no. Forse. Sicuramente i più convinti sono i giovani, nati con la tecnologia nel sangue e che possono puntare proprio su questo per offrire alla società un cambiamento.
Un po’ meno convinti sono coloro che ancora fanno fatica ad accettare che tutto si giochi sul campo della new technology. Va bene il telefonino, va bene il pc, va bene internet (ma solo per alcune cose, poi il virtuale cede naturalmente il passo la reale). Però poi….
A fare il punto sul momento attuale che stiamo vivendo e per aprire gli occhi su un mondo che non siamo abituati a vedere ci aiuta un dossier che possiamo leggere sulla versione on line de La Stampa (eh, sì, proprio on line, però vale la pena fare uno sforzo…).
Intanto si parla di start-up (?) e della mano che sta dando il Governo per far partire nuove iniziative imprenditoriali. E poi un’intervista, all’inventore di Vitaminic, Gianluca Dettori.
Ma non basta. Volete sapere cosa è l’Agenda Digitale e a che punto è il nostro Paese? Leggete allora l’articolo di Antonino Caffo. Lì si parla di web. Sì, perchè sembra proprio che dal web possa ripartire lo sviluppo del nostro Paese. O almeno in parte. Come dimostra questo articolo che propone alcuni esempi interessanti.
Noi vivamo nell’era digitale. La chiamano così. All’estero è una realtà, ma in Italia? Qui troverete anche alcuni spunti di riflessione.

I bambini ci guardano

Oggi vi suggerisco questa lettura: un articolo su La Stampa dedicato al delicato tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei minori. Alla fine tutto viene ridotto in mercimonio, ma l’argomento è molto importante, troppo per essere relegato ad una battaglia per interessi economici.
I minori sono i cosiddetti nativi digitali. Crescono a pane e nuove tecnologie. Per loro è tutto così naturale. Non pensano ai rischi, ai pericoli, alle insidie e neppure a chi si approfitta di loro. Allora qualcuno deve pensarci. Noi, adulti. Migranti digitali, con una coscienza.
La coscienza del genitore che non può considerare il pc come un’ottima baby sitter a basso costo e ottima resa. La coscienza dell’educatore che deve saper mostrare il buono e il cattivo delle nuove tecnologie (ovviamente diamo per contato che lui per primo ne sia a conoscenza…). La coscienza dei comunicatori, di tutti coloro che a vario titolo fanno comunicazione: i bambini ci guardano, sanno leggere e imparano tutto.
Comunque, vi lascio alla lettura di questo utile articolo de La Stampa.
Buona giornata!

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